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di pica da commentare:
IL RINASCIMENTO: CARRI SIMBOLI E COLORI (1400-1500)

Nel Quattrocento documenti e memorie storiche sempre più frequenti e consistenti riportarono i nomi attuali delle Contrade, che iniziarono a far comparsa alle pubbliche feste prendendo parte ai giochi rituali con gruppi di uomini in livrea. Le pugna furono un pugilato collettivo, con centinaia di contendenti, erede dei giochi gladiatori e antesignano del pugilato moderno. A Siena furono in voga nel basso Medioevo, e più volte vietate per i morti e i tumulti che regolarmente provocavano. In quelle ricordate da Gentile Sermini in una sua novella, databile al 1424, scritta in uno stile che precorre la cronaca in diretta, si segnalano le schiere della Chiocciola e della Giraffa, e quelli di Val di Piatta (l'attuale Selva). Nelle pugna del 1494, menzionate nella Cronica di Allegretto Allegretti, fatte in occasione della visita a Siena del Cardinale di San Malò, parteciparono tra le altre le schiere di Chiocciola, Drago, Giraffa ed Onda, e quella di Camollia (l'attuale Istrice). Il gioco sarebbe continuato a lungo. Nell'Ottocento, Niccolò Tommaseo avrebbe definito il pugilato "gioco fatto alle pugna: usato molto appresso i Greci, e mantenuto fino agli ultimi anni appresso ai senesi". Dalle pugna si sarebbe poi trasfuso nel Palio quello spirito di teatrale ma virulenta pugnacità che vi si riscontra ancor oggi. Le cacce videro invece le comparse delle Contrade entrare in Piazza accompagnate da carri allegorici rappresentanti animali esotici o fantastici dai significati allusivi a mitici eventi o a nobili virtù.Nell'arco di pochi decenni, tra il Quattrocento e il Cinquecento, le Contrade completarono in maniera definitiva il loro fantastico bestiario mitologico dal quale presero gli stemmi. In mancanza di documenti o memorie al riguardo, c'è da ipotizzare un processo abbastanza spontaneo, cioè che diverse Contrade si unissero per costruire le macchine e che la scelta degli animali da rappresentare venisse fatta attingendo dal repertorio dell'araldica festiva allora in voga a Siena come ovunque in Italia, prendendo spunti e simboli dagli stemmi di sovrani e famiglie nobili, di compagnie di ventura, arti e mestieri, paesi e città, o dai "Bestiari"medievali, come quello di Brunetto Latini. Per ogni Contrada c'è da ricostruire e da ipotizzare un percorso e un processo individuale e diverso dagli altri. Per esempio l'impresa dei Borghesi fu forse fonte per quella del Drago, quella dei Marescotti per la Contrada dell'Aquila. Per il Bruco il simbolo è quello dell'arte dei sataioli ricordata nel 1370. Per la Pantera si è ipotizzato un posssible rapporto diretto con la presenza a Siena di una colonia di setaioli lucchesi. Per l'Istrice costruito dagli uomini di Camollia, è possibile una sua derivazione dallo stemma dei Ricci o da quello di Luigi XII re di Francia. Carri allegorici si vedevano in molte città. Ad esempio nella vicina Firenze a una cacciata del 1459 era presente una grande macchina lignea a forma di Giraffa e nel 1514 si videro carri a forma di Istrice e di Tartaruga. Tali macchine, con più uomini dentro, servivano a impaurire e a far muovere gli animali, e da rifugio per i cacciatori che per di più "frugavano" dall'interno con le lance gli animali per tutta la Piazza, così da far sembrare che le fiere di legno combattessero con quelle vere, ossia il totem contro la feracità, il mito contro la realtà...(continua) |
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