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di pica da commentare:
IL SETTECENTO: IL BANDO DI VIOLANTE E LE REGOLE DEL PALIO MODERNO

Il secolo dei lumi si aprì con un'innovazione decisiva e congeniale, l'introduzione di un secondo Palio delle Contrade accanto a quello alla lunga che continuava a svolgersi il 15 agosto, ma era divenuto spettacolo soppiantato nel cuore, nelle passioni e nella partecipazione dei senesi dalla corsa alla tonda, con la sua forma compiuta, con la sua intima teatralità. L'idea venne dall'Oca che, vincitrice nel Palio del luglio 1701, chiese di "ricorrere il Palio vinto" ossia di rimettere in Palio la vincita, facendo svolgere un'altra carriera il 16 agosto per le feste dell'Assunta. La suggestione antica delle feste in cui l'estate senese giungeva come oggi al suo zenith, la voglia di dar loro nuova linfa vitale, il desiderio delle Contrade di diventare sempre più protagoniste della festa e della sua organizzazione, l'ambizione orgogliosa di un popolo grande di affermarsi primus inter pares con un gesto, un dono, un'idea, tutto fece sì che il Palio di agosto iniziasse subito la sua storia. L'Oca mise a disposizione i 60 talleri vinti, che andarono 20 per le spese e 40 alla Contrada vincitrice. Il processo fu all'inizio spontaneo, e se qualche anno la vincitrice di luglio non volle correre il Palio, ci fu subito un'altra Contrada che le si sostituì, con generosità e una punta di polemica emulazione. Quando nel 1747 l'Oca rinunciò, fu naturalmente la Torre a farsi subito avanti, oppure, come nel 1750, fu l'intera cittadinanza a farsi carico delle spese con una colletta. Nel 1774 il Comune omologò l'organizzazione dei due Palii. Il Palio trovò anche la sua regolamentazione definitiva. Il 16 maggio 1721 il collegio di Balìa emise un bando che costituisce il moderno regolamento del Palio. Nei sedici comandamenti, con illuminato equilibrio, si riassumono bandi, ordinanze e capitoli dei secoli precedenti e si dà loro organicità ed univocità. "Bando senese non dura un mese" suona un maligno proverbio toscano, eppure questo durerà fino ai nostri giorni pur con i continui aggiornamenti resi necessari dall'evolversi di una festa che non cesserà mai di essere parte vitale e specchio fedele di una città.
1-si fissano gli orari delle prove della vigilia: un'ora la mattina e un'ora nel pomeriggio.
2-i palchi potranno erigersi solo dalla parte delle botteghe.
3-per il corteo prima del Palio, le Contrade dovranno far sfilare almeno ventiquattro "soldati vestiti civilmente" ossia monturati.
4-nel corteo dovrà sfilare il fantino, con debita insegna.
5-i fantini dovranno usare solo un "nervo ordinario" e andare alla mossa dopo lo sparo del mortaretto.
6-il premio spettante ai fantini sarà "solamente di dieci lire, e di dieci scudi nel caso che vincano il Palio e non altrimenti né in alcun altro modo.
7-i monturati dovranno recarsi dopo il corteo intorno alla pista nei luoghi loro assegnati.
8-nessuno può percuotere o incitare da terra i cavalli quando saranno alla mossa
9-nessuno può aiutare un fantino caduto a rimontare a cavallo.
10-vince il cavallo che compiuti i tre giri arriva primo al palco dei giudici.
11-il palio sarà ritirato dai rappresentanti ufficiali della Contrada vincitrice.
12-i fantini devono fermarsi allo sparo del mortaretto e altresì fermare il cavallo in caso di cattiva mossa, anch'essa segnalata dal mortaretto.
13-le Contrade devono iscriversi alla tratta.
14-Per correre il Palio ne saranno estratte a sorte dieci e solo dieci.
15-le Contrade depositeranno una somma che andrà al padrone del cavallo.
16-le contrade seguiranno la stessa sequenza prestabilita sia nel corteo che alla mossa.
17-nessuno può dar fastidio ai cavalli una volta data la mossa...(continua) |
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