Ad annusare l’aria che s’annida in questi giorni tra er Cupolone e il Colosseo è tutto meno che il bel tempo quello che si staglia all’orizzonte! Un governo che sta cadendo (ma Prodi tranquillizza dicendo che se lo sentiva, come se ciò facesse da attenuante), una Chiesa “imbavagliata” (almeno la si vorrebbe tale), del nervosismo carpibile negli sguardi della gente. O elegantemente nascosto sotto un’apparente compostezza! Contemplo questo mio mondo triste ed echeggiano le parole di Blaise Pascal riguardo la morte: “Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, hanno deciso, per rendersi felici, di non pensarci”. Incapaci di vivere la storia, han deciso di non pensarci!
Con un antidoto: il
Grande Fratello, prototipo del palliativo post-moderno prescritto come ricetta alla fatica del vivere. Il mondo chiede mani pronte a sporcarsi, menti disposte a tessere trame di speranza, cuori aperti alla trascendenza…l’uomo si nasconde ubriacandosi di mediocrità. Incredibile i non sense di cui è capace: paladino di una privacy portata agli estremi, accetta con un gesto masochistico d’essere “braccato” da una tempesta di microchip, telecamere, occhi indiscreti. Che nostalgia degli occhi di Dio: almeno quelli non molestano la libertà umana!
Alessia Marcuzzi, che ruba le frasi alla Nutella per scrollare le famiglie stile “Mulino Bianco”, esordisce:
"Buonasera, ma come si fa a stare un anno senza Grande Fratello?" Semplice: basterebbe appassionarsi alla storia.
Non tradirla occultandosi in una bidonville tecnologica!