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di pica da commentare:
...(continua)IL RINASCIMENTO: CARRI SIMBOLI E COLORI (1400-1500)
 Vincenzo Rustici: le Comparse delle Contrade alla caccia al toro in Piazza del Campo (sec. XVI). Siena, Sede del Monte dei Paschi
A Siena, nel 1482, secondo le Storie dell'erudito prelato Sigismondo Tizio, gli abitanti del rione di S. Marco costruirono un carro allegorico a forma di Chiocciola e quelli di San Pietro a Ovile una macchina con la Giraffa. Nel 1506 a una "cacciata" in Piazza del Campo fatta per le feste di Nostra Donna, intervennero con le loro comparse Aquila, Chiocciola, Drago, Giraffa, Istrice, Liofante (l'attuale Torre), Montone, Nicchio, Oca, Onda e Selva. Pochi anni dopo, nella famosa relazione delle feste per l'Assunta stilata e stampata da Cecchino Chartaio, nel 1546 troviamo presenti tutte e diciassette le attuali Contrade: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Dravo, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone. I loro simboli erano già quelli di oggi, i loro colori avrebbero subito una genesi e un assestamento sistemico più lungo e complesso, Aquila e Chiocciola uscirono nel 1546 con i colori attuali; (ma poi li variarono occasionalmente) cinque altre Contrade li presero per la prima volta nel Seicento, otto nel Settecento e due nel secolo scorso. Tutte cambiarono nei secoli partiture e bordure, listre e arabeschi, a riprova che niente nel Palio è immutabile. Anche il Comune ebbe il suo carro allegorico già nel secolo decimoquarto. Il Carro degli Angeli era una macchina la cui armatura sosteneva dei fanciulli vestiti da angeli e un complicato sistema di funi e carrucole li faceva salire e discendere intorno a un'immagine della Madonna. Una nota spese del 1406 documenta 36 soldi spesi per le arance che questi bambini gettavano alla folla quali benaugurali proiettili festivi. Sul Campo degli Angeli, e più tardi sul Carroccio, si portava il palio montato su un'asta dipinta con in cima un leoncello d'argento. La preziosa stoffa del drappellone veniva spesso da fuori, da Firenze o Lucca, da Bologna e Venezia. Per foderare il palio di rosado di seta lungo diciotto braccia senesi (13 metri e 42 cm.) del 1430, con fregi e bande di seta e d'oro, occorsero bel 1400 pelli di vaio. Nel 1447 il palio era di velluto cremisi e se ne comprarono 30 bracci (22 metri e 38 cm.). I drappelloni di questo periodo non sono giunti fino a noi perchè a differenza degli attuali erano premi non simbolici ma fungibili. Se ne facevano, di regola, paliotti da altare, baldacchini, arazerie e paramenti sacri, ma c'è da supporre che finissero anche indosso ai vincitori e alle loro madonne terrene, che spesso nei giorni del Palio avevano la possibilità di indossare gioie e vesti di seta e velluto a far sfoggio di quel lusso che normalmente le leggi suntuarie della Repubblica non permettevano. I giorni del Palio erano occasione mondana perchè in città venivano i grandi nomi dell'aristocrazia del sangue e del denaro d'Italia, alti prelati e teste coronate d'europa (come l'imperatore Sigismondo che vi assisté nel 1432), i Borgia, i Gonzaga, i Medici, i Malatesta, i marchesi di Mantova, i signori di Milano. Da quando i signori smisero di combattere personalmente le guerre, delegate ai mercenari, cessarono anche di correre il Palio, delegandolo ai fantini. Così il Palio, divenne per loro spettacolo da vedere e la corsa occasione mondana alla quale inviare i loro corsieri e i loro portacolori, putti o ragatii dai soprannomi pittoreschi come le loro casacche. A correre il Palio del 1461 furono sguaiati gavazzieri chiamati Paganinus Pagani dei Romania, Furaboscus dei Cremona, Fallatutti Factinnanzi de Schiavonia, Tremalmondo de Ferraria, Setacchiappo Barilis de Montefiascone, Fiascus Barilis de Montefiascone. Nel 1492 il fantino di Cesare Bolgia falsò l'esito della Carriera e il Comune attribuì il Palio al Marchese di Mantova. Nel 1514 Muccia Farasche vinse il Palio per il suo illustre e bizzarro padrone, il Sodoma, montando un morello "fregiato a la turchesca nelle cosce e in testa". Gli altri cavalli erano due sauri , un saginato di nero, due bai e due leardi...(continua) |
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COMMENTI:
Autore:
pica
( mercoledì 11 febbraio 2004, ore 15:40
)
grazie
Autore:
Neus
( mercoledì 11 febbraio 2004, ore 15:36
)
credo che siena sia tra le città + belle d'italia, se non la + bella. sono stata atratta fin dalla prima volta che l'ho vista. bel blog
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