Messaggio
di Canina da commentare:
"Una delle prime soluzioni che dovremo trovare amore mio è che quando ti dirò che ti amo o ti inginocchi tu o devo saltellare come un deficente io per darti i bacini... Che depressione... Che triste... Che orrore esser fuori misura nel nuovo millennio! Tremendo, non mi amerai mai. Vabbè notte stangona, dal basso dei miei 168cm." |
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COMMENTI:
Autore:
acido56
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 23:54
)
Mi spiace da ormai un sacco di tempo non esco il sabato sera a Milano. me la ricordo tempo fa piena di irlandesi e inglesi in cerca di lavoro, birra a buon mercato e un chupito a 2000 lire.
Poi è venuto il CRETINO manovratto e ora la gente conta gli spiccioli per passare la sera al pub. Cambia aria, non cè fururo per i prossimi anni qua, tutto deciso a priori, ciao KM
Autore:
Canina
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 12:42
)
Il risultato è che sono uno zombie che cammina.
Notte gente. E stato un piacere.
Autore:
companera
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 11:23
)
oh..
Autore:
SqualoNoir
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 08:37
)
vara che ora che ze?!!!!
Autore:
Canina
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 05:51
)
Che poi ha ragione "companera" nel descrivermi con laggettivo "vitalmente". Come posso essere infelice? Quelli che si rispecchiano in me lo sarebbero altrettanto? No, la Canina piuttosto soffre da sola, in silenzio. 
Non commento più giuro. E prometto anche che vado a letto. Ma stasera è tutta un emozione... E come faccio a dormire. Bastava solo trovare un commento come quello di joz... Grazie grazie grazie.
Autore:
Canina
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 05:40
)
Lo sai che questa principessa canina che ama mettere i tacchi dai capelli biondi e dall’animo gentile mi assomiglia?
Sai qualè un pilastro della mia vita?
Questa storia:
GLI OCCHI DELLANIMA
Due uomini, entrambi gravemente malati, occupavano la stessa stanza dospedale.
Uno dei due, per unora al giorno, al pomeriggio, doveva sedersi retto sul letto alfine di evacuare le secrezioni dai suoi polmoni. Il letto si trovava accanto allunica finestra della stanza. Laltro doveva passare le sue giornate coricato sul dorso. I due compagni di sventura si parlavano per delle ore. Parlavano delle loro mogli, delle loro famiglie, descrivevano la loro casa, il loro lavoro, la loro partecipazione al servizio militare e i centri dove erano stati in vacanza.
Ogni pomeriggio, quando luomo vicino alla finestra poteva sedersi, passava il suo tempo a descrivere al suo compagno di camera tutto ciò che vedeva fuori dalla finestra. Luomo nellaltro letto cominciava a vivere, per questi periodi di unora, tutti i colori del mondo esterno descritti dal suo compagno.
Dalla camera, la vista dava su di un parco ove cera un bellissimo laghetto.
Le anatre e i cigni sguazzavano nellacqua, mentre i bambini erano occupati a giocare gioiosamente con i loro modellini, battelli e barchette.
Le aiuole erano bellissime, piene di colori adornate da mille fiori che si ergevano verso il cielo.
Grandi alberi decoravano il paesaggio e si poteva scorgere in lontananza la sagoma della città.
Mentre luomo alla finestra descriveva tutti questi dettagli, luomo dallaltra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava le scene pittoresche.
Un pomeriggio, luomo accanto alla finestra descrisse una parata dorchestra che passava dal parco, anche se laltro uomo non potè sentire il suono dellorchestra, poteva vederla con la sua immaginazione, tanto il suo compagno la descrisse viva.
Passarono i giorni e passarono le settimane.
Un mattino, allora del bagno, linfermiera trovò il corpo senza vita delluomo vicino alla finestra, morto presumibilmente durante il sonno.
Rattristata, chiamò gli addetti perchè venissero a prendere il corpo.
Sentito il momento appropriato, laltro uomo domandò se poteva avere il posto vicino alla finestra.
Linfermiera, felice di fargli questo piccolo favore, dopo averlo aiutato a "traslocare" lo lasciò solo.
Lentamente, con uno sforzo notevole, il malato cercò di sollevarsi un pò spostandosi verso la finestra, verso il davanzale per poter gettare il suo primo sguardo allesterno. Finalmente.....!
Avrebbe avuto lui stesso limmensa gioia di vedere tutto ciò che il suo amico gli aveva descritto cosi meticolosamente...
Ancora un piccolo sforzo... e riuscì a girarsi dal letto verso la finestra.......
Tutto ciò che vide, fu..... un muro !
Luomo domandò allora allinfermiera perchè il suo compagno gli avesse dipinto tutta unaltra realtà.
Linfermiera le rispose che luomo era cieco e quindi non poteva, in ogni caso, vedere neppure il muro. " Forse ha voluto solo incoraggiarvi ?", disse lei......
Epilogo... È una gioia straordinaria rendere gli altri felici, indipendentemente dalle nostre prove e dolori. La pena condivisa, riduce il dolore a metà, ma la gioia, una volta condivisa la ci si ritrova centuplicata...
Se volete sentirvi ricchi, non avete che da contare, in mezzo a tutte le cose che possedete, quelle cose che i soldi non possono acquistare.
Loggi è un regalo, ecco perchè si chiama "il presente".
Vivo ogni giorno per cercare di rendere felici gli altri, a discapito della mia stessa felicità. Forse sono pazza, ma mi piace vivere così.
Autore:
Canina
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 05:32
)
Ma tu lo sai che l’altra sera mi è stata detta una cosa simile sul fatto che sono troppo alta che non ci si arriva a darmi un bacio e che metto soggezione??? Un deja-vu! Eheheheh (non è che mi capita tutti i giorni di ricevere questi complimenti eh...
)
Io ho scritto la tua "poesia" però... è molto più bella di quello che mi è accaduto nel reale! 
La tua favola è splendida. Grazie per avermici coinvolto. Che bella sorpresa.
Spero che valga per molte persone. Io la leggerò spesso.
Autore:
jozbrasil
( lunedì 17 dicembre 2007, ore 04:01
)
Ma ciao! Permesso... posso entrare?!?!? No è che ho letto due righe sul suo blog cara mia Principessa che ama mettere i tacchi per arrivare al 190cm, dato che NON sei già abbastanza alta... ma vabbè!
Mi piace si si si che ci confidiamo e poi mi sputtani così... che tristezza, che, orrore, che depressione fulminante! Deriso così pubblicamente dal basso dei miei 168cm dalla mia amica della notte!!! VAbbè ma chi se frega! A tutto cè rimedio, quindi la prima a restare senza gambe sei tu, unica soluzione per dirti TI AMO guardandoti negli occhi Principessa. Me ne vado dal tuo blog subito, però volevo lasciarti un regalino, giusto per farti capire che sto scherzando e che NON HO TROVATO ALTRA SOLUZIONE CHE SALTARE FIN DOVE POSSO PER RAGGIUNGERTI! Faccio quello che posso credimi... Leggi sotto le righe e capirai che anche quelli un pizzico diversi se la sanno cavare... a modo loro =)
Notte stella, che tu possa fare anche stanotte, mille sogni... tutti colorati
JOz
LA PRINCIPESSA GENTILE
IL MAGGIOLINO IMPERTINENTE
E LA FARFALLA POVERA DI SFUMATURE
INTRODUZIONE:
…Quanto è vero che ognuno vede quel che tu appari, ma pochi sentono quel che tu sei.
…Se un uomo non tiene il passo con i compagni, forse questo perché ode un diverso tamburo. Lasciatelo camminare secondo la musica che sente, non giudicatelo,
non guardatelo come un diverso, quale che sia il suo tamburo
o per quanto la sua musica sia lontana.
*** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** ***
C’era una volta
una Principessa di nome Canina, dai capelli biondi e dall’animo gentile alta vediamo… Si ecco! 1.78 guarda caso, la quale, tutte le sere riportava una favola agli animali più brutti o tristi del creato poiché nessuno li voleva, in quanto… erano, diversi… elefanti nani, rospi bubbolosi, ragni pelosi, viscidi serpenti, insetti velenosi… ad ogni modo, a tutti lei, ogni sera, seduta sul tronco dell’albero il quale si trovava nel suo cortile, una favola raccontava.
Una di quelle sere, dopo che la Principessa finì di riferire una delle sue storie ad un cobra albino, dal nulla svolazzando su nel cielo, sbucò una farfalla della notte priva di colori ed appoggiandosi al ramo dell’albero della Principessa, le porse una domanda…
- Sei tu la Principessa priva di cattiveria che racconta le favole agli animali abbandonati a se stessi, poiché nessuno li vuole… solo perché sono diversi?
- Sono io! Cosa posso fare per te, falena della notte?
- Ho volato per ore e ore nascosta nel buio ed ora ti ho trovata. Ti prego, sono stanca e triste, passo la mia vita intera a viaggiare persa nella notte, poiché sono brutta, pelosa e priva di colore, nessuno mi vuole vedere… prima che io possa ripartire, allietami il cuore, raccontami una favola Principessa…
…E la principessa, cominciò…
C’era una volta,
una farfalla priva di colori la quale un bel giorno svolazzava su nel cielo senza pensieri, fin quando un maggiolino tutto colorato giù dal basso la chiamò e lei quindi, scese su di una foglia s’appoggiò…
- Hei tu farfalla, dove vai così grigia, tutta priva di colori? Guarda me che bel che sono con contanti bei toni, verde, rosso e pure giallo… HAHA! Ne vuoi veder altri ancora? Dimmi un poco… tu perché sei così brutta e priva di tante belle gradazioni?
…La farfalla priva di colori, senza troppi pensieri, sorrise al maggiolino variopinto e indi gli replicò…
- Caro mio amico pieno di colori, ma che poi resti tuttavia solo un bello scarafone, cosa vuoi che ti dica? …Dal buon Dio, c’è chi a volte è dipinto a modo dentro; e chi a volte… soltanto fuori.
…E fu così, che la farfalla senza colori riprese il volo verso il suo felice viaggio…
17/12/17 - Ore 3.52
www.josemonti.it
Favola rimodernata tratta dalle raccolte di favole metropolitane Volume 2 – usc. Ago 2008
Autore:
Canina
( sabato 15 dicembre 2007, ore 19:24
)
Si, mi stai mandando in trip!
Autore:
( sabato 15 dicembre 2007, ore 19:18
)
e chi cazzo se lo immaginava?! COmunque adesso te go cunzà mi.
Autore:
Canina
( sabato 15 dicembre 2007, ore 15:12
)
Dovrei targliarmi io le gambe visto che sono 1 metro e 78... no?
Autore:
( sabato 15 dicembre 2007, ore 14:17
)
tagliagli le gambe... no?