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di ecce_ da commentare:
Lo scacchista Vladimir spiazza George W. di Franco Venturini
Ieri mattina, impegnato comera a prendere gli europei in contropiede sul clima, George Bush non poteva certo immaginare che di lì a poco Vladimir Putin lo avrebbe spiazzato sulle difese antimissile. Il Presidente russo ha atteso il colloquio bilaterale con il capo della Casa Bianca per scoprire le sue carte: invece di permettere che lo «scudo» americano infiammi lEuropa, perché non utilizzare il radar che noi russi abbiamo già nel Caucaso e gettare così le basi di una leale collaborazione antibalistica?
Dalle minacce alle proposte, dal dito sul grilletto alla mano tesa, Putin ha cambiato registro con rapidità fulminea. La Russia, ha spiegato al termine dellincontro con Bush, dispone in Azerbaigian di una stazione radar analoga a quella che gli Usa vorrebbero costruire nella Repubblica Ceca. Se Washington accettasse di servirsene i vantaggi sarebbero numerosi: il sistema antimissile coprirebbe tutta lEuropa invece di lasciarne una parte scoperta; i resti di un eventuale ordigno nemico abbattuto cadrebbero in mare e non sul territorio europeo; la Russia potrebbe rinunciare a puntare i suoi missili contro lEuropa (come ventilato nellintervista pubblicata domenica dal Corriere). E soprattutto Mosca e Washington procederebbero damore e daccordo alla creazione di un sistema antimissile comune, alla sola condizione che gli Usa non siano tanto infidi da compiere nel frattempo altre azioni unilaterali. Sofisticata quanto inattesa, la mossa di Putin è degna della grande tradizione russa nel gioco degli scacchi. Si tratta, per il Cremlino, di mettere in imbarazzo Bush e di rendere quasi impossibile un rifiuto frontale degli Usa ora che Mosca esibisce tutta la sua disponibilità al compromesso. Gli americani sostengono che il loro «scudo» deve proteggerci dai futuri missili iraniani? Bene, il radar azero ha una collocazione perfetta per monitorare lIran. Se Washington risponderà picche, avremo la prova provata che lo «scudo» vuole essere anti Russia, non anti Iran. E ogni nostra contromisura, allora, sarà giustificata davanti agli occhi del mondo (in particolare davanti a quelli degli europei). Tanto più che la prima idea di costruire insieme un sistema antimissile fu avanzata da un Presidente americano, tale Bill Clinton. E che il prossimo inquilino della Casa Bianca, a quanto dicono i sondaggi, potrebbe tornare a essere un democratico.
Vladimir Putin ha preparato a lungo il terreno, e ora gioca pesante. Nulla è stato detto da parte russa sui missili che Bush vuole basare in Polonia, ma la precisazione che in caso di intercettazione «i detriti cadrebbero in mare», unitamente a indicazioni provenienti da fonti americane, fanno credere che Mosca voglia puntare su sistemi navali statunitensi dislocati nel Mediterraneo orientale. In parole povere, la Casa Bianca dovrebbe rinunciare allintera componente europea dello «scudo» così come originariamente concepita, e in particolare tenersi alla larga dai Paesi Nato vicini ai confini della Russia. Per quanto voglia correggere gli errori di mancata consultazione commessi nei mesi scorsi verso la Russia (e anche verso molti alleati europei), è improbabile che George Bush possa perdere la faccia e ingoiare la pillola caucasico-mediterranea offertagli da Putin. Ma rispondere no senza indossare i panni di Stranamore sarà quasi altrettanto difficile. Per questo Bush ha detto di aver trovato «interessanti» le idee di Putin. Per questo si è concordato di affidare la cosa a un gruppo misto di esperti, che potrebbe magari individuare un compromesso reale diverso dalla resa che Putin ha suggerito ieri. Per questo la prossima volta che Bush e Putin si vedranno, nel Maine ai primi di luglio, la partita decisiva entrerà nel vivo. Il presidente russo ha cambiato registro con rapidità fulminea Difficile, per il capo della Casa Bianca, dare una risposta negativa . |
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