New York: vita notturna La permanenza in una città grande come New York poneva due spinosi interrogativi: dove mangiare la sera? E soprattutto, posti tattici per il dopocena?
Al primo interrogativo rispondeva la nostra infallibile guida, che ci ha sempre indirizzati bene. Consiglio particolarmente Po, nel West Village. Avrei un centinaio di rimostranze da fare agli americani, rei di:
- non lavarsi il culo;
- spacciare per "italiana" della roba che qui sarebbe da denuncia penale. E non parlo di ristoranti italiani (sia mai...), bensì anche solo di condimenti e/o formaggio e/o salsine "italian" che manco per il cazzo vedi qui;
- non lavarsi il culo;
- far pagare l’acqua frizzante 9 dollari al litro, 10 volte la benzina;
- non lavarsi il culo;
- impedirti in ogni modo di bere più di una birra e farti sentire un criminale se tocchi qualcosa di alcolico, che comunque costa uno sproposito (15 dollari un gin&lemon... da noi ti ubriachi col rosso della casa, là nonostante la produzione molto buona di vino californiano ogni atomo etilico costa un rene);
- non lavarsi il culo;
- infilare tonnellate di aglio in ogni cosa contenga del pesce;
- non lavarsi il culo;
- farti spendere un capitale per mangiare 2 robe del menga (da noi, 15 euri all’agriturismo per mangiare come ludri e tirar su la ciucca di cui sopra);
- non lavarsi il culo;
- impedirti legalmente di farti una birra in qualsiasi posto non sia casa tua.
Alla seconda domanda invece hanno risposto in due: Nadine, la carinissima cameriera dell’Hard Rock Cafè di Times Square, e un terrone di Bari beccato a Central Park. La zona tra Low Midtown e il West Village (in particolare: Gansevoort Street) è sicuramente la migliore per trascorrere una bella serata, ci sono tanti simpatici localini (uno in particolare sul tetto di un hotel era veramente bello e ben frequentato) e non si è molto distanti dalla zona dei club, ovvero le discoteche.
Sulle discoteche è il caso di fare un discorso a parte: il revival non esiste

non esistono vasco e ligabue

non esistono i tormentoni merdosi nostri tipo digei bobo o digei francesco o gabri ponte

, e il quantitativo di passerina che gira è notevole, e tutta per regolamento oltre i 21 anni (conosco un tizio che, letto questo, non andrà più negli States

). Il problema è che i club sono dei veri e propri buchi dove si sta fraccati peggio che da noi, che è assolutamente impossibile causa casino assurdo tentare un qualsiasi genere di approccio che non sia quello stile Night At The Roxbury (vedi sezione "sto ascoltando"), e che la selezione all’ingresso è implacabile. Ricordiamo un Pipel rimbalzato all’ingresso dell’Home causa vestiario poco appropriato (dopo che nemmeno due ore prima mi aveva guardato tipo alieno "TI METTI LA CRAVATTA?"), nonchè un "ghei con una giacca in fintapelle e seri problemi di autostima" (che da ora in avanti chiameremo per comodità Isso) che ci ha dato dimostrazione del significato di "gioco al massacro". Isso sta davanti a uno dei club più in di Manhattan, e ha potere decisionale su chi entra e chi no. Isso ha qualche direttiva, ma fondamentalmente pensa a se stesso. Isso ti guarda e decide se puoi entrare. Facciamo qualche esempio:
- Cuba Gooding Jr. può entrare (sì, era proprio lui)
- uno che arriva assediato da fotografi può entrare
- una passerina può entrare
- un suo amico (di Isso) può entrare
- uno che lo corrompe può entrare (giuro, gli ho visto arrivare attraverso finte strette di mano non so quanti biglietti da venti dollari, comunque la corruzione minima stava sui 50)
- il suo spacciatore può entrare (i soldi di cui sopra glieli ho visti uscire a uno in cambio di una bustina di cui non ho carpito esattamente il contenuto ma basta usare un po’ la fantasia)... però lo spacciatore non è entrato che aveva altra gente da rifornire
- gli altri... beh gli altri non entrano, fine della storia.
Per la cronaca, non l’ho corrotto, non gli ho venduto droga, non sono una passerina e nemmeno Cuba Gooding Jr, non mi assediavano i fotografi e non ci tenevo affatto ad essere suo amico. Semplicemente si è cambiato posto quando ci si è resi conto di che aria tirava. Isso però deve ringraziare il fatto che non sono uno che va in cerca di rogne, altrimenti lo sputtanavo subito lui e la sua bustina a uno qualsiasi dei millemila pullotti che stazionano di notte in quella strada.
Desidero ringraziare un tizio da Udine per i preziosi suggerimenti a un certo punto della serata di giovedì.
Desidero ringraziare la biondona stile Trish Stratus del bar all’angolo tra la 10th Avenue e la 27th Street per il supporto morale involontario.
Desidero ringraziare la pornostar (mica per finta, quella faceva i porno davvero) di cui mi sfugge il nome che abbiamo incrociato in un angolo buio della 28th Street.
Desidero ringraziare la cameriera dell’Home per essere una delle migliori dimostrazioni di MALE esistenti sul pianeta.
Sostanzialmente però sono rimasto deluso dalla settimana di permanenza in costa est... New York è una città troppo particolare evidentemente, ero partito con idee sbagliate. Quel che è certo è che posti come i nostri centri o le nostre birrerie non esistono.
prossimo episodio, Santa Monica