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di ecce_ da commentare:
Rinascente, addio al presepe: "Non si vende" Ma c’è chi si ribella: "E’ la nostra tradizione" di ROSARIA AMATO
ROMA - "Il presepe? Non lo compra nessuno": è uno dei titoli di prima pagina del Gazzettino, giornale locale veneto. Si riferisce alla decisione, presa dalla Rinascente di Padova, di non mettere in vendita quest’anno le statuine del presepe. "Da qualche anno - spiega al quotidiano un responsabile dell’ufficio marketing della Rinascente - il prodotto non si vendeva più. Non c’era business. E se un oggetto non si vende, noi lo eliminiamo". Analoga scelta, si legge ancora nel Gazzettino, è stata compiuta da altri grandi magazzini padovani.
Una decisione accolta quasi con rassegnazione dal direttore del settimanale diocesano La difesa del Popolo, don Cesare Contarini, il quale vi vede "un segno della secolarizzazione": "I simboli religiosi si ritrovano sempre meno nella vita quotidiana".
Tuttavia per Mariacarla Menaglia, che da 31 anni organizza a Roma la mostra dei Cento Presepi, che conta, nel corso delle sei settimane di apertura, circa 40.000 visitatori, non è proprio il caso di parlare di "tramonto del presepe". "Questa della Rinascente sarà sicuramente una scelta che ha motivazioni di natura commerciale. Come si fa a dire che agli italiani non interessa più, non è vero", si ribella.
La mostra dei Cento Presepi, che è stata inaugurata il 23 novembre, espone presepi italiani e stranieri, di tradizione e anche piuttosto originali. "Quest’anno ne abbiamo uno fatto di Cd e Dvd - dice Menaglia - perché il gusto di fare il presepe non è limitato agli artisti o agli artigiani. Ci sono le scuole, le associazioni, gli enti. E non solo in Italia: siamo gemellati con Dublino, dove per la prima volta si terrà una mostra di presepi fatti dalle scuole. I tre più belli sono stati portati da noi, a Roma. E un’altra mostra ci sarà quest’anno a San Pietroburgo, di presepi italiani. Accanto alla mostra, noi ogni anno organizziamo laboratori per i bambini: tre mesi fa io avevo già prenotazioni fino al 20 dicembre, senza aver fatto alcuna pubblicità".
Non è vero, allora, come spiega al Gazzettino la presidente dell’Azione Cattolica Chiara Benciolini, che "il consumismo che pervade il Natale si riflette evidentemente anche sul presepe"? "Non credo che gli italiani siano davvero disposti a rinunciarvi - oppone Mariacarla Menaglia - forse al Nord è un po’ diverso, ma noi ogni anno abbiamo molti appassionati visitatori anche dal Nord. E in Italia ci sono ogni anno tantissime mostre di presepi artigianali. Ognuno fa il presepe come lo sente: di matite, di metallo, di pasta di pane. Sono espressioni della fantasia e del sentimento che ognuno ancora ha, del Natale". |
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COMMENTI:
Autore:
scriccy
( mercoledì 29 novembre 2006, ore 21:21
)
by the way...che tristezza il negozio di pachughi ecclesiali nei pressi dellmpx. cè ancora bisgno di icone per chi crede????!!!
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