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di ecce_ da commentare:
Farmaci, addio agli spot "leggi e fuggi" Il ministro Turco vieta quelli troppo veloci
ROMA - Avete in mente quegli spot che ci invitavano ad acquistare farmaci che avrebbero reso la vita più semplice, combattendo il raffreddore, i dolori, linfluenza, la cellulite? Quelli in cui, dopo alcune scenette in cui ci venivano spiegate le virtù taumaturgiche del prodotto, si liquidavano a velocità supersonica, in due o tre secondi, le avvertenze? Bene, da oggi questi messaggi pubblicitari sono solo un ricordo. Il ministero della Salute ha dichiarato guerra agli spot farmaceutici troppo veloci e incomprensibili.
I messaggi promozionali, sia in radio che in televisione, dovranno scandire "con parole chiare e udibili" le avvertenze mediche. Nel decreto del ministro della Salute, Livia Turco, si parla "di divieto della compressione fonica" delle precauzioni sanitarie. Insomma, basta con la lettura velocizzata e incomprensibile. Basta con le avvertenze sussurrate in gran fretta per non rubare tempo alla promozione del prodotto e magari perché il pubblico non capisca proprio tutto.
Le reazioni al provvedimento della Turco sono positive. Unica voce fuori dal coro, il Codacons, che parla di una decisione "tardiva". Lassociazione di consumatori è fautrice della linea più drastica. Secondo il suo presidente, Carlo Rienzi, il ministro avrebbe dovuto "vietare totalmente le pubblicità dei medicinali". Gli spot sono sempre pericolosi, e "a qualsiasi velocità viaggi la voce narrante, il consumatore non sarà mai avvisato circa i rischi per la salute". Il Codacons teme che alla fine questa innovazione "finisca per avvantaggiare solo le radio e le tv, grazie agli allungamenti degli spot e ai maggiori incassi pubblicitari".
Il Movimento Consumatori, invece, giudica "positivo" il provvedimento, anche se "il messaggio pubblicitario dovrebbe soddisfare in toto alcune regole di correttezza". Ad esempio, bisognerebbe smetterla di presentare alcuni farmaci come prodotti miracolosi. Cittadinanzattiva, dal canto suo, chiede maggior chiarezza anche per le prescrizioni mediche.
Anche le aziende farmaceutiche stanno col ministro. Secondo lAnifa, il decreto è "un vantaggio per tutti", e non penalizzerà la crescita del settore, che dipende da altri fattori. E vero che i costi per le case produttrici cresceranno, ma "si tratterà di soldi ben spesi". |
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