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Messaggio
di pica da commentare:
...(continua)La nobile contrada del Nicchio La storia I Convenuti della Befana
Il primo passo era stato fatto: ora si dovevano fare tutti gli altri successivi. Ed erano i passi sostanziosi: quelli che avrebbero fatto vedere se L’intuizione degli intelligenti e generosi "convenuti" della sera Befana era destinata a restare una pia aspirazione o se poteva mettere le gambe per camminare. Le mise. Fu buttato giù il primo statuto: associazione aperta a tutti i contradaioli ma anche chiunque abitasse da almeno due anni nella contrada (a sottolineare la già ricordata caratteristica "topografica" del sodalizio. Nel 1949, anzi, si specificò la diversificazione fra soci effettivi e soci frequentatori); poteva diventare socio chiunque avesse compiuto almeno i 15 anni di età. Le finalità erano semplicissime: prima di tutto, certo, organizzare il tempo libero in termini di intrattenimento e divertimento; ma in seconda - e forse più importante battuta indicare un modo di essere contradaioli, e aiutare la contrada devolvendole gli utili dell'esercizio della società. Ci si iscriveva versando una quota separata da quella che il contradaiolo destinava, invece, alla contrada: 25 lire per entrare a far parte; 60 lire annue per sostenere L’iniziativa. E 60 lire, nel 1946, non erano una cifra simbolica: per pagarle, si poteva rateizzare l’impegno suddividendole in dodici rate mensili di 5 lire (per dare L’idea del valore di questa cifra a chi è troppo lontano anagraficamente da quegli anni, si ricorderà che nell'immediato anteguerra con 5 lire si faceva la spesa quotidiana per una famiglia numerosa e benestante). Nel 1946, cinque lire valevano già molto di meno ma ancora valevano). L'idea dei "convenuti della Befana" piacque. I contradaioli risposero con entusiasmo e gli stessi promotori dell'iniziativa si trovarono costretti a stringere i tempi di realizzazione. Fu necessario subito dotare il sodalizio di un organismo dirigente, ancorché provvisorio, fu presieduto da Robustino Guerrini (un altro personaggio che alla contrada aveva, e avrebbe ancora a lungo, dedicato tempo, energie e passione, e che in questo stesso 1946 era anche vicario della contrada). Con lui c'erano Ezio Fattorini (vicepresidente), Italo Migliorini (segretario), Arturo Malatesta (cassiere), Cristoforo Arrigucci (economo). Consiglieri erano Alessandro Capitani, Aroldo Chiavistrelli, Otello Damiani, Ilio Farfarini, Guido Fattorini, Enzo Marzocchi, Alfio Moscatelli e Bruno Scali. Ora si trattava di presentare il progetto alla contrada. Non era passato nemmeno un mese dalla riunione di gennaio: il 2 febbraio (Candelora: da data "sacrale" a data "sacrale": quasi ci si fosse voluti premunire contro gli insuccessi scegliendo per le scadenze sempre giorni legati al ciclo del calendario liturgico cristiano). Guerrini espose il progetto: il seggio approvò; per bocca del priore - che era Gastone Cesari - espresse la propria soddisfazione per l’iniziativa, e, addirittura, come si direbbe oggi, "si fece carico"...(continua) |
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