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di D17 da commentare:
 Nuova settimana e una grande e nobile confusione. La nobiltà mutuata di archetipi western, fatta azzurra negli occhi all'orizzonte, sul primo piano. E il sudore che con questo intraprendente aprile lascia scivolare dalla fronte alle tempie alle guance alle labbra, sempre molto sensuali... Poi un po' di cose viste e sentite, un po' di cose che non ci sono a portata di mano e un po' di idee per trafiggere o almeno ignorare vincoli assurdi. Un mistero. Rimarrà tale. Una caduta di poca importanza, da spettatore preso dalle sue ebbrezze e dalle sue osservazioni. Niente di casuale, nessuna improvvisazione, quindi, nessuna salvezza. Le ragazze portavano trucco pesante, vestiti impegnati, armature di una battaglia finta. Le donne non sono fatte per la guerra, per la battaglia, per il sangue versato definitivamente. Intanto striscio verso quello che mi ha stregato, verso le labbra di lei, e il resto che odiava, ma che dopo il suo fottuto addio mi è rimasto. E il mio addio era senza la violenza che amo, o forse era troppo intriso in lei, e non riesco a vedere uno scorcio di bellezza senza pensare a lei. Tutto questo causa del nostro civilissimo secolo, che preserva, assicura, allontana, trattiene, protegge da ogni male. Sia mai che ci succeda qualcosa di brutto. Ci basti quel paio d'ore di cinema, quel giro di svariati minuti, dove possiamo appropriarci di ogni torbida o fulgida personalità e realizzare i nostri precari ideali... Già... Mi muovo rilassato, riparto piano piano, prendo le parole di qualcuno più saggio di me, frantumano l'assalto al cielo di Parigi. Ho nostalgia bisogno di qualche allucinogeno, aspetto col sorriso colpendo stracci abbandonati il prossimo viaggio e l'ultimo senza ritorno e l'ultimo essere per te quello che vorresti e io non posso non potrei non potrò senza abbandonare alla paranoia i miei peggiori istinti... "Dimenticate l'undici settembre" diceva un cretino questa sera...altra pietra miliare della nostra peste, anzi, più moderni, del nostro cancro, del nostro splendido avvenire divorando e vomitando le carni di parecchi altri noi, solo un poco + sotto e un poco + scuri e meno abituati ad allargare le mani e veloci richiuderle su quel che capita a tiro. Blade Runner è uno dei + grandi e spettacolari scenari metropolitani portati al cinema e poco alla volta nell'urbanistica reale. Metropolis suo padre pure. Lode a Mishima e a Majakovskij...citazione fuori luogo, fuori luogo ogni parola ora, una parola per Sergio Leone la devo dire, una frase almeno, "un giorno o l'altro"... Stoicismo. Una religione con un unico sacramento. La notte inizia a insistere e l'anfetamina contende alle gocce e gocce e gocce di sonnifero il lato della trincea. Ma la prima è finita e il secondo è poco meno che pieno. Aspetto un'emozione sempre più indefinibile... Profili di colline strappati alle nuvole scazzate e brunite. Quasi il celeste colore dell'acciaio se esiste, un bel giro di ricordi, un gran bel giro di ritorni, che le andate erano degne delle gite di scuola... Cosa c'entra? Nulla, ma mi torna in mente quel pezzo dove la "dolce attesa" tradisce, o meglio, più "poetica", supera le fredde leggi dell'assassinio...questo mi ha un po' deluso. Senza dubbio diegetico, uh, tassello o anello perfetto, nello sviluppo. Personalmente ne avrei fatto a meno. Si trattava di una splendida litania di morte, un'apologia della vendetta. E vendetta è morte, nel senso più intimo. MA, capita quella scenetta e poi il colpo delle 5 dita e lo struggente quanto volendo stringere gli occhi all'orientale, ripugnante, finale dei-5-passi... Forse sono poco sensibile, o non ho acume critico, o entrambe le cose, ma mi ha un po' scazzato. Ho per lo meno (andava tutto attaccato?) bisogno di tempo x giudicare poco più oltre le impressioni e le necessità di avere quello che non riesco a recuperare. Far pensare a Sergio Leone così apertamente è un grande merito, uno spingere alla commozione, ma di lacrime altrui...gran merito di un maestro di citazione e di elevazione indubitabile alla nobiltà assoluta, ma privo di un suo marchio a fuoco, o forse no, se sulle strade sacrificate agli dei dei muri anche solo il trovare Dei tra la spazzatura è un elevarsi a profeta, a un'inarrivabile innovazione. Dove solo la morte seriale delle stragi si pone regina oggi. No fear. Il Disegno fa quel cazzo che gli pare e non vale la pena darsi troppa pena, io credo... Unico amico, ora, discreto, silenzioso e carezzevole ("voglio rifugiarmi sotto il patto di Varsavia, voglio un patto quinquennale voglio la stabilità") rimane dell'ottimo sonnifero. In acqua. Il n'y a pas du vin, il n'y a pas du bière, il n'y a pas du cognac. Altre 15 gocce di speranza mentre in cuffia sdraiato a terra (troppo corte x arrivare al letto), attendo fiducioso l'oblio...
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