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di pica da commentare:
...(continua) La nobile contrada del Nicchio la sede storica
 L'oratorio di San Gaetano da Thiene non è stata l'unica sede della Contrada.
Nel XVI secolo, prima dell'immobile dell'attuale oratorio, i contradaioli si radunavano nella chiesa di San Giovanni Battista alla 'Badia Nuova', che sorgeva sulla strada che conduceva alla Porta di Busseto (Porta non più in uso all'interno della caserma Santa Chiara), nei pressi del monastero dedicato ai SS. Giacomo e Filippo, detto appunto l'Abbadia Nuova. Alla fine del XVI secolo entrambi i conventi furono adibiti a commende e nel 1577 il convento dei SS. Giacomo e Filippo passò alle monache Francescane di S. Chiara, assumendone il nome. Nel 1572 la Compagnia dei confratelli di S. Stefano, che aveva ufficiato nell'oratorio di S. Giovanni Battista si trasferì nei nuovi Locali di fronte allo sbocco di S.Chiara, che furono trasformati in un grande oratorio, detto di S. Stefano ai Pispini ( attuale sede della società 'La Pania'). L'aspetto originario della facciata dell'oratorio di S. Stefano ai Pispini è riprodotto in un disegno datato 1621, conservato alla Biblioteca Comunale di Ravenna. Successivamente al 1572 i contradaioli del Nicchio presero possesso della Chiesa di S. Giovanni Battista alla 'Badia Nuova' e ne usufruirono fino al 1656, anno in cui l'edificio fu acquistato dalle Monache di S. Chiara. I Nicchiaioli chiesero pertanto ospitalità ai confratelli della compagnia di S. Stefano ai Pispini, donando loro, in cambio dell'ospitalità, i drappelloni vinti in occasione delle corse, ma nel 1667 la compagnia, per esperire i denari, necessari al pagamento della commissione di un quadro, si vide costretta a vendere alcuni drappelloni, il che indusse i contradaioli del Nicchio a porre dei 'Capitoli', cioè delle regole che i confratelli dovevano rispettare, una delle quali fu quella di conservare i Palii donati, nel 'Cappellone' del locale della compagnia, dove venivano fatte le riunioni, e, se richiesti, restituirli. Fra le carte di archivio della Contrada esiste un registro dei verbali delle adunanze che va dal 1.8.1683 al 22.11.1706 dal quale è possibile trarre diffuse notizie sulla costruzione del nuovo Oratorio. Sin dal Primo verbale, dell'agosto 1683, si viene a conoscenza che i Nicchiaioli avevano acquistato un immobile, di proprietà dei padri del Carmine sulla facciata del quale si trovava una pittura particolarmente venerata dal popolo: la 'Madonna del Forcone'. Tale edificio era posto nel punto di biforcazione della via principale con le attuali via dei Pispini e via dell'Oliviera (attuale Oratorio). Poiché tale immobile non era sufficiente per la costruzione della chiesa, fu deciso di acquistare anche l'abitazione contigua, di proprietà delle Monache Domenicane di Vita Eterna. Il pagamento dei locali da adibira alla nuova sede fu effettuato, la prima parte con la vendita del drappellone vinto il 2.7.1658 ed il rimanente in forma dilazionata nel tempo. Nella seduta del 1.8.1683 i contradaioli elessero 4 persone che sovrintendessero alla costruzione della nuova sede...(continua) |
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