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Wednesday, January 23, 2008 - ore 22:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
questo è stile.

Era di nuovo mattina. La luce dei due soli del sistema di Sirio, filtrata attraverso le tende, andò ad illuminare il volto di B.Dio, svegliandolo. Con enorme fatica si scostò le coperte e si mise a sedere sul letto. Stette immobile per un paio di minuti, nel silenzio, fissando con gli occhi assenti una macchia sulla parete bianca, finchè gli venne da pisciare. Si tirò su per cercare un bagno, ma appena in piedi vide la stanza roteare su se stessa, barcollò e cadde rovinosamente sbattendo la coda contro il comodino e spaccando una lampada. Lì, steso sulla moquette fra i cocci di vetro, girò la testa di novanta gradi e vomitò anche l’anima. Tentò di rialzarsi per trovare quel fottuto bagno, ma non ne era capace: i muscoli non rispondevano, e così, accettando lo stato delle cose, decise volontariamente di pisciarsi addosso. “Tanto prima o poi quel cazzo di bagno lo trovo, e mi faccio pure una doccia.” pensò prima di riaddormentarsi lì, in mezzo a quella pozzanghera di piscio e sbocco.
Dio era reduce da una lunga catena di sbornie e si era risvegliato chissà dove. L’ultima cosa che ricordava era che, dopo una dozzina di bicchieri di Trojka, si era messo a tirare sul prezzo con una mignotta, una splendida oriunda di Antares. Quelle di Antares erano famose per la loro estrema abilità nel sesso orale; peraltro il fatto che avessero due bocche permetteva loro di fare i pompini cantando, il che era uno skill mica da poco per i Siriani, popolo da sempre sensibile alle buone arti. “Merda, sicuro sto a casa della troia” pensò Dio appena riprese i sensi. “Devo andare via da qui, subito!” al che si alzò dalla latrina in cui era immerso, raccolse le sue poche cose e lasciò quella casa imprecando contro se stesso.
Boia era uno studente di scienze naturali, dalla carriera accademica piuttosto discontinua. In realtà delle scienze naturali non gliene fregava un cazzo, aveva scelto quella facoltà solo perché aveva saputo in giro che non c’era da sbattersi poi tanto. Era ormai fuori corso da parecchio, ma tra una cosa e l’altra era arrivato a un solo esame dalla laurea: esobiologia. L’esame prevedeva che ogni studente scegliesse un pianeta avente delle buone caratteristiche primarie, e vi impiantasse le basi per lo sviluppo di vita organica. Dio aveva scelto il terzo pianeta orbitante attorno a una nana gialla, distante poco più di otto anni luce.
Tornato a casa, si fece una doccia per eliminare la residua puzza di piscio e sbocco, e sotto l’acqua decise che in giornata si sarebbe fatto sti otto anni luce fino a sto pianeta per fare sta prova d’esame, che ormai mancava meno di una settimana alla fine del corso, ziocane. Viaggiò con la nave che il padre gli aveva regalato per il diploma, una gran bella nave che pareva un’enorme teiera bianca. Durante il tragitto sboccò altre due volte, sia per l’alta velocità del mezzo che per l’alcool che ancora aveva abbondante in corpo. Finalmente arrivò e vide che il pianeta era messo maluccio: era poco più che una palla di fuoco, continuamente sconquassata da terremoti, bombardata senza sosta da meteoriti e comete. Applicata l’attrezzatura concessa in uso dall’università al deflettore della sua nave, Dio fece convergere sul pianeta un fascio di terloseptioni, che era necessario per raffreddare il globo. “Merda, ma io questa roba dell’uni me la rivendo, sai quanto ci faccio” pensò. Poi, con un’onda verter produsse l’atmosfera, condizione base per il prosieguo del lavoro, e per proteggere il pianeta da quei cazzo di meteore e asteroidi. Si creò del vapore acqueo che, condensandosi, originò gli oceani. Con l’immissione di ossigeno nell’atmosfera superiore, Dio costituì lo strato di ozono, necessario per schermare il pianeta dalle radiazioni ultraviolette. A quel punto diede inizio alla Reazione Alfa con un impulso di protobiòni. Ora toccava aspettare un bel po’ per l’aggregazione dei primi mattoni della vita. A cosa avvenuta Dio avrebbe dovuto prelevare dei campioni biologici e portarli all’università alla fine del corso, per farli analizzare dalla commissione d’esame. Prima di tornare al sistema di Sirio con i campioni si doveva pero’ distruggere ogni traccia di vita sul pianeta e riportarlo al suo stato originale.
Purtroppo ciò non avvenne mai, poiché egli, per ingannare il tempo durante la Reazione Alfa, si fece una sega ripensando alla bella oriunda di Antares, e all’apice del piacere ebbe un infarto e morì. L’enorme teiera, alla deriva, fu attirata tempo dopo dal campo gravitazionale della nana gialla e precipitò sulla sua superficie, dissolvendosi. Nessuno su Sirio seppe mai che fino aveva fatto quello studente. La vita sulla Terra, nata con la Reazione Alfa, ebbe modo di evolversi.
Io credo in questo perché me lo ha detto mio cugino più grande che lo ha letto su un libro, quindi voi dovete rispettarmi e dovete rispettare quello in cui credo.
Rispettate la teiera
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