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Friday, January 25, 2008 - ore 08:42
Giornalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Max (il mio capo) ha preso la brutta abitudine di avvisarmi degli impegni con non più di un’ora di anticipo, il che mi sta trasformando nella
donna più veloce del west. Credo di essere diventata la sua addetta stampa, nel corrotto senso che vado io a tutte le conferenze stampa. Mi cucco quelle dal quarto d’ora al doppio giro d’orologio. Credo sia il destino degli ultimi arrivati. Ma a me piacciono le conferenze stampa, anche se la maggior parte sono inutili e noiose (Max dice
“robetta”): mi danno un certo tono, mi fanno sentire chic. No scusate, oggi non posso, ho una conferenza stampa.
Dicevo. Max e la sua disabitudine all’avviso per tempo. Mi chiama all’ultimo minuto per dirmi che devo scrivere un articolo per il quale non ho nessuna competenza entro un’ora, proprio mentre stavo per uscire credendo di aver terminato con i miei precedenti tre pezzi. Mi telefona la domenica sera chiedendomi se ho preparato un articolo da far uscire su lunedì. Per andare alla conferenza stampa sul cinema africano mi aveva avvisata alle 10.35: l’orario stabilito per l’inizio della presentazione era 11.30, e dovevo muovermi in autobus. L’altro giorno, invece, ha ben pensato di dirmi alle 4 che alle 5 c’era una conferenza stampa a cui dovevo andare assolutamente, per scrivere un pezzo di pubblico servizio alla comunità, un articolo di informazione urbanistica, della quale ormai mi occupo quotidianamente. Non ci sarebbero stati problemi, se non il fatto che avevo dei capelli terribili, e dovevo assolutamente lavarli perché la sera dovevo andare al cinema
* con la Dany, e non si esce con la Dany coi capelli sporchi.
Cos’è cavolo è successo, perchè hai scritto sta roba, vi chiederete? È successo che ho messo giù il telefono con Max alle 16.15, e alle 16.50 avevo già parcheggiato in centro. E cos’è successo nel mentre, vi chiederete? Nel mentre è successo che mi sono lavata, depilata, asciugata i capelli con la piega tattica, vestita, spogliata perché non mi piacevo, rivestita, truccata e pettinata. Con tanto di orecchini, sciarpina abbinata alle mutande, calzettini a righe di protezione all’interno degli stivali. Contando che per arrivare in centro mi ci vogliono almeno 10 minuti a quell’ora di sera, e che ho dovuto cercare parcheggio, diciamo che mi sono preparata completamente, dalla testa ai piedi, in non più di 20 minuti. Trovatemene un’altra che si restaura dai capelli all’alluce in meno di mezz’ora, dai... Sono un mostro.
Quindi come avrete capito il post non era incentrato sul fatto che Max mi avvisa sempre in ritardo, ma sul fatto che sono un mostro di velocità, e nessuna femmina veramente femmina può essere più veloce di me, che già ero veloce prima, e ora sfido i buchi spaziotemporali con la mia velocità. E mi sono pure truccata. Sono un fenomeno.
Ah, un’altra cosa importante: mi sono innamorata. È stato un colpo di fulmine. Porca miseria, è un uomo sposato, e io sono felicemente sistemata. Se no mi ci sarei già messa d’impegno. Mi sono innamorata di un uomo sposato. Ah signore. Come sono presa.
Ogni tanto Max deve dare una sistemata ai miei pezzi, ma credo di essere quasi entrata nel giro dei giornalisti. Non posso certo definirmi una giornalista (patentino a parte!!) anche perchè non capisco il 75% di quello che dicono i miei colleghi che sono molto, molto preparati in materia politica, ma sono entrata nel giro e saluto tutti con fare composto, e tutti salutano me rispettosamente, gli uomini si tolgono il cappello, le donne si inchinano arricciando la gonna, i bambini mi lanciano petali di rosa.
A dir la verità sono entrata nel giro solamente perché ho comprato delle
caramelle da poter offrire ai miei uomini, perché i miei colleghi degli altri giornali che presidiano il Comune insieme a me sono tre bei maschietti simpatici e carini. Ma non quanto il mio presidente di commissione. Se le cose vanno bene un giorno faccio una bella fotina e ve li metto sul blog. Loro, non il mio presidente. Ah, il mio presidente. Bello lui, simpatico e pacioccoso. Maury, tu non ascoltare.
Ho paura però a parlare dei miei ragazzi. Metti che leggono qui, è un disastro, perché io non scrivo mai di persone che possono leggere il mio blog. Per questo scrivo di Maury, perché lui non legge, non gliene frega niente di quello che faccio. Secondo me sono scaltri, i ragazzi, e se si mettono a fare quello che ho fatto io sono finita. Cioè mettere i loro nomi su google e cercare, cercare, cercare. Ovviamente non possono risalire a qui, sarebbe impensabile, difficilissimo, ma sai, le vie del signore… che signore?
*PS con asterisco: sono andata a vedere
Bianco e Nero, il film con Fabio Volo. Io parto prevenuta, perché amo Fabio Volo alla follia. Ma voi che non lo amate alla follia potete evitarvi il film. Nulla di che, l’amore trionfa sul colore della pelle. Era ovvio che sarebbe finito così, perché era giusto che finisse così. Ma il film non lascia niente, il contorno è piatto e scialbo, un po’ insipido.
Filmetto di seconda categoria, ma se avete da farvi perdonare un grembiule bianco, o una Barbie bionda, magari ci cavate fuori qualcosa.

Ah, lei è bellissima. Non Ambra, fatemi una carità.
Bellissima e bravissima.
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