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Messaggio
di SoundPark da commentare:
Difficile buttar giù tanta musica in un colpo solo e scrivere un po’ per dovere di cronaca. E poi è anche Agosto, da piccolo a quest’ora ero già al mare. Bisogna anche crescere prima o poi, almeno così mi è stato raccontato. Già il prologo di Benicassim era stato qualcosa di sin troppo fragoroso, il concerto atteso da qualche anno e rivelatosi in tutta la sua maestosità. Arcade Fire intendo. Ci sarebbero state da spendere un mare di parole. Ne ho invece usate solo tre o quattro. Va bene lo stesso. Poi è arrivata Benicassim che è un’altra cosa, un mondo a parte, un paese dei balocchi e praticamente una seconda casa. Oramai arrivare lì equivale a quando da bambino, tutte le estati, arrivavo a Porto Santa Margherita. Ogni anno lo stesso stupore, ora come allora, per arrivare nel proprio posto e vedere poi che nulla è cambiato. Cinque festival diluiti nelle ultime sette estati non sono poca cosa e solo qualche giorno fa ho realizzato che mettendoli tutti insieme ne nasceva qualcosa di indecifrabile. Cercavo di scrivere la cronaca di questa ultima edizione del Festival ma avevo ancora addosso i ricordi e le sensazioni dell’anno prima, sfogliavo le foto del 2001, rileggevo la cronaca del 2002, guardavo il dvd del 2003. Che gran casino. Devo ancora rendermi conto. Scendendo dalle nuvole e tornando un attimo in terra dico che è stao un altro grande Festival, aldilà di tutte le cose piacevoli e sorprendenti della vacanza, dai compagni di viaggio alla casa in collina per arrivare al mitico Cluny. Anche quest’anno il Fiberfib è stata l’ennesima botta di vita ma questa volta ho fatto fatica a maneggiarla, un flusso continuo e indistinto di bands sul palco, di corse fra i tendoni, di gente che passa vicino, di macchine fotografiche, di palloncini in aria, di giri al bancone del bar. Dodici ora filate ogni giorno. E non sentirle. Poco altro da dire, per le cronache più dettagliate a breve ci saranno ampi spazi in altri luoghi. Lascio solo qualche scatto (thanks Cinzia) e qualche video (trovato a caso sul web), giusto per sottolineare qualche attimo topico, tra tanti possibili nella scelta. Questi però son da brividi, di certo le immagini lasciano spazio alle evocazioni ma non rendono giustizia di quello che è stato. Giusto così. Si chiamano ricordi.
Nell’ordine Iggy Pop che intona “No Fun ” col palco invaso dalla gente, i Nouvelle Vague che fanno cantare al pubblico “Love will Tear us Apart”, Peter John & Bjorn col la cantante dei Camera Obscura interpretano quel gioiellino di “Young Folks”, col pubblico commosso e una tromba da stadio che a un certo punto comincia a suonare, non centrava nulla ma pareva tremendamente perfetta in quel momento. Per concludere una delle tante canzoni del mio concerto preferito di quest’ultima edizione, ladies&gentlemen The Hives....
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