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Unicef, offensiva su internet: un gioco per difendere i ragazzi
TULLIA FABIANI

Un cruciverba per navigare su Internet senza rischi. Un gioco per rassicurare tutti i genitori mentre osservano i propri figli davanti al computer; e per garantire a bambini e ragazzi che vanno alla scoperta del web di non incappare in brutte sorprese. Le aspettative di migliorare il mondo digitale e la sua fruizione, in particolare quella dei minori, sono alte.
E proprio a tali attese risponde il progetto voluto da Microsoft Italia e Unicef Italia, in collaborazione con la Polizia Postale e con il patrocinio del Ministero delle Politiche per la Famiglia, pensato per garantire una navigazione sicura a milioni di bambini e adolescenti.

Le caratteristiche del progetto. La "Missione Internet Sicuro!", come è stata chiamata, si rivolge a 1000 scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia e a decine di migliaia di studenti, ai loro insegnati e ai loro genitori. L’idea è quella di un gioco educativo: un cruciverba appunto che permetterà ai ragazzi delle classi prima e seconda dei diversi istituti, con l’aiuto dei docenti, di comprendere rischi e opportunità del web. Oltre a far cimentare gli studenti con le domande e le risposte del cruciverba, l’insegnante potrà poi approfondire le tematiche della sicurezza in Internet con percorsi formativi gratuiti e materiale multimediale (scaricabile dal sito www. apprendereinrete. it). Alle classi che hanno risolto il quiz, e identificato la parola chiave del cruciverba, l’opportunità poi di partecipare fino a giugno al concorso online per vincere due dei dieci computer messi in palio da Microsoft .

Le aspettative. Un modo dunque per fare della Rete un oggetto di didattica, che è piaciuto al Ministero delle Politiche per la famiglia. "Benvengano, nella scuola, progetti dedicati al mondo di Internet - afferma il Sottosegretario Maria Chiara Acciarini - progetti, sono certa, da cui trarranno beneficio non solo gli studenti ma anche gli insegnanti e i genitori". Alla volontà di "avvicinare il mondo degli adulti a quello dei più giovani" si unisce infatti la necessità delle misure destinate a promuoverne un consumo consapevole e informato dei mezzi di comunicazione .

"Bisogna fare attenzione quando Internet viene usato come strumento per amplificare problemi della società - spiega Marco Comastri, Amministratore Delegato di Microsoft Italia - va cambiato il modo in cui i bambini possono usare certe informazioni, come ad esempio pubblicare immagini o video, e vanno aiutati gli stessi educatori a spiegare come utilizzare al meglio le potenzialità della Rete". Da qui la necessità di fornire strumenti concreti e orientamenti didattici sul tema dei diritti dell’infanzia e la scelta della partnership tra la campagna sociale di Microsoft (SicuramenteWeb), e l’Unicef, che da tempo si rivolge al mondo della scuola.
"Internet è sempre più diffuso e aumentano i rischi - nota Antonio Sclavi, Presidente dell’Unicef Italia - ci sono messaggi che possono carpire l’interesse del bambino e portare ad azioni di pedopornografia. Con questa iniziativa si vuole perciò rafforzare la capacità dei bambini e degli adolescenti di leggere e capire bene i messaggi. Comprendere i rischi, ma anche le opportunità della rete. E garantire tutele". Al riguardo in termini di protezione c’è l’intenso e difficile lavoro che sta facendo la Polizia Postale".

I dati della Polizia. Finora sono stati più di 250 mila i siti analizzati, 155 quelli chiusi, più di 3500 le persone denunciate per pedofilia online. "Lo scambio, il commercio, la diffusione di materiale pedo-pornografico sulla rete internet - ricorda Marco Valerio Cervellini, responsabile per la Polizia Postale e delle Comunicazioni dei progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla rete internet - hanno evidenziato la necessità di adottare una serie di comportamenti a livello familiare per ridurre i rischi". Ecco allora l’adozione, nell’ambito del progetto, di un linguaggio semplice ma esplicito, adatto alle diverse fasce di età; e "l’intenzione di lavorare anche sul tema dell’educazione alla legalità, che vede spesso i minori attori principali di reati sulla rete".

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