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NICK: Alino
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STO LEGGENDO
Ultimamente molte partiture, ma ho riscoperto un mio vecchio libro di fiabe e leggende...


HO VISTO
Ho visto gente invecchiare da sola
ho visto vendere davanti alla scuola
ho visto la vita una vita che inizia
buttata in un sacco come fosse immondizia
ho visto l’aria arroventata dal piombo
e terre assetate in troppe parti del mondo
non è da molto che io vivo che esisto
eppure ti giuro sono cose che ho visto
chiedo solo che
intorno a me
la gente sia più vera
questo al di là
di ogni età
ideologia o bandiera
chiedo solo che
che si faccia poi insieme
qualcosa perché
finiscano presto
le cose che ho visto
ho visto il cielo diventare pesante
coperto dall’ombra di una nube gigante
ho visto l’acqua che nessuno può bere
ho visto e mai avrei voluto vedere
spero solo che
sopra di me
la gente che comanda
sappia quel che fa
e se lo sa
almeno ci risponda
spero solo che
che la gioventù futura
non veda mai più
nemmeno in tv
le cose che ho visto
e mi domando cosa si deve fare
di certo lottare e non solo parlare
per fare finire far cessare l’orrore
mi chiedo se può bastare solo l’amore


STO ASCOLTANDO
Musica,musica e musica...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Casual,sportivo...


ORA VORREI TANTO...
Un posto dove non ci sono vecchi soli che amavano molto la moglie e tengono i nipoti in un portafoglio di foto ciancicate,dove gli uccelli tagliano l’autunno e l’aria non si rompe in uno sparo.
Dove nessuno è un’isola e l’anima non si incarta nel denaro.
Dove la paura non passa più nei nostri occhi di conigli e non c’è più da scavalcare nessun muro.
Dove i soldati tornano alle case e si accovacciano coi figli a colorare un cielo un pò più largo di futuro...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Per concorsi e varie selezioni...


OGGI IL MIO UMORE E'...
Altalenante come ogni tanto succede...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




“Talvolta un viaggio finisce e si torna a casa,a respirare calmi e ci si ritrova alle prese con la quotidianità;quella propria e quella di tutti.
Quella tua te la risolvi come meglio puoi,come ti riesce.
Ma l’altra?
Come la metti con le miserie del mondo,la fame,le tribolazioni,la violenza,le guerre,le ruberie,il cinismo,il razzismo,la sfiducia,le cose che non vanno,che non sono mai andate,che non andranno?
E che dire ancora che non sia stato detto e aggiungere la tua voce a un disperato coro senza più suono?
Oggi il cielo è pieno di rancori.
Il cielo è un vecchio pazzo con un violino in mano.
A qualcuno capita ogni tanto di essere un primo violino.
Certo il privilegio di suonare da solista,a volte,ti salva.Ti fa fare pace con la musica.
Forse un giorno anche con la vita.
Non perdiamoci di vista.
Accordiamo gli strumenti.
E dentro tutti,pure gli stonati.
E suoniamola per bene.
Per non essere suonati. ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


domenica 30 dicembre 2007
ore 02:31
(categoria: "Vita Quotidiana")


Riflessioni
Ciao a tutti...
questa volta sarò un pò nottambulo dopo un’allegra serata di karaoke...
Rientrando a casa in macchina nella solitudine silenziosa e riflessiva delle strade di notte la mia mente si è soffermata sul cd che stavo ascoltando mentre guidavo...
Si tratta di un cd che è riapparso quasi dalla polvere...era da un pò che non lo ascoltavo,eppure è un cd così denso di sentimenti ed emozioni...
E’ un cd di Marco Masini, quello di Raccontami di te...
E la mia anima è stata rapita da un brano che era da un pò che non ascoltavo più...
Un brano molto bello e al tempo stesso molto raro,perchè secondo me rientra in quella categoria così difficile di canzoni scritte quasi per immagini,per sensazioni,suggestioni,quelle delle vie del cuore...
Ve la lascio come dedica e pensierino della notte...


PARLO DI NOI

Parlo di noi, immagini senza età,
ingenui spettatori di questo ridicolo varietà.
Parlo di noi, comparse di Cinecittà,
ognuno ha i suoi debiti e paga le rate
della sua dignità.
Parlo di noi, sotto i riflettori indifferenti delle stelle,
rinchiusi in uno stadio come animali impazziti,
di un secolo di guerre,
di noi che per non vivere vere emozioni
ad ogni angolo compriamo false illusioni
e andiamo a letto per non sentire un dolore
che non vuole passare.

Parlo di noi, che ogni giorno corriamo
per raggiungere impossibili mete,
treni solitari, che mille lettere scriviamo,
sui settimanali, sulle code delle comete,
di noi che bestemmiando preghiamo,
senza riuscire mai ad essere eroi
di questa piccola storia infinita
che chiamiamo ancora vita,
parlo di noi, parlo di noi.

Di noi, che affoghiamo nell’alba di un’altra allegria,
nessuno qui si offenda, io parlo di noi,
grandi assenti di questa lotteria,
destinati a un esodo senza intervallo,
a rimpiangere un amore finito sul più bello,
noi che dai nostri padri e dai loro partiti
siamo stati traditi.

Parlo di noi, che dentro al cuore lottiamo
per non essere quello che siamo,
fragili spighe di grano sotto la falce del vento,
papaveri rossi pieni di sentimento,
di noi che in fondo all’odio ci amiamo
e siamo ormai, nostro malgrado, gli eroi
di questa piccola storia infinita
che chiamiamo ancora vita,
parlo di noi, parlo di noi.



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domenica 9 dicembre 2007
ore 11:25
(categoria: "Vita Quotidiana")


I giovani e i reality...

FONTE: Libero Magazine (http://magazine.libero.it/)

Lavorare? Mai! Casting? Sì!

"Sfaccendati, disoccupati, affamati di visibilità e con tanti sogni a misura di piccolo schermo. Così i giovani d’oggi, sempre più impegnati a fare provini per partecipare a un reality ma - protesta l’associazione artigiani - nessuno disposto a lavorare

Una generazione di sfaccendati. Aspiranti veline, fotocopie di Taricone, cantanti e ballerini come se piovesse. I giovani d’oggi fanno sogni a misura di piccolo schermo e non pensano ad altro. Il loro futuro lo vogliono glitterato, si immaginano a fare serate a pagamento nelle discoteche, a firmare autografi ai fan sottocasa, a fare comparsate in tv, a rilasciare interviste ai giornali. E non pensano ad altro. Chi se ne frega del posto fisso (che invece viene negato ai 30enni), il lavoro i ventenni di oggi manco lo cercano. Preferiscono affollare i casting per i reality show. Si presentano in migliaia, ne passano una decina e di questi 9, a trasmissione finita, finiscono nel dimenticatoio. Un bilancio agghiacciante, che però non scoraggia nessuno, a quanto pare. I provini per il "Grande Fratello", attualmente in corso, sono stati presi d’assalto in ogni zona d’Italia, così come quelli per "Amici" o "L’isola dei famosi" per la squadra dei non-vip.

E così l’Unione artigiani di Milano è scesa in piazza, per far sapere che manca forza lavoro, perché non ci sono giovani disposti a rimboccarsi le maniche e darsi da fare, sono troppo impegnati a prepararsi per i casting. I reality sono solo fabbriche di disoccupati, è questa l’accusa dell’associazione. Mentre il casting della prossima edizione del "GF" sta andando a gonfie vele, con migliaia di giovani che si presentano alle selezione, gli artigiani di Milano non trovano giovani disposti a lavorare nelle proprie imprese. E presentano uno studio da cui emerge che sono oltre 200mila i giovani che si sono presentati nel 2006 ai provini di reality show e trasmissioni televisive (oltre 30mila ai provini di "Amici", circa 25mila a quelli di "Uomini e Donne" e 190mila al "Grande Fratello", per non senza parlare della selezione dei non vip per l’Isola dei Famosi che ha mobilitato migliaia di persone di tutte le età. Il dato tiene conto del fatto che la maggior parte dei pretendenti partecipa a più
casting nel corso dell’anno).

Di questi, solo 1 su 5mila (pari allo 0,02% è riuscito a entrare in un programma. «Una cifra irrisoria per non dire una beffa - commenta Marco Accorsero, segretario generale dell’Unione artigiani della Provincia di Milano - che la dice lunga sull’onestà intellettuale di certi programmie sulla loro effettiva utilità sociale». Secondo il rapporto, chi si mette in fila per entrare nel mondo dorato dei reality è candidato a una cronica disoccupazione. La psicoterapeuta Serenella Salomoni parla «di una vera e propria manipolazione psicologica delle giovani generazioni che vengono distolte da aspirazione legittime per essere incanalate da un sistema televisivo verso illusioni false e pericolose».

Il problema per gli artigiani è talmente reale che ha una ripercussione concreta. «A causa dei valori distorti promossi da quei programmi non riusciamo a trovare forza lavoro giovane per un settore assolutamente vitale per l’economia italiana». In altre parole la domanda di sarti supera di gran lunga l’offerta e i dati sono ancora più allarmanti se si pensa alla totalità del settore artigianale: solo in Lombardia si cercano oltre 40mila nuovi dipendenti, di cui il 48,14% nel settore abbigliamento (sartoria su misura e aziende di confezioni). Il 65% della ricerca si concentra su giovani in età formativa, che non superino i 25 anni, ma questi difficilmente rispondono. «Vogliono tutti andare in televisione». Dove abbiamo sbagliato? Di chi è la colpa, della tv o dei genitori?"

Certo non è mai bene generalizzare e di fare tutta un’erba un fascio,però penso che questo articolo possa comunque dare una rappresentazione abbastanza realistica di parte dei giovani,soprattutto dei giovanissimi su cui i media abbiano un’influenza più "condizionante" del lecito,molto più magari di quando magari ero più giovane io...
Sarebbe interessante capire ed indagare il motivo o i motivi di tutto questo...
Può essere solo la prospettiva di facili e lauti guadagni?





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venerdì 30 novembre 2007
ore 22:03
(categoria: "Vita Quotidiana")


Rieccomi...
Ciao a tutti...
Rieccomi sul mio caro blog dopo qualche mese di assenza non voluta...
Me ne scuso con tutti...
Questi sono giorni un pò pieni tra colloqui di lavoro in attesa e studio per concorsi,uff...
Vi ringrazio per la pazienza dimostrata...
E a prestissimo...


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domenica 26 agosto 2007
ore 20:13
(categoria: "Musica e Canzoni")


Claudio Baglioni in concerto a Malta

FONTE: LA STAMPA






Il Divo Claudio: la musica deve

aiutare l’integrazione tra culture

MARINELLA VENEGONI


Festa di musiche cugine, nella notte al Porto della Valletta, incuriosito da un concerto non canonico, che ha fatto correre 30 mila persone da tutta Malta. Un concerto durato ben oltre la mezzanotte, su un grande palco su cui s’affacciavano pure migliaia di barche: quel diavolo d’un Baglioni ha salutato e cantato in maltese, e ha dato spazio alle band locali. L’aria ha poi tremato per Questo piccolo grande amore, ed è stato tutto un fiorire di duetti: Baglioni/Cocciante (E tu come stai), Cocciante/Morandi (Celeste Nostalgia), Morandi/Baglioni (Un mondo d’amore); nel finale, in trio, la provvisoria e pregiata ditta intona Volare.



Non è proprio come la diplomazia del ping-pong di cinese memoria, ma siamo lì. Prendi un musicista di successo come Baglioni, lo sbatti a cantare qui a Malta, in questa sorta di triangolo delle Bermude del Mediterraneo dove Libia, Italia e la stessa Malta controllano con esiti incerti acque percorse dalle barche di disperati alla ricerca di una vita umana e di un pezzo di pane, e all’improvviso le tensioni politiche si smorzano. Si finge per quieto vivere di non ricordare che il 27 maggio scorso, 27 persone appese per giorni alle gabbie degli allevamenti dei tonni nelle acque fra Malta e Libia, furono alla fine salvate dalla Marina Militare Italiana, perché altri si erano tirati indietro.



Son cose che lasciano il segno. E magari non accadranno più solo perché è arrivata la musica e tutti all’improvviso si sentono più buoni: al tavolo che annunciava il concerto, con Gianni Morandi e Riccardo Cocciante venuti a dar man forte al collega, c’erano il ministro maltese della Cultura, e soprattutto Tonio Borg ministro della Giustizia e degli Interni, che si affanna a dire: «Noi finora abbiamo salvato 8 mila persone. Il peso dell’accoglimento deve essere diviso fra tutta l’Europa e non solo fra noi che siamo nel Mediterraneo». Annuisce energicamente Clemente Mastella, uno dei tipi più italiani di Montecitorio: fra un invito a Cocciante a tenere un concerto benefico a Ceppaloni, una intenzione positiva di asilo per la lesbica iraniana respinta da Londra, e una energica difesa della tesi di Borg, il messaggio (in qualche modo) passa.



Potere della musica, del glamour, dei volti noti della nostra canzone che anche qui alle porte della Sicilia - in quest’isola che guida a sinistra ed è una versione più grande e pettinata della vicina Lampedusa, con cui condivide i drammi di cui sopra - hanno grande richiamo e successo. Baglioni poi è un tipo poco ideologico e piuttosto pragmatico, non da proclami, uno che con Mastella si capisce al volo, e non a caso il Ministro è qui con lui: a Malta, il Divo Claudio ci è venuto per volontà propria, sulle ali di un sogno che da cinque anni si alimenta al Festival O’Scià di Lampedusa, di metter insieme cantanti e politiche europee dell’immigrazione in nome della solidarietà umana. Ci sarà ambizione, ci sarà un pizzico di utopia e pure (dice lui) il desiderio di restituire qualcosa di quel tanto che la vita gli ha dato, ma insomma la faccenda marcia, e a novembre «O’ Scià» si dovrebbe trasferire pure in Libia, dopo un avvicinamento morbido che dura da mesi, ad opera della compagna dell’artista, Rossella Barattolo, presidente della Fondazione che dà vita al Festival, che si è ritagliata un ruolo da Cécile quando di Cécile Sarkozy nemmeno si sapeva. Per l’anno prossimo, promette Claudio: «contiamo di andare alle Canarie», magari a far diventare più buoni pure gli spagnoli.



Particolare divertente. Qui ieri sera la kermesse si è intitolata «Ciao’Scià» perché «O’Scià», che in lampedusano significa mio respiro, in maltese rappresenta invece l’organo sessuale femminile, e non pareva il caso di creare confusione e ilarità. Il Divo Claudio è riuscito comunque a tirar dentro la causa della «grande musica italiana per l’integrazione tra le culture del Mediterraneo» ministeri italiani e maltesi e l’intera UE. In attesa della futura edizione del Festival lampedusano, a fine mese, ha messo su ieri un programmino concui s’è fatta notte, tutto rigorosamente italo-maltese. Presentatori il nostro Fabrizio Frizzi e la locale Luise Tedesco, cantanti le glorie isolane Ivan Filletti, Winter Moods e Ira Losco. Ma le attenzioni sono tutte sul trio italiano. Baglioni rivela di aver inciso un duetto con Morandi per il prossimo cofanetto di Gianni: che si dice molto sensibile al problema della convivenza razziale e religiosa, ma poi scappa dal figlio Pietro quando gli si chiede cosa pensi del PD. Cocciante ricorda che si è ritirato dalle scene per scrivere opere, e però è venuto volentieri qui: «E’ bello perché si improvvisa, in un momento in cui tutto è meccanizzato e sterile».



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venerdì 24 agosto 2007
ore 00:39
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mancano i diritti civili...

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948.
Tuttavia a quasi 60 anni dall’enunciazione formale di tale dichiarazione, assistiamo ogni giorno che si tratta di mera previsione formale e non ancora ugualmente ed universalmente sostanziale in molte parti del mondo.
Ne è un esempio l’Iran.
E’ notizia di questa mattina sul quotidiano on-line del portale di Libero Infostrada (http://libero.it) che un ragazzo di 25 anni è stato frustato a sangue dalla polizia per le strade di Qazvin, 144 chilometri a ovest di Teheran e la drammatica sequenza fotografica è finita sulle pagine del britannico Daily Mail. Accusato di abuso di alcool e di aver fatto sesso fuori dal matrimonio, contravvenendo così alle severe leggi morali iraniane, il venticinquenne Saeed Ghanbari è stato condannato a 80 pubbliche frustate da una tribunale religioso e la sentenza è stata eseguita da due ufficiali che coperti da un passamontagna, hanno colpito il giovane 40 volte per ciascuno, sferrando le micidiali scudisciate con una canna rigida che ha trasformato la schiena e le spalle del prigioniero in una poltiglia sanguinolenta.
Per impedire che fuggisse o si muovesse, Ghanbari è stato fatto adagiare a pancia in giù su una panchina di metallo, mentre un poliziotto gli teneva bloccate le gambe e un altro le braccia. Il raccapricciante spettacolo è andato in scena davanti a oltre mille persone, che si sono assiepate sulla piazza per assistere alla pubblica umiliazione del giovane Saeed. Molti hanno scattato fotografie con i telefoni cellulari e c’è persino chi è salito sui lampioni e sui semafori per non perdere neanche uno dei colpi sferrati dal boia in passamontagna, mentre altri agenti armati controllavano la regolare esecuzione della sentenza.
Sebbene il ricorso alle frustate sia di routine nelle carceri iraniane, soprattutto nei casi di comportamenti giudicati moralmente riprovevoli, la fustigazione sulla pubblica via è, invece, un fatto abbastanza raro, anche se le associazioni per i diritti umani hanno denunciato come negli ultimi mesi in Iran si sia assistito ad un incremento vertiginoso di tali condanne. Stando a un rapporto di Amnesty International, che si è detta molto preoccupata per le continue violazioni dei diritti umani nel paese islamico, dall’inizio dell’anno sarebbero state ben 120 le persone vittime della fustigazione. Fra queste, anche una donna accusata di aver indotto alla prostituzione una bimba di 8 anni e condannata a 99 frustate e un uomo colpito a sangue perché gli era stata trovata una copia della Bibbia in macchina.

Se questa è la cultura pacifista e moderata dell’Islam complimenti...





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giovedì 9 agosto 2007
ore 23:28
(categoria: "Sport")


Diego Armando Maradona


Il più grande genio mondiale prodotto dal mondo del calcio...




http://it.youtube.com/watch?v=ZlE1TGLTpsk




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mercoledì 8 agosto 2007
ore 18:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


Valentino Rossi evade il fisco, che schifo...



FONTE: ANSA (www.ansa.it)

ROMA - L’Agenzia delle Entrate ha inviato al campione di motociclismo Valentino Rossi, secondo quanto si apprende, un accertamento contestando l’evasione di circa 60 milioni di euro. Secondo indiscrezioni, l’evasione fiscale contestata a Valentino Rossi riguarda la sua decisione di trasferire la sua residenza in Gran Bretagna nel 2000 e del particolare status fiscale che aveva. Una situazione che, sempre secondo indiscrezioni, gli avrebbe permesso di dichiarare al fisco solo i redditi prodotti in Gran Bretagna. Visto l’importo elevato dell’accertamento è possibile che scatti anche una denuncia alla magistratura.

Secondo gli accertamenti condotti dal Comitato analisi e ricerca della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate delle Marche, la presunta evasione milionaria di Rossi (che risiede in Gran Bretagna dal 2000) fa riferimento agli anni 2000-2004. Dall’aprile del 2000, il campione avrebbe presentato dichiarazioni tributarie in Gran Bretagna, per cifre irrisorie, attestando di essere residente, ma non domiciliato, in Inghilterra.

In questo modo, ha potuto avvalersi del regime dei residenti non domiciliati, che permette ai contribuenti di dichiarare soltanto i redditi prodotti in Inghilterra, nel caso di Rossi minimi. Mentre in Italia, nei cinque anni presi in esame, il pilota avrebbe continuato a dichiarare soltanto i redditi da fabbricati. Dalla tassazione sarebbero perciò rimaste fuori le sponsorizzazioni, i cui contratti sarebbero intestati, secondo l’Agenzia, a società estere. Anche se, stando agli ispettori del fisco Valentino Rossi avrebbe sempre mantenuto in Italia la sede principale dei suoi affari, e i propri interessi economici, oltre a un "solido legame di natura sociale e familiare".

IL PADRE: "NON SO NIENTE"
"Non so niente, un mio amico mi ha letto qualcosa poco fa, da un sito web, ma io di questa storia non so nulla, e non so neppure dove sia Valentino". Come sempre, Graziano Rossi, padre del campione di motociclismo, tutela a 360 gradi l’immagine e la privacy del figlio, anche in relazione alla presunta evasione fiscale da 60 milioni di euro, per la quale la Agenzia delle Entrate, ufficio di Pesaro, ha notificato al pilota il 3 agosto, a Tavullia, un avviso di accertamento. L’Agenzia delle Entrate delle Marche, da cui Pesaro dipende, si è limitata a confermare la notizia, rinviando all’Ufficio comunicazioni istituzionali di Roma per ogni ulteriore informazione.


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giovedì 26 luglio 2007
ore 12:29
(categoria: "Vita Quotidiana")


Paolo Borsellino - Per non dimenticare





Il 19 luglio 1992, con la strage di via D’Amelio muore Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.
Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista Micromega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.

Ecco il link:
http://it.youtube.com/watch?v=emY4SyyM6K8


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giovedì 19 luglio 2007
ore 20:11
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ricordando Paolo e Giovanni...
Le vuote parole dette e scritte in questi 15 anni hanno forse rappresentato un insulto alla vostra memoria e alla vostra opera, ma io continuo a pensare e convincermi del vostro precetto, che la mafia non è invincibile e come tutti i fatti umani prima o poi finirà e quello e solo quello sarà il giorno più bello per tutti noi e solo allora riceverete lassù da dove ci osservate, giusto riconoscimento per il vostro sacrificio vitale...
Grazie Paolo e Giovanni...



«La lotta alla mafia dev’essere un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità»


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domenica 8 luglio 2007
ore 00:08
(categoria: "Sport")


Attenzione ai possibili inconvenienti della Parigi-Dakar





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