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di pica da commentare:
La nobile contrada del Nicchio
 Le origini del Simbolo ed il Santo Patrono Nell'anno 1204 sul piccolo colle, che è sede dal 1872 di un insediamento militare, sorse ad opera dei frati Vallombrosani una Abbazia con annesso convento, detta Abbadia (o Badia) Nuova dedicata ai Santi Giacomo Maggiore, uno degli Apostoli prediletti da Gesù e, secondo la leggenda, evangelizzatore della Spagna, e Filippo, l'evangelizzatore della Gallia (odierna Francia). Intorno alla Chiesa furono edificate case e tracciate strade e prese forma quello che fu poi conseguentemente denominato Borgo di Abbadia Nuova (di cui a nostra memoria rimangono i nomi e gli stemmi delle due Compagnie Militari); in termini religiosi gli abitanti del luogo officiarono San Giacomo ed innalzarono a simbolo della propria insegna, così come ancora lo vediamo oggi, la nicchia (il Pecten jacobaeus) che costituiva sin dal primo Medio Evo anche il simbolo dell'avvenuto pellegrinaggio alla tomba dell'Apostolo a Santiago (o San Giacomo) de Compostela in Spagna. In prossimità della Badia, gli abitanti del borgo, i nicchiaioli di allora, avevano a propria disposizione una chiesetta, sede delle adunanze, intitolata a San Giovanni Battista (poi demolita nel 1636) .
Alla metà del '500 una serie di varie vicissitudini - assedio di Siena da parte dei fiorentini e degli spagnoli e spostamento per motivi di sicurezza delle Monache di Santa Chiara dalla Certosa di Maggiano alla Abbadia dei Vallombrosani - portarono all'allontanamento dei nicchiaioli dalla zona del convento. Per circa cento anni i nostri avi trovarono ospitalità nella Chiesa della Compagnia di Santo Stefano, ubicata nel palazzo dove dal 1947 ha sede la Società del Nicchio denominata "La Pania" e nel 1680 vennero alla decisione di innalzare a proprie spese un Oratorio ubicato all'incrocio delle strade di via dei Pispini e Via dell'Oliviera. Dopo alcuni anni di lavori, terminata la Chiesa almeno nella sua struttura base, chiesero all'Arcivescovo di poterla dedicare ai Santi Giacomo e Filippo, cosa non accordata a causa della presenza della vicina Badia che già intitolata a detti Santi e ai nicchiaioli fu concesso solo di farne commemorazione. La Contrada assunse allora come Santo Patrono San Gaetano Tiene (da Thiene, come si dice oggi, è una acquisizione più recente), il Santo della Carità e personaggio di spicco della Controriforma, e la Chiesa prese il nome, in esteso, di Oratorio di San Gaetano in Santi Giacomo e Filippo. Nel corso dei secoli il nome in esteso andò, almeno nella memoria collettiva, perduto e la Chiesa assunse il nome, tuttora in uso corrente, di Oratorio di S. Gaetano...(continua) |
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