

NICK:
L a y n e
SESSO:
m
ETA': 27
CITTA': treviso (BA)
COSA COMBINO: Detentore di due lauree rubate, alla faccia di DB
STATUS: single
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Messaggio
di L a y n e da commentare:
1992. Il mondo ai piedi di Seattle. Mai nella storia della musica tante formazioni della stessa città avevano dominato il panorama musicale mondiale contemporaneamente. Irripetibile. Non fossero bastati "Badmotorfinger", "Temple of the dog", "Nevermind" e "Ten" (tutti usciti nel 1991!), venne pubblicato "Dirt" degli Alice In Chains. L'album racconta della più grande passione del frontman degli Alice in Chains: l'eroina. "Dirt" vive di un disagio e di una disperazione unici, raccontati dagli intrecci chitarristichi lenti e ipnotici di un Jerry Cantrell ispiratissimo e dalla voce più bella e disperata degli anni '90: Layne Staley. Magnifico l'incipit con "Them bones", metal e tirata con la batteria in mid-tempo. Poi "Rain when I die", con canto e controcanto della premiata ditta Staley-Cantrell che funziona alla grande e raggiunge l'apice emozionale in "Rooster", semi-ballad dall'impatto sonoro violento dedicata al padre di Cantrell, morto in Vietnam. E poi, ancora, "Sickman", "Junkhead" e "Angry chair". L'album si chiude ancora col botto; la struggente e epica "Down in a hole" e il capolavoro assoluto degli AIC, "Would?" con l'intro di basso di Mike Starr consegnato alla storia."Would?" venne addirittura premiata nel 1992 con un Grammy Music Awards. La grandezza degli Alice In Chains stava soprattutto nella perfetta fusione fra i due leader, quasi un'unica persona: Cantrell, spesso, è riuscito a scrivere testi biografici sui disagi di Layne Staley, vivendogli accanto. E Staley li cantava. Li sentiva suoi, come se fosse stato il suo cuore a dettargli quelle frasi da urlare al mondo. L'attività live del gruppo si chiuse definitivamente nel 1993 (salvo qualche data nel 1996), quando era già chiaro che Layne, a causa dei suoi problemi di salute, non era più in grado di reggere lo stress fisico da concerti. Dal '93 fino alla morte di Staley, nell'aprile 2002, solo un minialbum nel '94, un album nel '95 e un unplugged l'anno seguente. Era chiaro che la favola era cominciata a finire con l'uscita di Dirt e che era solo questione di tempo. E quando l'eroina è ripassata a batter cassa, come un demone che rivendica la riscossione del suo patto, Staley era lì ad aspettarla. Per l'ultima volta. R.I.P. VOTO: 9,5 BRANI MIGLIORI: Would, Rain when I die, Rooster, Them bones, Down in a hole WEB: www.aliceinchains.net |
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COMMENTI:
Autore:
momo
( sabato 14 febbraio 2004, ore 18:18
)
down in a hole è una delle canzoni più belle che abbia mai avuto la fortuna di ascoltare
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