Trio Manomanouche

PREMESSA
Nel
panorama chitarristico europeo esiste una tradizione strumentale che
ha le sue radici nella cultura dei nomadi Manouches (una delle principali
famiglie zingare del continente).
Una
tradizione in cui la musica più autenticamente gitana, già
di per sè frutto della fusione di varie culture, assorbe gli
elementi ritmico-armonici del jazz americano e che è stata resa
nota in tutto il mondo dallo smisurato talento di Django Reinhardt.
Le
tendenze musicali si susseguono spesso seguendo la moda, non è
questo il caso del Jazz Manouche, nato dall\'incontro del Jazz americano
degli Anni \'30, dal Valzer Musette francese e dalla tradizione tzigana.
Tutto questo impregnato da nomadismo zingaro e dalla contaminazione
diretta delle musiche incontrate.
Questa
magica fusione è avvenuta come evoluzione personale e percorso
naturale di alcuni musicisti gitani e manouches il cui caposcuola, da
tutti riconosciuto, fu il leggendario Django Reinhardt.
Questo
grande musicista ha saputo coniugare la libertà di espressione
con la virtuosità tzigana del fraseggio, concentrando in lui
la sostanza musicale e operando una sintesi innovatrice che riassume
il passato, preparando il futuro.
Oggi,
a quasi 50 anni dalla morte di Django Reinhardt, il Jazz Manouche continua
ad esistere e ad evolversi, con sempre più persone che l\'ascoltano,
lo suonano e lo amano.
PROFILO
MANOMANOUCHE
Il
Trio acustico nasce a Torino nel 2000 dall\'incontro di musicisti di
differente estrazione, con una consolidata esperienza professionale
e con l\'intento di far conoscere ad un pubblico più vasto la
cultura e le tradizioni musicali degli zingari manouche.
Il
progetto del Trio Manomanouche è un caso molto raro nel panorama
musicale italiano di Gypsy Jazz e musica tradizionale manouche: un caso
unico, per la qualità della ricerca, dell\'arrangiamento e per
la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha per i suoi componenti.
La
proposta artistica dei Manomanouche è quindi caratterizzata da
un originale lavoro di ricerca del suono, degli strumenti e dell\'approccio
caratteristici della musica manouche, una musica basata sull\'improvvisazione
ed aperta alle contaminazioni, derivante principalmente dalla fusione
del jazz Anni \'30 di Django Reinhardt (anch\'egli manouche) e il folklore
zingaro.
LA
LORO MUSICA
Lo
spettacolo dei Manomanouche è completamente realizzato con strumenti
acustici: due chitarre tipiche del jazz manouche (*in figura) e un contrabbasso.
La musica dei Manomanouche ha un impatto immediato sul pubblico e comprende,
oltre a una scelta di arrangiamenti di brani del noto chitarrista e
compositore Django Reinhardt, (Nuages, Minor Swing, Troublant Bolero,
Anouman
) alcuni standard da lui suonati, (Honeysuckle Rose,
Limehouse Blues, Oh Lady Be Good, Clouds
) diversi valzer gypsy
e musette dei fisarmonicisti francesi Jo Privat, Gus Viseur, Tony Murena
ed alcuni pezzi legati alla tradizione e alla musica da ballo manouche.
La ricchezza del repertorio permette loro di proporsi a un pubblico
attento e sempre entusiasta.
I MANOMANOUCHE SONO:
Nunzio
Barbieri
alla Chitarra Acustica
Nunzio
Barbieri, chitarrista compositore ed arrangiatore, nasce a Telese nel
1956, intraprende giovanissimo gli studi musicali frequentando i corsi
di flauto presso il conservatorio "G. Verdi" di Torino.Dopo
aver ascoltato la chitarra di Jimi Hendrix lascia gli studi classici
per dedicarsi alla chitarra come autodidatta. Un innato talento gli
permetterà di iniziare da molto giovane come professionista e
turnista in Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra; una lunga esperienza
che gli darà una solida formazione. Nei
primi anni \'90 inizia una serie di progetti che lo vedranno attraversare
con notevole disinvoltura i generi musicali più diversi, oltre
che a partecipare a diverse importanti manifestazioni musicali (tra
esse ricordiamo "Pistoia Blues" (Pistoia), "Siena Jazz"
(Siena), "Time in Jazz" (Sassari), "Nizza Festival"
(Nizza), "JVC Jazz Festival" (Torino) etc
Nunzio
Barbieri è ormai presente sulla scena jazzistica Italiana da
diversi anni suonando in club, teatri, festival e collaborando con diversi
musicisti, spaziando dal blues al jazz tradizionale fino al free jazz
contemporaneo. Tra
le numerose collaborazioni, sia in qualità di sideman che di
leader & co-leader, segnaliamo quelle con Danilo Pala, Jino Touche,
Diego Borotti, Pino Russo, Dino Contenti, Paolo Franciscone, Marco Detto,
Enrico Tota, Arthur Miles etc
Collabora
ormai da tempo con il "Saint Paul Quintet", con cui incide
nel 1993 "Eccentrico", lavoro discografico ottimamente recensito
dalla rivista specializzata "Musica Jazz", in compagnia dei
sassofonisti Danilo Pala e Ezio Baracco, nel 2000 il loro ultimo lavoro
discografico "Nuvole". Collabora inoltre al progetto Etno-World
del "Dino Pellissero Project". Lavora ad un progetto di Acid-blues
con il gruppo "Bluestone", formazione con la quale Barbieri
ha inciso "One" nel 1997, "Freack\'s Circus" nel
1998 e "Two" nel 2000.
La
sua formazione, totalmente autodidatta, oltre che dal sopracitato Hendrix,
è stata profondamente influenzata anche dal chitarrista Django
Reinhardt.
Dall\'estate
del 2000 ha iniziato un nuovo ed interessante progetto con un il contrabbassista
Jino Touche e il chitarrista Luca Enipeo, con i quali propone un repertorio
che spazia dalla musica di Django Reinhardt a brani di musica tradizionale
manouche (Gypsy Jazz).
Barbieri
è un chitarrista eclettico, capace di unire grandi virtuosismi
a una espressività personalissima, che danno vita a performance
ad alta tensione.
Svolge
regolarmente workshop, attività didattica in privato e presso
diverse scuole tra le quali il Centro Jazz di Torino e la Scuola dei
Giovani Artisti Torinesi.
Jino
Touche
al Contrabbasso
Pierre Steeve Jino Touche nasce a Mauritius nel 1966. La sua passione
per la musica inizia molto presto. Intraprende lo studio del basso elettrico
e all\'età di 16 anni partecipando al suo primo Festival Jazz
nell\'Oceano Indiano: "Chateaux Morange" (Isola Reunion). Il
pubblico e la stampa gli attribuiscono larghi consensi sia per la sua
giovane età, sia per il suo innato talento jazzistico.
Negli
anni successivi matura diverse esperienze di musica leggera, fusion,
jazz nei festival popolari e nei grandi alberghi di Mauritius.
All\'inizio
del 1987 giunge in Europa. In Italia partecipa ad un seminario al Centro
Jazz di Torino dove conosce il gruppo con cui inizia la sua esperienza
italiana: incide un singolo e vince il secondo premio del concorso T.
Lanza di Grugliasco.
Intanto
inizia lo studio del contrabbasso al conservatorio G. Bruni di Cuneo
e diventa allievo di Furio di Castri. Abbandonato il basso elettrico,
suona Jazz nei vari club di Torino e di altre città del Nord-Italia.
Nel 1989 suona con musicisti importanti, tra cui Flavio Boltro, Antonio
e Massimo Faraò, Larry Nocella, Massimo Urbani, Riccardo Zegna,
Claudio Chiara, Riccardo Ruggeri, Enzo Zirilli e partecipa ad "Umbria
Jazz" dove vince una borsa di studio per il Berklee College of
Music di Boston.
Dal
1990 comincia una lunga collaborazione con il cantautore Paolo Conte
che ancora oggi persiste.
Con
Paolo Conte incide nel 1990 "Parole d\'amore scritte a macchina",
1992 "900", 1993 "Tourneè", 1995"Una
faccia in prestito", 1997 "The best of Paolo Conte",
1998 "Tourneé 2", 2001 "Razzmatazz".
Con
questa nuova formazione lavora in tutta Europa e in America nei teatri
più prestigiosi: "Olympia", "Champ Elysees"
(Parigi), "Barbicam Center" e "Ronnie Scott" (Londra),
"Teatro Regio" (Torino), "Sistina" (Roma), e nei
festival più importanti: "Umbria Jazz" (Perugia), "Nizza
Festival" (Nizza), "North Sea Jazz Festival" (Denhaag
Olanda), "Montreau Jazz" (Montreau), "JVC Jazz Festival"
(New York), "S.Francisco Jazz Festival" (S. Francisco), "Montreal
Jazz Festival" (Canada) etc
Nel
1995 partecipa a una mini Tourneé in Italia con il grande sassofonista
americano Bob Moover.
Dal
2000 collabora con il Trio Manomanouche, ispirato alla musica di Django
Reinhadt e alla musica tradizionale manouche (Gypsy Jazz), composto
dai chitarristi Nunzio Barbieri e Luca Enipeo. Insieme suonano in diversi
locali e festival estivi in Italia con larghi consensi del pubblico
e della critica.
Luca
Enipeo
alla Chitarra Acustica
Luca Enipeo nato a Napoli nel 1972 si avvicina alla musica all\' età
di 14 anni studiando il basso elettrico. Due anni dopo decide di dedicarsi
da autodidatta allo studio della chitarra.
Come autodidatta approfondisce lo studio dell\'armonia moderna. Da subito
collabora con diversi gruppi dell\'area Piemontese e tiene i primi concerti
a 16 anni.
Dopo
le prime esperienze rock, funky e fusion degli anni giovanili, si avvicina
al jazz negli anni \'90 grazie alla collaborazione con vari musicisti
torinesi.
Approfondisce in seguito lo studio dell\'armonia jazz presso il Centro
Jazz di Torino. Partecipa a numerosi seminari tenuti da alcuni dei maggiori
esponenti del jazz mondiale tra cui, Joe Diorio, Scott Henderson, John
Scoffield, Garrison Fewell e Bireli Lagrène.
Ultimamente
frequenta i corsi del maestro zingaro Mandino Reinhardt (uno dei più
grandi interpreti ed erede musicale di Django Reinhardt) della comunità
manouche di Strasburgo (Francia).
Nella
sua esperienza musicale ha suonato in diverse formazioni ed orchestre
da ballo italiane. Tra i gruppi e musicisti con i quali ha collaborato
ricordiamo: Napoli Big Band, Dino Pellissero Project, Max Filannino,
Dino Contenti, Roberto Puggioni, Nunzio Barbieri, Jino Touche etc...
Da
Settembre 2000 ha iniziato un progetto di Gypsy Jazz sulla musica di
Django Reinhardt e la cultura musicale manouche con il contrabbassista
Jino Touche e il chitarrista Nunzio Barbieri.