
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, January 16, 2008 - ore 21:01
Giornatismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Volete sapere la scenetta di ieri? La racconto perché credo riassuma alla perfezione il mio stato attuale in questo periodo nero. Non dormo da settimane, mangio cose che non permetterebbero a nessun essere umano di dimagrire nonostante i buoni propositi per l’anno nuovo, sto prendendo impegni a tutto spiano e mi riempio giornate già piene, mia madre sta per entrare in menopausa e mi sta esaurendo con discorsi disgraziati e patetici, non ho quasi approfittato dei saldi se non fosse per ricomprare il piumino che mi ero venduta, studio pochissimo perché lavoro tutti i giorni, vedo mio moroso meno di quanto vedo il mio dentista e non riesco a leggere perché la sera cado nel letto priva di sensi. E mi sveglio la mattina seguente più stanca di quando mi ci sono adagiata. Sono esaurita.

Nella foto: Marvin, il robot depresso.Insomma, la scenetta: ve la dovete immaginare, con un po’ di fantasia non è difficile. La Silvia che sale su un
autobus dal quale è scesa pochi minuti prima, il quale sta per ripercorrere a ritroso la tratta che aveva fatto precedentemente, ma in direzione inversa.
Eh sì, perché la nostra eroina, in un lampo di
creatività giornalistica, si era messa a scrivere l’incipit dei prossimi articoli sul blocchetto da scrittrice mentre tornava a casa servendosi dei meravigliosi mezzi pubblici, appoggiando provvisoriamente la cartellina con gli appunti e i fascicoli della conferenza stampa, con i dati numerici degli afflussi ai musei cittadini, con le nuove ordinanze comunali. E dimenticando la suddetta
cartellina sul suddetto autobus. Sprofondando in una buona mezz’ora di crisi parasuicida. Ho sudato tanto che non credevo fosse possibile alle mie ghiandole.
Fortunatamente nessuno si era pensato di portare via la cartellina, o di gettarla via da qualche parte, e quando la nostra eroina (che sono sempre io) si è ripresentata allo stesso autista che tornava verso il centro, dicendo
“ho dimenticato una cosa”, e bloccando la corsa e i suoi passeggeri per quaranta secondi di delirio sudaticcio, si è sentita piccola così, ma proprio piccola.
Grazie Silvia, regali sempre momenti meravigliosi. Soprattutto all’autista, che avrà un aneddoto carino per le prossime cene coi parenti.
Ah, la cartellina conteneva anche la copia del
giornale di ieri, il primo con un articolo lasciato completamente integro dall’integerrimo capo della cara vecchia Silvia: il
primo articolo vero, scritto come si deve, pubblicato e non ritoccato. E stavo per dimenticarlo su un autobus.
Lassù qualcuno ieri mi amava.
Oggi però gli è già passata.
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