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di ecce_ da commentare:
Sotto accusa i video educativi per bambini "Possono ritardare lo sviluppo cognitivo"
NEL MIRINO ci sono i "Baby Einstein" o i "Baby Mozart", ma in generale anche i più banali "Teletubbies" o la "Casa di Topolino": video educativi e cartoni animati che promettono di stimolare lo sviluppo cognitivo dei più piccoli, ma che in realtà fanno poco o nulla. Anzi, sembrano addirittura dannosi. Lo sostiene una ricerca scientifica americana, appena pubblicata sul Journal of Pediatrics, che punta il dito contro labitudine di piazzare i più piccoli davanti alla tv, sgretolando così ogni alibi di tipo pedagogico per luso della televisione come babysitter. Invece di aiutare lo sviluppo del linguaggio nei bambini, lesposizione eccessiva a dvd e videocassette "intelligenti" ritarda piuttosto lacquisizione del linguaggio.
Leffetto è particolarmente evidente nei bambini dagli otto ai 16 mesi, dicono i ricercatori dellUniversità di Washington e dellIstituto di Ricerca del Seattle Children Hospital. Ogni ora al giorno passata a guardare dvd educativi si traduce in sei-otto parole in media imparate in meno rispetto agli altri bambini che passano lo stesso tempo con i genitori o altri adulti, interagendo con loro, ascoltando una storia o leggendo insieme un libro.
Sui bambini leggermente più grandi, dai 17 ai 24 mesi, i risultati non sono così netti, ma secondo Frederick Zimmerman, primo autore dello studio, non cè motivo di rischiare: "La cosa più rilevante - commenta - è che non cè alcuna prova definitiva che questi dvd e video abbiano un effetto positivo, mentre ci sono indicazioni di un loro effetto negativo".
La ricerca condotta dai medici americani fa parte di un più ampio progetto volto a studiare leffetto dellesposizione a questo tipo di intrattenimento durante i primi anni di vita dei bambini. Nei mesi scorsi, unaltra ricerca pubblicata dalla stessa équipe sosteneva, con cifre allarmanti, che a tre mesi il 40 per cento dei bambini guarda regolarmente la televisione o video e cartoni animati. Percentuale che sale al 90 per cento quando si arriva a due anni.
I risultati di questultimo esperimento - in cui i ricercatori hanno intervistato telefonicamente oltre 1000 famiglie con bimbi sotto i due anni detà - hanno stupito gli scienziati. "Riflettendoci bene, però, ha senso - spiega Andrew Meltzoff, condirettore dellIstituto per lapprendimento dellUniversità di Washington, co-autore dello studio - Ci sono solo un certo numero di ore in cui i bambini sono attenti e vigili. Se queste vengono passate davanti alla televisione, invece che con i genitori, i piccoli non hanno la stessa, ricca esperienza linguistica, data anche dalle intonazioni e dal gergo usato da mamma e papà con il loro figlio".
Niente più scuse, quindi. Nulla è pari al tempo che un adulto passa con i più piccoli in qualità di maestro ed educatore. Modello insostituibile, meno che mai intercambiabile con una videocassetta o un dvd. |
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