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NICK: GIUMBOLO
SESSO: m
ETA': 38
CITTA': Vasto
COSA COMBINO: Amministro condomìni degli anni '80..eheheh
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STO LEGGENDO
Patrick Murphy, His way (The Brian Clough story)



Roberto Parodi, Controsole




Roberto Parodi, Scheggia



Ted Simon, I viaggi di Jupiter



Indro Montanelli, La storia di Roma



John Grisham, L’allenatore



Fabio Volo, Il giorno in più



Hateley, il leone del Milan, di Gino Franchetti



Kitchen, di Banana Yoshimoto



Signori bambini, di Daniel Pennac



Inseguendo il paradiso del rugby, di Fabrizio Zupo



Falce e carrello, di Bernardo Caprotti



La grande bugia, di Giampaolo Pansa



A time to kill, di John Grisham




Torino è casa mia, di Giuseppe Culicchia




Il Vernacoliere



Il broker, di John Grisham



Il giorno più lungo, di Cornelius Ryan



I grandi generali di Roma antica, di Andrea Frediani



L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon



Il mio anno preferito, di Nick Hornby



Vinicio Capossela: rabdomante senza requie, di Elisabetta Cucco


HO VISTO
Il Tricolore



..la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia, alla ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già....



STO ASCOLTANDO
Lady, are you crying
Do the tears belong to me
Did you think our time together was all gone

Lady, you’ve been dreaming
I’m as close as I can be
And I swear to you
Our time has just begun

Close your eyes and rest your weary mind
I promise I will stay right here beside you
Today our lives were joined, became entwined
I wish that you could know how much I love you

Lady, are you happy
Do you feel the way I do
Are there meanings that you’ve never seen before
Lady, my sweet lady
I just can’t believe it’s true
And it’s like I’ve never, ever loved before

Close your eyes and rest your weary mind
I promise I will stay right here beside you
Today our lives were joined, became entwined
I wish that you could know how much I love you

Lady, are you crying
Do the tears belong to me
Did you think our time together was all gone

Lady, my sweet lady
I’m as close as I can be
And I swear to you, our time has just begun



DIMONIOS

China su frontesi se sezzidu pesa
ch’es passendesa Brigata Tattaresa.
Boh! Boh!
E cun sa manu sinna
sa mezzus gioventude
de Saldigna.

Semus istiga de cudda antiga zente
ch’a s’inimigu frimmaiat su coro.
Boh! Boh!
Es nostra oe s’isigna
pro s’onore de s’Italia
e de Saldigna.

Da sa trincea finas’a sa Croazia
sos "Tattarinos" han’iscrittu s’istoria.
Boh! Boh!
Signimos cuss’olmina
onorende cudd’erenzia
tattarina.

Ruiu su coro e s’animu che lizzu
cussos colores adorant s’istendarde.
Boh! Boh!
E fortes che nuraghe
a s’attenta pro mantennere
sa paghe.

Sa fide nostra no la pagat dinari.
Aioh! Dimonios!
Avanti forza paris.


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO

Invece di parlare di abbigliamento, citando il grandissimo poeta Brunello Robertetti (chi non lo conosce?.. provate a digitare su youtube... una leggenda), "..ora diche una poesie":

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.


ORA VORREI TANTO...
... il mio delizioso Centenario con mezzo ghiaccio di Marinella..



IN QS PERIODO STO STUDIANDO...


OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata

Messaggio di GIUMBOLO da commentare:


La tentazione è forte: non scrivere nulla, anche se se ne sente la voglia. Ma non scrivere nulla, per rispetto o per il rischio che una cosa del genere porti solo altre divisioni e polemiche, altro rancore. Tuttavia penso che sia bene parlare, scrivere, per non darla vinta a certa gente che questo vuole: la remissività, per poter fare la prepotente coi deboli, coi singoli, con chi ha ben altri problemi nella vita che perdere tempo a degnare di una replica costoro.

La vedete. La vedete questa bandiera a mezz’asta. Osservatela. E’ l’equivalente del SILENZIO.
Sapete quel silenzio che una tromba solitaria suona ed evoca mentre intorno i rumori si spengono.. o risuonano ancora più forti? Quello. Il silenzio della morte. Il silenzio del “non è più”, il silenzio del lutto e del cordoglio, della partecipazione impossibile a un dolore indescrivibile. Quello delle morti inutili, con tutto quello che di agghiacciante ha un’espressione simile. “Morte inutile” è così: agghiacciante. Pensateci. Quando una vita, una VITA, finisce perché qualcuno ha deciso. Il punto è che questo qualcuno non ha deciso di uccidere per una ragione in qualche modo “alta”, che giustifichi lo schieramento su due fazioni opposte (come la lotta per i propri diritti, per la propria patria, per la propria famiglia o la propria dignità..). Il punto è che questa morte è stata decisa per nessuna ragione che non sia l’odio… puro e semplice odio fine a sé stesso. Un odio a cui un certo ambiente, che si definisce ultras, ha provato, in parte trovando ascolto e una colpevole assuefazione e accondiscendenza, a fornire una base ideologica, di principi, di morale, di valori, che nulla hanno di davvero valido: risulta solo un’accozzaglia confusa (..si, chiamiamola col suo nome: ACCOZZAGLIA CONFUSA…) di slogan che suonano bene, di facile presa, ma pieni solo di aria: quell’aria che si utilizza per pronunciarli, magari scandirli a gran voce. E puzzano: si, puzzano dell’odore della vernice spray usata per scriverli sui muri, credendo di darsi un’aura di strafottenza, resistenza, asprezza, non-omologazione. Provano, questi individui, a darsi un valore ideologico, ben consapevoli del fascino che esso esercita su chi non sa pensare con al propria testa, e si attribuiscono una missione: distruggere.. distruggere.. per il puro gusto di farlo, per puro odio. Per diventare dei “leaderini” nel loro ambientino, nella fognetta dove si riuniscono, per apparire dei “duri” agli inetti che li circondano e che grazie a questo li adulano e li ammirano. Ma anche per motivi ben più pratici: per avere un ritorno economico dal loro comportamento. Perché non so se ce ne vogliamo rendere conto o meno: ma questa gente, con maniere molto più eclatanti, si comporta né più e né meno come i “CRAVATTARI”.. si: quelli che estorcono il pizzo. Li deprechiamo tutti, no, quei figuri? Beh.. questi schifosi sono come loro: ricattano.. ricattano qualcuno (in questo caso le società di calcio, lo sport più popolare e con gli intereressi maggiori..) con la minaccia di continui disordini se non verrà concesso loro questo o quel privilegio, questo o quell’incasso sulla vendita di materiale, o questo o quel favore per qualsiasi sia la cosa che a loro in un dato momento interessi ottenere! Le società per quieto vivere, per non avere grane, concedono, elargiscono. E si crea la connivenza, il meccanismo del pizzo: puro e semplice. E l’abbraccio diventa quello che stritola, che uccide: uccide le società e uccide il calcio, la nmia passione, la passione di milioni di persone, che con questo andazzo sta ormai agonizzando, con un’emorragia di pubblico pagante allo stadio che non conosce soste… altro che Coppa del Mondo volàno di un rilancio!!
Con persone come noi, che hanno trovato uno stipendio nel settore statale, come qualsiasi impiegato dello Stato, che escono la mattina, come il povero FILIPPO RACITI, baciano 2 FIGLI, salutano una MOGLIE, per andare a fare il proprio lavoro. E che per una partita di calcio non tornano più a casa… che finiscono: terminano con tutta la loro vita, con tutto il loro passato, con tutta la loro storia, con tutti i loro giochi da bambini, i loro studi, i loro amori giovanili, le loro aspirazioni, le loro sofferenze e le loro gioie perché dei meschini hanno deciso che quella partita di calcio deve diventare il teatro della loro voglia di essere “qualcuno” nella fogna in cui vivono. E’ assurdo!! Assurdo!!!

Questi bastardi, questi meschini, questi vigliacchi devono trovare chi parli loro con l’unico linguaggio che il loro intelletto comprende: quello della sofferenza fisica. Spero (ma credo che resterò deluso, come è sempre accaduto in questi casi..) che chi ha il dovere di farlo studi, ma soprattutto realizzi e soprattutto, ancora, faccia rispettare, una normativa che metta fine alla possibilità che situazioni così tragiche abbiano luogo. Ma accanto a questo, mi piacerebbe che questa normativa contemplasse una cella per questa gente, una cella sicura, senza tv, con un tavolaccio, sul quale anelino con tutte le loro ossa di riposare al termine di giornate che inizino con un ceffone di buongiorno dato a manrovescio, continuino con una giornata trascorsa a spaccare pietre, a stendere catrame rovente sotto il sole nei cantieri delle opere pubbliche, e si concludano con un ceffone serale di buonanotte dopo due lauti pasti, a pranzo e a cena, perchè le energie serviranno di nuovo il giorno seguente. Questa deve essere la loro pena: deve ricordare loro ogni giorno che cosa hanno fatto, il motivo per cui sono lì e perché era meglio farsi i fatti propri, quel giorno allo stadio.




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COMMENTI:


Autore: GIUMBOLO
( mercoledì 7 febbraio 2007, ore 18:58
)

non posso che sottoscrivere quello che ha scritto Cervello: perfetta applicazione della legge del contrappasso di Dantesca memoria!!

Thund: non è questione di catanesi, palermitani o bolzanini: è questione di volere o meno vivere all’interno della società civile, o al di fuori.




Autore: Thunderrs
( martedì 6 febbraio 2007, ore 21:50
)

ultrà catanesi di merda!




Autore: tiredbrain
( martedì 6 febbraio 2007, ore 11:19
)

Di solito sono un acceso sostenitore dei lavori forzati. In questo caso abbiamo a che fare con gente talmente idiota che soffrirebbe enormemente di più se, dopo una settimana chiusi in cella senza TV e tutto il resto, li mandassero a pulire i cessi dove pisciano i giocatori delle squadre che odiano di più, e gli facessero lavare a mano le mutande i calzini, le maglie e i pantaloncini delle quadre avversarie.




Autore: DIABOLIK56
( martedì 6 febbraio 2007, ore 11:19
)

Condivido pienamente il tuo pensiero purtroppo x pochi paghiamo tutti.




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