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kimpu, 20 anni
spritzina di Padova
CHE FACCIO? iuav, arti visive e dello spettacolo
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STO LEGGENDO



HO VISTO

Me stessa cambiare.

Andy Warhol correre fuori dalla finestra dell’aula.

Io e la sore in giro per il mondo.

Occhi sbarluccicosi e trasognanti (i miei? i tuoi? tutti e quattro? )

Alcune idee trasformarsi in concretezza, altre bramare di diventarlo.

STO ASCOLTANDO

il flusso di pensieri del mio cervello...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

a seconda dell’ispirazione!

ORA VORREI TANTO...

Capire sapere conoscere,
Essere a mille miglia da qui.

Comprendere il senso, la via, la ragion d’essere della mia artisticità, come esplicitarla. Forse dovrei scrivere un libro...

Non aspettare.

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

non oso darne definizioni x la sua infima e momentanea mutevolezza

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) pensare di non essere all'altezza delle persone che tieni in considerazione
2) Essere giudicato dalla gente

MERAVIGLIE


1) rendersi conto di non essere un puntino insignificante del sistema; ma che siamo fondamentali per le persone che per noi contano veramente.

2) rimanere bambini nel cuore! sapersi stupire, avere un sorriso luminoso e due occhi cha parlano di tenerezza!
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
4) guardare una tela bianca..e riempirla di ciò ke si è in quel momento, sentimento, passione, rabbia, qualsiasi cosa attraverso il colore..e riconoscersi in questa..
5) Mirare l'ignoto da un rupe...il vento che accarezza i capelli...le stelle che osservano..i brividi che attraversano il corpo.
6) guardare fuori dal finestrino e accorgersi di quanta bellezza c'è nel mondo
7) ..la musica..quando l'ascolti o la suoni e sei parte di essa..ti scorre nelle vene e senti i brividi lungo la schiena..



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Monday, January 21, 2008 - ore 21:05


Caro Babbo. Capirai mai?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sembravi alto altissimo quando ero piccolino
eri il mio gigante buono che giocava a nascondino
mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare
felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un po’ paura
ma eri il mio cavallo docile e il tappeto la pianura
e scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce era dolcissimo
lo ricordo e te lo dico
eri il mio più grande eroe
eri il primo vero amico
Sei però rimpicciolito i primi anni della scuola
tornavi tardi a casa e la mamma sempre sola
mi svegliavo d’improvviso e vi sentivo ancora urlare
eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente irraggiungibile
io ti odiavo e te lo dico
eri in sogno l’uomo nero
eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene
ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
e ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino
come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo
piango mentre te lo dico
cosa aspetti ad arrivare
babbo se mi sei amico
Era dolce era dolcissimo
l’ho capito e te lo scrivo
quante volte io dovrò morire
per sentirmi ancora vivo?
(Marco Masini)




Tanto non ascolti, non leggi tra le righe, ma nemmeno ciò che è chiaro, semplice. Non guardi. Grazie per le sparate a zero, mi hanno rinforzata dopo avermi atterrita. Questi sono tra i pochi anticorpi buoni che ho.
Capisci, torna com’eri. Chi sei ora? Basta una frase, due parole: solo noi.
Mi manchi cazzo, mi manchi. Ma mi manca il mio papà, non il surrogato che ne è rimasto.
Torna com’eri.

Scrivo qui, e so che scrivo per l’ennesima volta a me.


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