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![]() GreatFang, 29 anni spritzino di Mestre CHE FACCIO? cazzeggio,sbevacchio e rockeggio :D Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Thursday, January 24, 2008 - ore 09:45 CI TROVIAMO PER UNO SPRITZ? Come al solito faccio quel che posso nella quotidiana bolgia infernale della tangenziale. Traffig Jam, così chiamano gli ingorghi gli inglesi: "marmellata di traffico" o almeno così piace tradurlo a me. Trovo che renda molto bene l’idea. Naturalmente quando si tratta di bere un "aperitivo" con la Vecia e combriccola, spritz sta per "birra media a stomaco vuoto"...e fin qui niente di che, se non fosse che dopo un litro (stomaco ancora rigorosamente vuoto) il tiro della conversazione si sposta su argomenti che il buon senso, ormai annegato nel luppolo, consiglierebbe di trattare a bassa voce. Come al solito la Vecia dà spettacolo e ricorda che prima di ogni esame il rito apotropaico richiede una stecca colossale...prevedo quindi a breve una tronca mica male. Salvato dalla sempre operativissima ed efficientissima V ("V Train Service"..il migliore), barcollo verso la stazione un po’ infelice per non aver potuto protrarre oltre la serata. Nel mio fegato gli omini di "Siamo Fatti Così" interrompono la processione e come da accordi, costruiscono una cattedrale tipo "La Salute - P.G.R.". Molta gente detesta le stazioni ferroviarie. Come dargli torto ? Sono sporche, mal frequentate e spesso piuttosto disastrate. Eppure a me piacciono. Mi piacciono perché sono un microcosmo assurdo e variegato, un campionario di umanità, discutibile forse, eppure reale,non filtrato. Sulla stessa banchina signore impellicciate dall’aria snob e punkabestia si tengono distanti, si guardano di sfuggita in tralice. Professori e studenti, pendolari di ogni tipo, morosi e gente sola, chiusa in un cappotto a tenere lontano il mondo che non entra più. Italiani e stranieri. Stranieri in patria. Senza patria rannicchiati in un angolo, cercando di trattene calore sfuggente come il respiro, il fiato pesante, carico d’alcool a buon mercato. Come fa a piacermi tutto questo? E’ l’idea del viaggio. Nella mia mente il viaggio è un viaggio in treno. Da qui si parte, in qualsiasi direzione. L’aria fredda smorza gli olezzi più pungenti e tutto sembra a suo modo pulito, come può esserlo solo quand’è immerso gelo. Mi guardo intorno, maleducato fisso le persone. Catturo fotogrammi per storie, le loro, che non scriverò. Immagino mondi che non sono, mentre il buio si infittisce alla mia destra e alla mia sinistra e la banchina su cui mi trovo diventa un’isola di luce fredda eppure confortevole, un avamposto nel niente. Ogni attimo è eterno nella sua compiutezza. Guardo dal finestrino, verso luci distanti e sfuggenti. Vorrei poter osservare il paesaggio oscuro sfilarmi attorno da una carrozza con le luci spente. Quest’eterna sensazione di attimi immobili. Chiudo la macchina, mi dirigo verso il cancello, entro e mi fermo appena fuori dal portico. Osservo la mia ombra pallida scivolare lungo il muro, sorniona. ![]() PS: thanx alla Vecia, alla Nico e alla Ross, nonché all’uomo di cui non ricorderò mai il nome, per la solita, da troppo tempo rimandata, seratina di devastazione LEGGI I COMMENTI (18) PERMALINK |
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