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Messaggio di ecce_ da commentare:
Che cosa ha detto il dottore?
Le informazioni e le spiegazioni fornite dal medico circa lo stato di salute dei pazienti restano spesso concetti misteriosi
di Alessandra Carboni

STATI UNITI – Capita più o meno a tutti di andare dal medico, sedersi di fronte alla sua scrivania, esporre il proprio problema e ritrovarsi poi ad ascoltare una diagnosi comprensibile solo a metà. Questo accade perché a quanto pare il linguaggio medico risulta spesso misterioso e i concetti sono troppo difficili da ricordare. E non dipende dall’età del paziente, né dal suo livello di istruzione o dallo status sociale o dalla razza: un secondo dopo essere uscito dall’ambulatorio, qualsiasi paziente medio dimentica circa la metà delle cose dette dal dottore.

LA RICERCA – Una serie di studi condotti negli Stati Uniti hanno infatti rivelato che oltre il 90 per cento degli americani non è in grado di comprendere del tutto nemmeno le indicazioni di base fornite dal medico. Un difetto di comunicazione, questo, che spesso porta i soggetti in questione a non rispettare le prescrizioni dei farmaci o le indicazioni circa i comportamenti da tenere per ottenere la guarigione, rischiando così di danneggiare ulteriormente il proprio stato di salute. Senza contare che, sempre a causa della scarsa comprensione della terminologia specialistica, accade spesso che i malati interpretino erroneamente le indicazioni riportate sui bugiardini dei medicinali. Il tutto con importanti ricadute sull’intero sistema sanitario, a partire dalle strutture ospedaliere e da quelle di pronto soccorso, che si ritrovano congestionate anche a causa di questi problemi.

COMUNICARE MEGLIO – Si tratta di una questione ben nota alle principali organizzazioni per la tutela della salute dei cittadini, ma – come spiega il New York Times - nonostante l’American Medical Association e il National Academy’s Institute of Medicine abbiano più volte invitato gli addetti del settore a migliorare la comunicazione con i pazienti, nulla sembra essere cambiato. Questo sarebbe dovuto non tanto alla cattiva volontà dei medici, quanto piuttosto al fatto che gli stessi ammalati esitano a chiedere chiarimenti quando qualcosa non è chiaro, perché spesso si sentono in imbarazzo e si vergognano di ammettere di non aver capito. A quanto pare, quindi, l’unica soluzione al problema sarebbe nelle mani dei medici, che dovrebbero sforzarsi di utilizzare un codice linguistico più semplice e abituarsi quindi a dire «dolore al petto» invece di «angina», per esempio, preoccupandosi inoltre di appurare che chi sta di fronte a loro abbia effettivamente afferrato il concetto.

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