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PARANOIE
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MERAVIGLIE
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di D17 da commentare:
 "L'assoluzione non potrà salvare dagli incubi, dalle cremisi persecuzioni tra squarci insonni. Cos'è il peccato? Un debito in realtà inestinguibile? Una scusa per un'improbabile resurrezione? O la colpevolezza di avere distolto lo sguardo dall'orrore della condizione umana..." S. si lasciava oscillare pigramente sulla piccola altalena, mentre scorticava con cura i pensieri. Era da giorni desideroso di fuggire, ma paralizzato. Quel giorno era uscito a camminare un po', senza alzare lo sguardo dall'asfalto che si asciugava schiarendo al sole. Era diventato credente pochi giorni dopo la sentenza, si era ricordato di quel sacramento per il quale, con modica spesa, venivano rimessi i peccati. Il giudizio dell'uomo non gli era bastato. Quello di Dio, il perdono accordatogli, lo aveva risollevato per molto, molto tempo. Poi erano ricominciate le notti. Quelle in cui non sentiva più i rumori dalla strada, né vedeva finestre illuminate, né la quiete morbida delle coltri lo accompagnava in un delizioso preludio alla dissoluzione. Qualcosa aveva smesso di funzionare...la messa ogni domenica mattina alle 6:30, la confessione ogni venerdì pomeriggio, le preghiere puntuali e le elemosine generose...no, non era mai venuto meno al suo tacito accordo con Dio. Don L. lo aveva benedetto e invitato a pregare, a pregare e a pregare. A cercare in sé la risposta, come diceva S. Agostino. Erano ormai 3 settimane che non si coricava, rimanendo seduto al tavolino versandosi un bicchiere dopo l'altro. Poi crollava in un sonno cieco e informe. La mattina il cuore lo richiamava e ritrovandosi dove si era lasciato, ritrovava la sua antica compagna, quell'angoscia sorda, che come un cane dai denti smussati gli cercava la verità nei visceri. Si alzò dall'altalena e si allontanò verso Campaneto. Camminò per una mezz'ora e si fermò sul ponte a prendere fiato, appoggiato al parapetto. Il sole sorto da un paio d'ore illuminava la giornata fresca, il cielo azzurro si rifletteva nel fiume scarno che serpeggiava tra i ciotoli levigati. Lì davanti, inseguendo con lo sguardo il termine dell'acqua che brillava, S. si sentì ancora, per un momento, sereno. Quella sera ricominciò a piovere e andò avanti per tre giorni. S. lo trovò un pescatore, sbiancato e sdraiato sul greto, venerdì poco dopo l'alba.
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