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Friday, January 18, 2008 - ore 16:38


il maialino e il pepe
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alice per un po’ si mise a guardare la casa, e non sapeva che fare, quando ecco un valletto in livrea uscire di corsa dalla foresta (lo prese per un valletto perche` era in livrea, altrimenti dal viso lo avrebbe creduto un pesce) e picchiare energicamente all’uscio con le nocche delle dita. La porta fu aperta da un altro valletto in livrea, con una faccia rotonda e gli occhi grossi, come un ranocchio; ed Alice osservo` che entrambi portavano delle parrucche di riccioli incipriati. Le venne la curiosita` di sapere di che si trattasse, e usci` cautamente dal cantuccio della foresta, e si mise ad origliare.
I valletti
Il pesce valletto cavo` di sotto il braccio una lettera grande quasi quanto lui, e la presento` all’altro, dicendo solennemente:"Per la Duchessa. Un invito della Regina per giocare una partita di croquet." Il ranocchio valletto rispose nello stesso tono di voce, ma cambiando l’ordine delle parole:"Dalla Regina. Un invito per la Duchessa per giocare una partita di croquet."
Cosi` dicendo si fecero una riverenza talmente profonda che le due parrucche si ingarbugliarono.
Alice scoppio` in una gran risata, e si rifugio` nel bosco per non farsi sentire, e quando torno` il pesce valletto se n’era andato, e l’altro s’era seduto sulla soglia dell’uscio, fissando stupidamente il cielo.
Alice si avvicino` timidamente alla porta e busso`.
"Non val la pena che tu bussi - disse il domestico - e cio` per due motivi: primo, perche` io sto dalla stessa parte della porta dove stai tu; secondo, perche` qua dentro fanno un baccano tale che nessuno ti puo` sentire". E, infatti, si udiva urlare e starnutire insieme e, ogni tanto, un rumore di cocci sul pavimento.
"Ma allora scusi, come posso entrare in casa io?" chiese Alice.
"Il tuo bussare avrebbe un significato - continuo` il valletto senza badarle - se la porta fosse fra noi due. Per esempio se tu fossi dentro, e picchiassi, io potrei farti uscire, capisci..." E parlando continuava a guardare il cielo, il che ad Alice parve proprio un atto da maleducato. "Ma forse non puo` farne a meno - disse fra se` - ha gli occhi quasi sull’orlo della fronte! Potrebbe pero` rispondere a qualche domanda...Insomma come devo fare per entrare?" disse Alice ad alta voce.
"Io rimarro` qui fino a domani" fu la risposta del valletto.
In quell’istante la porta si apri`, e un gran piatto, lanciato dall’interno, volo` verso la testa del valletto, gli sfioro` il naso e si ruppe in cento pezzi contro un albero.
"...o forse fino a dopodomani" continuo` il valletto come se nulla fosse accaduto.
Per la terza volta Alice chiese:"Come faccio ad entrare in casa?"
"Prima di tutto bisogna sapere se tu debba veramente entrare in casa..." disse allora il valletto.
Aveva ragione ma ad Alice diedero fastidio quelle parole:"E’ spaventoso - mormoro` fra se` - il modo con cui discutono queste bestie. C’e` da impazzire!"
Il valletto allora colse l’occasione per ripetere l’osservazione con qualche variante: " Io me ne staro` seduto qui per giorni e giorni."
"Ma io che devo fare?" domando` Alice.
"Quel che ti pare e piace" rispose il valletto, e si mise a fischiare.
"E’ inutile discutere con lui! - disse Alice disperata - E’ un perfetto imbecille!". Cosi` dicendo apri` la porta ed entro`.
La porta conduceva direttamente in una vasta cucina, da un capo all’altro invasa di fumo. La Duchessa sedeva su uno sgabello a tre piedi, e teneva un bambino in braccio; la cuoca era di fronte al fornello, e stava rimestando in un calderone che pareva pieno di minestra.
"In quella minestra ci deve essere troppo pepe" disse Alice fra se` con un fragoroso starnuto.
Effettivamente c’era troppo pepe nella aria. Anche la Duchessa starnutiva qualche volta; e quanto al bambino non faceva altro che starnutire e strillare senza un istante di riposo. I soli due esseri che non starnutivano nella cucina, erano la cuoca e un grosso gatto, che se ne stava accoccolato sul focolare, ghignando con tutta la bocca, da un orecchio all’ altro.
"Per piacere - domando` Alice un po’ timidamente, perche` non era certa che spettasse a lei cominciare a parlare - perche` il suo gatto ghigna cosi`?"
"E’ un Ghignagatto - rispose la Duchessa - ecco perche`. Maialino!"
Ella pronuncio` l’ultima parola con tanta energia, che Alice fece un balzo; ma subito comprese che quel titolo era riferito al bambino e non a lei.
Cosi` si riprese e continuo`:"Non sapevo che i gatti ghignassero a quel modo: anzi non sapevo neppure che i gatti potessero ghignare."
"Tutti possono ghignare - rispose la Duchessa - e la maggior parte ghigna."
"Non ne conosco nessuno che sappia farlo" replico` Alice con molto rispetto, e contenta finalmente di conversare.
"Tu non sai tante cose! - disse la Duchessa - Si capisce."



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