
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, January 18, 2008 - ore 14:38
Bloggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono due principi imprescindibili che regolano le basi del mio essere e del mio vivere sociale. Il primo è quello di
non creare problemi agli altri e soprattutto non crearne di nuovi a me, alimentando polemiche che possano turbare la mia quiete mentale. L’altro è quello di
rifuggire le responsabilità ove fosse possibile. Da ciò si può facilmente capire come mai io non parli mai di attualità e non tiri mai in ballo sul mio blog persone realmente esistenti, a meno che io non abbia l’assoluta certezza che queste persone non leggano e mai leggeranno il suddetto blog.
Ma ora ho deciso di uscire dal mio limbo protetto perché vorrei dare una pacca sulla spalla
Momo, visto che anch’io, quando penso a Spritz.it, mi rendo conto che provo sentimenti fra il medio e il negativo per un sacco di persone. Tutto sommato, però, sono persone (non personaggi) dei quali non potrei fare a meno. Ho già ampiamente trattato questo argomento ricevendo i più soddisfacenti apprezzamenti e calorosi ringraziamenti, solo che adesso posso integrare con la maturità di una donna cresciuta, nel corpo e nello spirito.
L’assunto fondamentale della mia tesi è questo:
solo perché leggo il tuo blog, non significa che il tuo blog mi piaccia.
Lo leggo perché nel male mi fa stare bene, quindi non perché mi piace, ma proprio perché mi fa schifo.
Ho provato a sintetizzare e a classificare, ma ho perso la pazienza molto presto: non riesco a dedicare al sito il tempo che molti invece hanno da perdere. Ho tentato quindi di giungere a conclusioni semplici, e questo è quanto ho raccolto dai 5 minuti che ho sottratto al mio pomeriggio di vita reale.
Si nota a primo impatto come le percentuali siano molto simili, ma presentano peculiarità decisamente contrastanti. Il 55% dei blog che seguo mi da sempre la sensazione di avere qualcosa da dirmi e li leggo con piacere e attenzione, mentre l’altro 45% dei blog che seguo (vi assicuro che non sto ad aggiornare la mia lista dei blog a lato con l’estro sporadico che mi permette di scoprire i veri talenti) beh, questo 45% rappresenta quella che io considero la mia grande creazione, la mia verità assoluta, la teoria che mi renderà celebre in eterno e per la quale verrò sempre riconosciuta uno dei geni del nostro tempo:
la teoria dello schifo. Il fatto è che uno che si trova quotidianamente un buon numero di visite al blog, e pensa di avere uno stuolo di ammiratori segreti, o al limite che ci sia una segreta setta di curiosoni che si fanno i fattacci suoi, si dimostra a dir poco arrogantello. Invece no, non sono curiosa. Mi diverto a vedere in cosa, quanto e come riesci a peggiorare la tua situazione.
Io capisco che i tuoi amici magari non ti rispondono ai messaggi, e allora piazzi tutti i cazzi tuoi su un blog onestamente troppo curato per quel che vale, ma pensa che c’è gente che sta peggio. Forse non riesci a trovare qualcuno che ti ascolti abbastanza a lungo per tollerare tutti i tuoi monologhi paranoici, è quello? C’è sempre gente che sta peggio. L’amore della tua vita non è al tuo fianco per respirare all’unisono con i tuoi gemiti di passione? Comunque qualcuno sta peggio. Forse non trovi un modo migliore per esprimere a chi e ciò che sta fuori dalla tua stanza quello che stai producendo mentalmente? Pensa che c’è qualcuno che sta peggio.
E che non rompe i coglioni. La tua vita è tua, non hai bisogno di approvazione per ogni dentifricio alla menta che compri. Non è necessario che tu chieda solidarietà ogni volta che perdi una forcina per i capelli. Non ti è stato prescritto dal medico di lamentarti di ogni pellicina che si stacca dalle estremità delle tue dita. Puoi farne a meno, te lo dico io. A volte le persone usano il blog per comunicare al mondo, per trasmettere qualcosa, per essere ricordati; a volte lo usano per deprimersi sempre di più, e sprofondare in un abisso di autocommiserazione. È un peccato vedere tanto spazio in rete occupato per tante simili porcherie.
Ovviamente questa persona non può ammettere di aver capito che si tratta di lei, altrimenti sarebbe costretta ad ammettere di essere arrivata a tale conclusione per ammissione di colpa. Se io dico che c’è qualcuno che mi sta terribilmente sulle scatole perché spara cazzi suoi com’è giusto che sia, ma nel modo più patetico e irritante dell’universo, se tu poi ti arrabbi con me e cerchi di difenderti, automaticamente ti poni nella situazione dell’accusato. Eh. È tutto facilissimo.
E qualsiasi cosa succeda vinco io. E’ logica pura, è quasi booleano.
E se io arrivo a citare la logica booleana, c’è davvero del marcio in Danimarca.
Ma vi prego, non smettete. Voi, bloggers che non sapete che sto parlando di voi. Non smettete. Dopotutto ho vitale bisogno della mia dose quotidiana.
Locandina di uno spettacolo teatrale a NY
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