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di ecce_ da commentare:
Cina, il ritorno delle concubine: sesso e corruzione per i nuovi potenti diFEDERICO RAMPINI
PECHINO - La videocamera del casinò di Macao riprende lanziano vicepresidente del Parlamento cinese, Cheng Kejie, mentre punta migliaia di dollari alla roulette. A fianco ha una vistosa bellezza di 45 anni, Li Ping, il cui ampio décolleté mette in mostra una sovrabbondanza di gioielli. Tutti quei soldi che il politico rovescia sul tappeto verde, e quelli che ha investito per decorare il corpo della sua amante, sono stati sottratti illecitamente dalle casse della Repubblica popolare.
Grazie alla confessione della donna, Cheng viene condannato a morte e giustiziato poco tempo dopo. La signorina se la cava con una pena di carcere più modesta per aver collaborato con la giustizia. La sua testimonianza, prima ancora della telecamera a circuito chiuso del casinò, è stata decisiva per incastrare il politico corrotto. Dietro il "ravvedimento operoso" dellamante cè la scoperta che il vecchio Cheng manteneva un intero esercito di concubine, e lei non era più la favorita dellharem.
Una storia parallela ha per protagonista il viceammiraglio di Pechino di cui le cronache hanno taciuto rispettosamente nome e cognome (il prestigio delle forze armate supera perfino quello del partito comunista). Dopo anni di ruberie nelle casse dello Stato lalto gerarca della marina militare era convinto di poter contare sullimpunità. Lanno scorso invece è stato condannato allergastolo. Il suo errore fatale: è "scivolato" sulla vendetta di una delle sue numerose amanti, convinta di ricevere una fetta troppo piccola del bottino.
Non accade solo in Cina che gli scandali di corruzione politica abbiano anche dei risvolti sessuali. Ma a Pechino la nomenklatura di regime sembra avere riesumato integralmente lantico costume imperiale: un Vip che si rispetti deve manifestare il suo status mantenendo un esercito di giovani amanti. Lampiezza dellharem di concubine è uno degli indicatori più fedeli del livello di potere politico o finanziario. Già Mao Zedong si era premurato di emulare gli imperatori: le memorie del suo medico personale narrano che alcune Guardie rosse della sua scorta avevano il compito specifico di reclutare giovani compagne sempre nuove, per sfamare linsaziabile appetito sessuale del leader comunista.
Ma ai tempi di Mao questo privilegio sovrano era riservato quasi esclusivamente al Grande Timoniere. La rivoluzione capitalistica ha diversificato i ranghi della nomenklatura e ne ha allargato le disponibilità economiche. Una vasta élite di nuovi capitalisti e manager arricchiti condivide le risorse con i politici che intascano tangenti; nella classifica dei loro consumi opulenti le giovani amanti figurano al primo posto.
Il fenomeno delle "seconde mogli" iniziò con i cinesi della diaspora allinizio degli anni Ottanta: non appena Deng Xiaoping aprì le frontiere al ritorno dei capitali che erano fuggiti allestero durante il periodo più duro del comunismo. I ricchi imprenditori di Hong Kong e Taiwan attirati dalle riforme economiche furono i primi a investire in Cina. Facendo la spola con la terraferma mantenevano due famiglie: una nel luogo dorigine, laltra nella seconda casa intestata a una ragazza di Canton o Shanghai.
Il fenomeno della doppia vita si è esteso a tal punto che nelle ricche metropoli industriali della Cina orientale e meridionale, da Hangzhou a Shenzhen, interi quartieri di lusso sono noti oggi come "i condominii delle seconde mogli", abitati dalle giovani amanti (e dai figli) dei ricchi businessmen pendolari. Ora, con lavvicinarsi del congresso del partito comunista che si terrà questo autunno, i vertici del regime lanciano una delle solite campagne anti-corruzione. E al primo posto figura, non a caso, la denuncia della "poligamia di fatto" che si accompagna alle ruberie dei potenti. La signora Liu Xirong, numero due della Commissione disciplina del partito (un organismo ben più temuto della magistratura), ha rivelato che "lanno scorso nel 70% degli scandali di corruzione le tangenti sono finite nelle tasche di mogli e amanti". I mass media ricevono direttive dal dipartimento di propaganda per intensificare gli appelli alla moralità con lavvicinarsi dellimportante scadenza congressuale.
In una fase in cui molte famiglie, anche nel ceto medio, sono preoccupate per laumento del costo della vita e dalla dura competizione per i figli neolaureati sul mercato del lavoro, lo spettacolo degli harem di concubine dei potenti viene denunciato come "perversione e decadentismo". Con unaudacia evidentemente autorizzata dallalto, alcuni organi di stampa hanno ripreso da un blog su Internet una "classifica nazionale dei campioni delladulterio", un inedito campionato ufficioso degli harem.
La palma doro viene assegnata a un ex boss di partito del sud del paese, Su Qiyao, che con 146 amanti ufficiali ha sgominato la competizione. Yang Feng, ex segretario comunista nella provincia dello Anhui, ha vinto il premio speciale per "qualità di management". Avendo conseguito un Master in business administration alluniversità di Pechino, Yang ha messo in pratica la sua competenza economica nella gestione del suo harem. Alla concubina più efficiente ha affidato la contabilità per le altre sei, e ognuna riceveva regolarmente una pagella di valutazione del suo rendimento a letto.
Ma larrivo di una nuova compagna ha scatenato un crescendo di gelosie che hanno portato alla denuncia e alla caduta del boss. Perché naturalmente in questa classifica sono finiti solo i casi che il regime ha deciso di scoperchiare e castigare, la punta delliceberg. Il fenomeno delle seconde, terze, quarte mogli in Cina denota una persistente diseguaglianza tra i sessi. Solo di recente, con la diffusione del benessere, si segnala anche il fenomeno inverso: ricche imprenditrici, o mogli di miliardari trascurate dai mariti, "affittano" per migliaia di euro al giorno giovanotti di bella presenza che le accompagnano a fare shopping, al ristorante, in discoteca e naturalmente nel dopo-discoteca. Ma è ancora un fenomeno minoritario. Linfedeltà maschile sembra provocare una riprovazione etica e sociale meno forte dellinfedeltà femminile.
Il dilagare delle concubine è uno degli ingredienti che spiegano il crescente successo delle serie televisive sulla storia imperiale. In questo momento in testa agli indici di audience cè un telefilm di 80 puntate dedicato al secondo imperatore della dinastia Tang. Gli episodi che hanno il massimo ascolto sono quelli che descrivono le complesse lotte di potere tra concubine e cortigiane. Dietro le elaborate scenografie depoca il pubblico deve aver colto un sapore di attualità. |
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COMMENTI:
Autore:
scriccy
( lunedì 30 luglio 2007, ore 02:12
)
Ahsì le geshe vanno alla grande in cina. le portano a cena etc etc etc.è un fenomeno comune tra benestanti
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