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Agricoltori pronti al business dellenergia Rifkin: "Siete lArabia delle rinnovabili" di VALERIO GUALERZI
ROMA - Sarà agricolo uno dei motori della prossima rivoluzione industriale. Può suonare come un ossimoro, ma è una delle tappe fondamentali nel percorso obbligato che lumanità deve intraprendere per riconvertirsi a uneconomia sostenibile, alimentata da fonti energetiche a bassa produzione di carbonio. Finalmente ad accorgersene sono stati anche i diretti interessati, gli agricoltori, che hanno deciso di raccogliere la sfida, annunciando a breve scadenza un importante salto di qualità.
"Utilizzeremo la quarta edizione di Vegetalia come palcoscenico per passare dalle parole ai fatti", ha spiegato il presidente di Confagricoltori Federico Vecchioni alla presentazione della mostra convegno dellagricoltura in programma dal 9 all11 febbraio alla fiera di Cremona con il significativo titolo "Il business della nuova agricoltura". Dopo tante iniziative estemporanee, lassociazione, promette Vecchioni, "ha deciso di iniziare a fare sul serio creando una società per il trading elettrico che curi tutta la filiera dellenergia di origine agricola, dalla coltivazione, alla raccolta, alla produzione e infine alla vendita sul mercato con vantaggi economici per gli agricoltori".
Lossatura della produzione sarà garantita da decine di impianti di dimensioni medio piccole (comunque oltre il megawatt) distribuiti sul territorio e alimentati a biogas (i gas prodotti dallo stoccaggio degli scarti vegetali) e olio vegetale realizzato dalla lavorazione di piante oleose come la colza o il girasole. "Abbiamo mappato il territorio - assicura ancora il presidente di Confagricoltori - seguendo tutto il percorso dal campo al mercato elettrico e siamo in grado di assecondare in maniera esaustiva, il kilowattora verde".
Una promessa che se mantenuta risponde a tre dei cinque pilastri elencati dalleconomista Jeremy Rifkin per evitare il catastrofico aumento della temperatura della Terra di tre gradi (previsto per il 2100) e gettare allo stesso tempo le basi per la terza rivoluzione industriale.
La strada annunciata dalla Confagricoltura soddisfa infatti la necessità di aumentare già nei prossimi anni in maniera esponenziale la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili, di ridurre drasticamente le emissioni di C02 (le piante per crescere riassorbono quella creata dalla loro combustione) e di sostituire lattuale sistema centralizzato in uno basato sulla microgenerazione distribuita.
Gli altri due pilastri elencati dalleconomista statunitense, anche lui presente al lancio di Vegetalia, sono: la creazione di una rete di distribuzione dellenergia flessibile e intelligente, che ne consenta lo scambio tra utenti-produttori seguendo lo stesso schema del flusso di informazioni e dati su internet; lo sviluppo di strutture per la creazione e lo stoccaggio dellidrogeno, il miglior strumento possibile per immagazzinare energia rinnovabile, che ha tanti vantaggi ma il difetto di essere spesso sovrabbondante (il solare destate, ad esempio) e altrettanto spesso insufficiente (mancanza di vento).
Rifkin, plaudendo alliniziativa della Confagricoltori, ha quindi esortato lItalia ad abbracciare in maniera più decisa questa "exit strategy" dai carburanti fossili. "Siete lArabia Saudita delle rinnovabili - ha detto - avete tutto: sole ovunque, vento sugli Appennini, forza delle maree lungo le coste, geotermico in Toscana, biomasse dalle foreste. Secondo le stime più ottimistiche in un futuro non troppo lontano potreste alimentare il 30% dei trasporti con biocarburanti".
Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi serve però un adeguato sostegno legislativo, ma il governo giura di aver già iniziato a fare la sua parte. Alla presentazione di Vegetalia sono intervenuti infatti sia il ministro dellAmbiente Alfonso Pecoraro Scanio che quello delle Politiche agricole Paolo De Castro, rivendicando i provvedimenti e i fondi inseriti nellultima Finanziaria ("la più verde della storia", lha definita il leader del Sole che ride).
Ma il compito della politica è anche quello di richiamare al pragmatismo. Così Pecoraro Scanio ha messo in guardia chi pensa di poter approfittare della crescente sensibilità ambientale per speculare e De Castro ha sottolineato le trappole in agguato. "Massimo incoraggiamento allenergia da biomasse - ha avvisato Pecoraro - ma ci si tolga dalla testa lidea di fare centrali vicine ai porti per utilizzare materia importata dallestero o di assimilare i rifiuti agli scarti agricoli". De Castro ha invece ricordato che bisognerà fare i conti con un prezzo dei cereali in vertiginosa crescita, con conseguente perdita di convenienza per gli agricoltori a produrre per il mercato energetico. |
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