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di D17 da commentare:
 Parole. Parliamo di parole. La parola che odio + d'ogni altra, in assoluto, e stasera + che mai, tra croci e sensi di colpa, è "compromesso". Niente a che vedere con il suono, o l'immagine, onomatopea prossima al nulla, è il suo significato che mi abbatte... E il non avere niente altro da bere, nessun'altra alternativa che un compromesso al traslare l'anima al corpo. In ginocchio, sperando che passi, però, son caduto e l'ho voluto e forse capiterà ancora, ma l'aurora resta inchiodata, quattro chiodi fanno una croce, ancora parole d'altri, ti si attaccano mentre cadi e ti lasciano qualche centimetro di squarcio, però ti lasciano in equilibrio...ma intanto il peso c'è, vecchia legge fisica, ti abbassi ancora e gli squarci si aprono di +...in attesa di urlare, quella notte, per quell'enorme squarcio sul petto... La paura si mescola alla speranza, ma quella maledetta parola si insinua tra le pieghe di un momento troppo lungo, tra le mille feritoie della notte. Continuo a saccheggiare, un tributo da un oscuro frammento di specchio, abbandonato dove possa riflettere il cielo nel suo illuminato primaverile, stolido azzurro... E poi, volti passano, consolano, feriscono, maledizioni e finzioni, poesie di un mercenario...un attimo di pausa e se ne va anche l'ultimo pezzo di Budapest, immolato sull'altare di un improbabile epilogo... Providence, Rhode Island, salito dalle scale e quello specchio che precipita tutto indietro...sempre, c'è sempre uno specchio in ballo, un altro-da-sé, un auspicio da frantumare, un treno da perdere, un bicchiere da vuotare, una cicatrice da nascondere, un pensiero da capire o da spiegare, o semplicemente da lasciare libero...buttato lì senza troppa preoccupazione, senza complicazioni morali o estetiche, un automatismo della psiche, come vorrei essere indietro di anni e di luoghi, a settimane di distanza e a centinaia di chilometri...il fiume ci starebbe, vecchia ossessione, con nuove ossessioni, da bassifondi e scommesse vinte in partenza, di bianco e di nero, di regni dove il colore sfuma nel nulla o nell'assoluto. Un'ora avanti stanotte e vedo un mare di ombre scure, vengono, vogliono me, ma si accorgeranno, languide e dannatamente giovani, che io voglio loro così + violentemente di quanto credano che fuggiranno, faranno della fuga il nuovo, acuminato leitmotiv...se dovessi rinascere e non mi fosse concesso reincarnarmi in un brandello di specchio infranto sceglierei allora di essere sangue, mi piace il sapore che ha...mi piace che mentre lui se ne esce tu lo segui palmo a palmo...mi piace che chiunque sia, comunque sia, ha lo stesso colore nelle vene, sparso, versato o disseccato che sia...siamo partecipi della stessa precoce dissoluzione, o dello stesso infinito orizzonte, scegliete voi... Ho nel frattempo perso le tracce del mio ardito cane di pezza, mio...diciamo che da un po' di tempo si chiamava libero... Cazzo, è stupefacente il potere di certe sostanze quando se ne è persa l'abitudine all'uso, ora è la tarda ora che è + un'ora e ancora non ho sonno, e non ho molti additivi per raggiungerlo, domattina dovrei alzarmi relativamente presto, decisamente presto per una domenica mattina, e tutto il resto sfumerà in "quella" parola, come sempre... Nutro una depravata e inquietante ammirazione - inconscia - per gli estremismi, per la loro capacità di nutrirsi di irrazionale, di accecarsi e farsi marmo, il colonnello Kurtz direbbe che con 2 divisioni di uomini simili i loro problemi in Vietnam finirebbero "very quickly"... Cuore di tenebra, corsi e ricorsi storici...the horror...the horror... Ci siamo scelti noi la strada, tirato il sasso, nascosta la mano, conferenze stampa e ostentata ipocrita rettitudine faticano a celare il ghigno della deteriore follia, se davvero oltre la linea d'ombra alligna il male, al di qua abbiamo sufficiente fede che esista qualcosa di veramente giusto? Non ho certezza della risposta e la vorrei vedere con tutto il cuore, non per filantropia, ma per curiosità. Curiosità purissima. Philip Dick, la sua assenza nuoce al mio equilibrio, e il mio parassitismo sociale scava discreto un pertugio verso la soluzione... Stanotte ho pianto, per tante cose e per nessuna. Forse solo per me, per la debolezza e la sventurata distanza dal sole... ...rubami, rapiscimi, non farmi restare qua... |
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COMMENTI:
Autore:
( domenica 28 marzo 2004, ore 14:17
)
la vita è un "compromesso"
Autore:
emily
( domenica 28 marzo 2004, ore 10:01
)
..ogni tanto guardo in cielo (non so più se sconfortata o che) e mi chiedo quando la navicella che mi ha sbattuto qua giù tornerà a riprendermi...
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