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PROTEZIONE ANIMALI Montoni sgozzati senza stordimento? «Denunciate le macellazioni abusive». È l'appello che l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha deciso di lanciare oggi, in concomitanza della festa islamica di Aid Al Adha, meglio conosciuta come festa del sacrificio. Ogni anno infatti, in occasione di tale ricorrenza che ricorda la sottomissione di Abramo a Dio, vengono macellati migliaia di animali secondo il rito islamico che prevede la loro uccisione tramite iugulazione senza preventivo stordimento.«Pur ritenendo che le minoranze culturali e religiose debbano essere rispettate, dando loro la possibilità di praticare ed esercitare le proprie tradizioni - afferma il coordinatore regionale dell'Enpa, Sergio Martinelli - riteniamo che la strada per una serena convivenza debba necessariamente passare per il rispetto delle reciproche valenze morali». Accanto al diritto di professare la propria religione nel modo più opportuno, i responsabili dell'ente ritengono infatti che debba trovare posto anche il sentimento di rispetto per gli animali, molto vivo nella nostra società. «Anche se in maggioranza siamo i primi a nutrirci di alimenti di origine animale - continua Martinelli - considerando gli altri esseri a disposizione degli umani, va comunque riconosciuto a tutte le creature il diritto alla non sofferenza».
Per la verità in Italia esiste un decreto legislativo (333/98) che permette l'uccisione di animali secondo le ritualità religiose senza preventivo stordimento. Resta però vietata la pratica della macellazione fuori dagli stabilimenti preposti.
«Pur restando moralmente contrari - sottolinea il coordinatore regionale - riconosciamo la legalità della pratica rituale che comporti sofferenza agli animali. Ma riteniamo non possa essere certo considerato razzista l'atteggiamento di chi come noi non riconosce il diritto ad infliggere sofferenza e pretende almeno che tale rito venga relegato ai luoghi deputati e non sia spudoratamente compiuto di fronte a quanti, per cultura e valori morali, lo ritengono inaccettabile. Ecco perché invitiamo i cittadini che dovessero trovarsi ad assistere a macellazioni abusive, praticate ciò fuori dai macelli, di rivolgersi prontamente alle forze dell'ordine, si servizi veterinari ed alle associazioni animaliste delle proprie città».
Marco Riatti
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