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di ecce_ da commentare:
Stage, atto daccusa delle Ue "Basta lavoro mascherato da studio" di TULLIA FABIANI
Combattere labbandono scolastico, favorire linserimento nel mondo del lavoro e, soprattutto, controllare i tirocini: tempi, condizioni, e obiettivi reali di uno stage. Basta con il lavoro mascherato da tirocinio; basta con i rimborsi mancati, i rinnovi senza garanzie e i passaggi da unazienda allaltra senza mai ottenere un lavoro vero. LUnione Europea lancia il monito contro le forme di abuso dei tirocini e promuove nuove politiche per i giovani: la popolazione europea invecchia rapidamente e la fascia dei lavoratori giovani si restringe, perciò è necessario investire sulla "promozione della piena partecipazione dei giovani nelloccupazione, nelleducazione e nella società".
Lindagine. Secondo uno studio della Commissione, in Europa un giovane su sei abbandona la scuola prima di aver completato il corso di studi e 4,6 milioni di persone tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati. Anche i ragazzi diplomati incontrano diverse difficoltà: uno su tre è senza lavoro un anno dopo essere entrato nel mercato del lavoro; mentre uno su quattro, al termine degli studi, non ha maturato abbastanza competenze per trovare unoccupazione. Perciò nel documento della Commissione si evidenzia la necessità, a livello europeo e nazionale, di investire di più e a breve nellistruzione dei ragazzi e di migliorare la transizione dallistruzione al lavoro.
"Cè da affrontare una situazione paradossale: lUe da un lato ha carenza di manodopera e dallaltro troppi giovani disoccupati - evidenzia Vladimír 0pidla, Commissario per loccupazione, gli affari sociali e le pari opportunità - Dobbiamo riuscire a dare vita a una società capace di integrare, nella quale nessuno sia lasciato indietro". Nel rapporto della Commissione è evidente infatti che le sfide fronteggiate dai giovani oggi sono più complesse di quelle affrontate dalla generazione dei loro genitori: flessibilità e precariato come primi ostacoli, poi la maggiore qualificazione richiesta e lavori che presuppongono abilità diverse e superiori rispetto al passato; e, daltra parte, il rifiuto per lavori ritenuti squalificanti. Tutto accompagnato da un passaggio scuola-lavoro lento e complicato, di cui i tirocini, in molti casi, sono pessimo esempio. "Lo stage è troppo spesso un lavoro mascherato da tirocinio - afferma 0pidla - non si tratta di volontariato, ma di una formazione che deve essere pagata e deve dare valore aggiunto al tirocinante. Inoltre non è possibile che ci siano giovani che saltano da uno stage allaltro senza avere un lavoro vero. Questo diventa dumping sociale e va combattuto". Un impegno significativo dunque contro gli "abusi" praticati dalle aziende su stagisti che quasi sempre lavorano gratis.
Le proposte politiche. A questo proposito la Commissione nel 2008 presenterà un Codice di Buona Condotta per i tirocini: "Purtroppo - precisa 0pidla - non sarà legalmente vincolante, in quanto la Commissione non ha potere di emanare direttive in materia di occupazione, anche se in questo caso lo farei volentieri". Il documento verrà sottoposto ai governi e alla società civile, per essere discusso e per diventare un punto di riferimento riconosciuto a livello europeo. Il modello di riferimento potrebbe essere quello del programma Leonardo, che negli ultimi anni ha consentito a migliaia di giovani di studiare e lavorare grazie a borse di studio comunitarie.
"Nel momento in cui milioni di ragazzi in Europa tornano sui banchi di scuola allinizio del nuovo anno scolastico, dobbiamo intensificare gli sforzi affinché possano sviluppare le loro capacità e partecipare più attivamente alla società - dichiara Ján Figel, Commissario europeo per listruzione, la formazione, la cultura e la gioventù - I giovani devono sentire che hanno tutto linteresse a impegnarsi". Un esempio viene dalle attività di volontariato: la Commissione sostiene infatti che è necessario investire non solo in termini finanziari ma anche in termini politici e sociali, attraverso famiglie, associazioni, ONG, insegnanti e datori di lavoro. Le proposte operative contenute nella Comunicazione saranno presentate ai giovani il 16 settembre a Lisbona, ma intanto sollecitano gli Stati membri a coinvolgere i ragazzi nei processi di decisione e di valutazione delle politiche per la gioventù; invitano a collegare meglio istruzione e imprese; chiedono di lottare contro labbandono scolastico, e di implementare una flexicurity che migliori le prospettive sul mercato del lavoro.
Mentre sul fronte mobilità, accanto alla richiesta di facilitare le opportunità di spostamento, sono già annunciate iniziative: dal 24 al 29 settembre sono in programma infatti le Giornate dellOccupazione. Una videoconferenza con 50 giovani che sono andati a lavorare fuori dal loro paese e un incontro tra i giovani e 50 imprese europee, che nella speranza dei Commissari dovrebbe portare alla firma di 1000 contratti. Infine, altri impegni concreti: redigere ogni tre anni, con la collaborazione dei giovani stessi, una relazione sulla gioventù; realizzare una nuova Strategia per la Salute che sostenga le iniziative pensate per i ragazzi; valutare le attività di volontariato affinché vengano riconosciute nel curriculum. |
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