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NICK: matusalem
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COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
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STO LEGGENDO
Nicola Lagioia, Riportando tutto a casa, Einaudi, 2008


HO VISTO
cose che è meglio tenga per me, delle persone soffrire, altre star bene, gente indifferente, uomini soli ... vita!

... e poi il blu negli occhi di mio figlio ...


STO ASCOLTANDO
alle ore 12.46 del 18 dicembre: Dido, take my hand.


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
come ogni giorni, molto casual (leggasi: a caso)


ORA VORREI TANTO...
non aver mai avuto utopie


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
il modo di sbarcare il lunario


OGGI IL MIO UMORE E'...
mi avvalgo della facoltà di non rispondere


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata

Messaggio di matusalem da commentare:
Se il marito scopre di essere tradito, può svergognare la moglie pubblicamente anche insultandola in maniera pesante. A stabilirlo è una sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo di Salerno. Questi aveva inviato ai colleghi della donna stralci scabrosi del diario di lei, dove si raccontava della relazione con il cognato, accompagnati da una lettera di insulti.

Secondo la suprema Corte, la reazione non è punibile anche se avviene a scoppio ritardato in quanto va considerato "l’accecamento dello stato d’ira provocato dal fatto ingiusto altrui" che non è detto "si esaurisca in un’azione istantanea".

Michelangelo F., 52enne, aveva scoperto leggendo i diari della moglie, che questa lo tradiva con il cognato. A quel punto aveva iniziato a selezionare "meticolosamente" i passaggi "più scabrosi", che attestavano la relazione, e li aveva spediti, insieme a una missiva in cui scriveva che la moglie Maria era "una grande tr..." a sedici professori dell’Università di Salerno dove lavorava la moglie.

Per questa sua azione ingiuriosa, l’uomo era stato condannato ad otto mesi di reclusione per diffamazione, ingiuria e minaccia, oltre al risarcimento danni della consorte dal Tribunale di Avellino, gennaio 2005. Pena ridotta dalla Corte d’appello di Napoli, nel febbraio 2006, che riconosceva la sola diffamazione. E adesso la Cassazione ha messo la parola fine annullando la condanna per essere l’uomo non punibile il relazione all’art. 599, secondo comma, del codice penale.


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COMMENTI:


Autore: tippi
( giovedì 1 marzo 2007, ore 11:56
)

la moglie è indubbiamente una donna di "facili costumi" ma lui resta un cornuto




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