

NICK:
ecce_
SESSO:
m
ETA': 33
CITTA': padova
COSA COMBINO:
STATUS: single
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
HO VISTO

STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|
Messaggio
di ecce_ da commentare:
Sole il lunedì, pioggia nel weekend: la nuvola di Fantozzi esiste di MAURIZIO RICCI
E mercoledì e cè un bel sole. Lo stesso giovedì, non una nuvola allorizzonte. Arriva venerdì e il cielo comincia ad incupirsi, il sole appare e scompare, le nuvole si ammucchiano. Sabato piove. Il meteo vira al bello solo dal pomeriggio di domenica, ma, a questo punto, il weekend è andato: fatti tutti i conti, il tempo migliore ci sarà lunedì e martedì, quando siamo chiusi in ufficio.
In fondo al cuore - e sulla base di una lunga esperienza - abbiamo sempre saputo che la nuvola di Fantozzi, la maledizione dellimpiegato, che si nasconde durante la settimana e riappare nei giorni di festa, esiste davvero. Ma non ci volevamo credere. Invece aveva ragione Paolo Villaggio: la nuvola cè e gli scienziati lhanno trovata. Anche se, in paesi alloscuro della saggezza di Villaggio, invece di "Ben nota nuvola di Fantozzi", lhanno chiamata "Inaspettata periodicità settimanale delle variabili climatologiche".
Due studiosi tedeschi, Dominique Baeumer e Bernhard Vogel, delluniversità di Karlsruhe, documentano, in un saggio con questo titolo apparso sulle Geophysical Research Letters, il ritmo settimanale nelle variazioni della temperatura, della differenza fra temperatura minima e massima, della presenza del sole, della quantità di nubi, della quantità di pioggia e della sua frequenza. E il succo è che il bel tempo tende a concentrarsi allinizio della settimana, quello brutto alla fine.
Già parecchi studi puntavano in questa direzione, in Australia, in Cina, alle Hawaii. Ma cera sempre il dubbio che tutto risalisse a particolari condizioni, meteorologiche o di inquinamento, locali. Baeumer e Vogel hanno saltato lostacolo, mettendo sotto esame un totale di quasi 70 mila diverse rilevazioni, sullarco di 15 anni (dal 1991 al 2005), in 12 distinte stazioni meteorologiche tedesche, sparse da Aquisgrana a Berlino, a Rostock alle balze (3 mila metri di altitudine) di una montagna come lo Zugspitze. I risultati recitano tutti la stessa storia.
Rispetto alla media complessiva settimanale, la temperatura segna uno scarto verso lalto nella prima metà della settimana, con la punta più calda mercoledì e la più fredda sabato. Anche la differenza fra minima e massima è maggiore fra lunedì e mercoledì. Nulla di strano, visto che lesposizione al sole segue lo stesso ritmo, diminuendo costantemente fino al sabato, quando la giornata si chiude con un quarto dora di sole in meno rispetto a martedì. E perché cè meno sole? Perché ci sono più nuvole: il cielo più azzurro è, infatti, quello del martedì, il più grigio quello del sabato.
Ma, poiché sono nuvole di Fantozzi, non si limitano ad oscurare il sole. Rovesciano acqua. Il minimo delle precipitazioni cè il lunedì e il massimo - come avete indovinato - è il sabato. Questo, per la verità, ci dice solo quanto ha piovuto. Magari, quando piove il sabato, è un acquazzone e, negli altri giorni, una pioggerellina. Già questo, comunque, sarebbe abbastanza fantozzesco, ma cè di più. Se contate il numero di giorni in cui piove, vedete che succede (acquazzone, temporale o pioggerellina) soprattutto di sabato. E non piove soltanto: lo stesso ritmo settimanale si riscontra nellumidità, nella pressione atmosferica. Per concludere: di sabato tira anche più vento.
"Le differenze nei parametri sono piccole" commenta Antonello Pasini, che si occupa di fisica dellatmosfera al Cnr ed è titolare di un blog sul clima. "Ma sono statisticamente significative".
E solo semplice sfiga? I dati sono troppi, osservano Baeumer e Vogel, per parlare di effetto casuale. Il problema è che questo ritmo settimanale, scientificamente, non ha senso. A meno di non scomodare la Bibbia, con il suo "e il settimo giorno si riposò" (che, comunque, non coprirebbe lintero weekend), la natura non conosce settimane. Le abbiamo inventate noi. Ma questo vuol dire che siamo stati noi anche a creare la nuvola di Fantozzi. "Poiché non cè processo naturale conosciuto - scrivono Baeumer e Vogel - che crei una periodicità di sette giorni, in grado di durare per lungo tempo, lesistenza di questo ritmo è una forte indicazione dellinfluenza delluomo sul clima".
E, se le settimane sono state inventate molto tempo fa, il sole di lunedì e la pioggia di sabato erano sconosciuti ai nostri bisnonni, indisturbati nei loro picnic. La nuvola di Fantozzi si manifesta con lera moderna e con linquinamento che ne è il risvolto. "Probabilmente - dice Pasini - il normale ritmo del traffico urbano, dellattività lavorativa comporta un progressivo accumulo di polveri sottili nelle zone basse dellatmosfera nel corso della settimana. Queste polveri schermano sempre di più la luce del sole. Contemporaneamente, forniscono i nuclei intorno ai quali si condensa lumidità per formare le nuvole.
Aggiungiamoci che le città costituiscono, in particolare nei giorni lavorativi, isole di calore che convogliano più facilmente laria inquinata vicino alla superficie, con le sue polveri sottili, verso lalto e verso le nubi". Poi, nel weekend, il traffico e il lavoro diminuiscono, le città si svuotano, le polveri si riducono e, lunedì, torna il bel tempo.
Ma, attenzione, avverte Pasini, il ruolo decisivo dellambiente urbano non significa affatto che, lontano dalle città, la situazione sia diversa. Scommettere che, in campagna o in montagna, ci sarà il sole, anche di sabato, non è una buona idea. "La gita fuori porta non risolve nulla - dice Pasini - piove anche lì". I dati di Baeumer e Vogel dicono, infatti, che la maledizione del sabato è praticamente ubiqua e onnipresente. Si salva lisola di Helgoland, decine di chilometri al largo nel mare del Nord, ma il ritmo settimanale del cattivo tempo di Berlino o Duesseldorf si ripete, più o meno, pari pari anche in cima alle Alpi benché, a 3 mila metri di altezza, la stazione meteorologica dello Zugspitzen sia al di sopra degli strati inferiori inquinati dellatmosfera.
La spiegazione, che Baeumer e Vogel, per ora, si limitano ad ipotizzare, è che i fenomeni innescati dallinquinamento e dalle polveri sottili nelle città si intreccino e si colleghino con le dinamiche atmosferiche a più largo raggio, coinvolgendo aree molto vaste. Del resto con Fantozzi, lo sapevamo già, è sempre così: non cè scampo. |
ATTENZIONE:
Per commentare questo BLOG
è necessario essere iscritti
alla community di www.spritz.it
COMMENTI:
NESSUN COMMENTO DISPONIBILE
|
|

APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|
|