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CITTA': provincia di Treviso
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di Lou da commentare:
Venerdi 18 luglio si è tenuta la prima visita nella casa circondariale di Padova da parte dell'Associazione radicale di Treviso e Venezia. L'accompagnatrice è la preziosissima Claudia Cadorin, consigliere regionale dei Liberali e Riformatori e con lei ci sono anche Gabriella Gazzea Vesce dell'associazione diritti & rovesci Emilio Vesce per tutte le libertà e Stefano Bastianetto, consigliere comunale a Treviso eletto nelle liste di Forza Italia e iscritto sostenitore alla nostra associazione oltre ovviamente alla presenza di chi scrive. Appena entrati ci raggiunge la direttrice che è appena arrivata da 6 mesi e che ci snocciola un pò a breccio i dati che le chiediamo mentre visitiamo la struttura. La capienza prevista è 100, la capienza tollerabile è 160 e quella effettiva è di più di 220 detenuti quasi tutti per reati connessi alla tossicodipendenza e tossicodipendenti; anche il sottoorganico delle guardie carcerarie è davvero preoccupante: sono circa 125 anzichè 180; tornando ai detenuti sono per quasi il 90% extracomunitari e per le carattersistiche proprie delle case circondariali (in cui sono reclusi coloro che sono in atesa di giudizio oppure con pene definitive fino a 5 anni di detenzione massimo) sono quasi tutti ancora in attesa di un'udienza. Questo, unito alla necessità di uno sfollamento che viene effettuato ogni due settimane, fa si che sia molto difficile organizzare delle attività a causa del continuo massiccio ricambio di detenuti. Ciò tuttavia non impedisce di organizzare dei corsi: si sono già tenuti corsi di percussioni (con successive esibizioni anche fuori dal carcere), di pizzaiolo e di informatica con fondi europei oltre ovviamente ai corsi base di alfabetizzazionee stanno per essere attivati corsi di piastrellista, imbianchino e cuoco. Il grosso problema di questo carcere è la struttura e fortunatamente ne stanno costruendo uno nuovo a fianco perchè le celle sono vergognose, piccolissime: un detenuto mi ha fatto vedere che allargando le braccia tocca entrambe le pareti della sua cella che condivide con un compagno, a volte due. Un'altra cosa disgustosa è il bagno a vista appena in parte all'entrata delle carceri in tutte le celle e come se non bastasse in parte c'è un lavandino con acqua fredda. Parlando coi detenuti, tutti conoscono i radicali e Marco Pannella, anche gli extracomunitari e ci accolgono tutti bene. I lati positivi ci sono: 5 ore e mezzo d'aria in estate con un campo di calcio e anche una sala incontri all'aperto immersa nel verde e davvero molto bella, quasi uno spiraglio di libertà. Raffaele Ferraro, segretario dell'associazione radicale di Treviso e Venezia |
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