Così da vittime divennero carnefici. Chi per urlare la rabbia s’arroccava sull’atteggiamento inquisitorio della Chiesa, oggi firma la censura alla presenza di un Papa. Il clamore della notizia nasconde il fetore dell’immondizia di Napoli per qualche giorno: il Santo Padre non è persona gradita presso l’Università “La Sapienza” di Roma. A leggerla come la battono le agenzie parrebbe che l’intera università voglia sbattere le porte in faccia a Benedetto XVI. Indagando si scopre che la lettera porta la firma di 67 docenti: tanti! Su 4500: pochissimi! 300 studenti: un fiume. Su 150.000: uno spizzico di goccia. Una lettera alla quale il Rettore replica con un accorato invito - rivolto ai docenti firmatari - di leggere i testi del Papa prima di attribuirne paternità indebite e accomodanti.
Tutti indaffarati nei preparativi: la “via frocis” da celebrare, la cappella universitaria da s-battezzare, la statua di Minerva da travestire. Le uova da ri-caricare. Ma nemmeno il Papa sta a guardare. Umilissimo nella sua altezza, il giorno dell’Epifania nella Cappella Sistina fornisce con eleganza la sua dotta risposta: tutti (sacerdote compreso) con gli occhi puntati verso Cristo. Macchè “passo indietro”! Molto di più: incoraggiamento urgente a recuperare il senso primordiale del Mistero. Dell’arcano e del segreto. Di Dio!
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Per credere che ci sia un’intelligenza critica ad abitare quest’anticlericalismo così accentuato, occorrerebbe esigerne perlomeno la dimostrazione. Molte volte è sciatteria cultural - popolare che fa leva sulla genuina bontà della gente semplice. Ma siccome il Vangelo è “Buona Novella” e non “Novella 2000” riesce a giocarti scherzetti imprevedibili. Dimostrazione lampante qualche mese fa! Lo smagliante editorialista di
Vanity Fair,
Christopher Hitchens – tutt’intento a propagandare una salvezza attaccata al fitness da inseguire, ai grassi da bruciare e ai carboidrati da pesare – perse l’occasione bella per tacere e non insozzare l’aria rimettendocene la preparazione. Era appena uscito un libro testimonianza sulla fede “faticosa” di
Teresa di Calcutta. Un libro che rivela il prezzo che i santi pagano per attraversare la “notte oscura” della lotta con Dio. Concetti soprannaturali, eleganti nella loro finezza, debitori di calate vertiginose nell’anima. Ebbene: Hitchens, addossato al ciglio di questa sublimità, ebbe a scrivere:
“E’ la riprova che la religione è un’invenzione umana”. Come se al cristiano non fosse chiesta la fatica della ricerca, la sorpresa del dubbio, l’incontro con un Dio lontano nella sua vicinanza!
Emmanuel Schmith, un romanziere francese, ebbe a scrivere:
“Dubitare e credere sono la stessa cosa. Solo l’indifferenza è atea”. L’indifferenza nervosa come ai tempi di Gesù: quello che rompe va spostato!
Il prossimo carnevale nell’ateneo romano (ribattezzato a colori da Roberto Calderoli: “L’Ignoranza”), si festeggerà la scoperta (per caso ve ne sono anche altre?) di quel manipolo di scienziati oscurantisti: hanno fatto i conti pseudo - scientificamente con la dignità di un Papa che non ha accettato di sporcare la Bellezza della perla che ha trovato nel suo campo. Nello spirito del Vangelo:
“Se qualcuno non vi accoglierà, uscite da quella casa e scuotete la polvere dai vostri piedi” (Mt 10,14).
Alla Sapienza di Roma l’ateismo esistenziale ha conseguito il dottorato.
La discussione avverrà prossimamente: appena la speranza di un vecchio Papa cesserà di impaurire le scienze empiriche!
"Sapienza: altra vergogna per l’Italia"
La gravità dei fatti di questi giorni che limitano la libertà nel nostro Paese, ci spinge a unirci allo sdegno per la mancata visita del Papa all’Università La Sapienza a Roma.A questo proposito pubblichiamo e facciamo nostro il volantino di giudizio espresso da Comunione e Liberazione. Invitiamo tutti i nostri associati a diffonderlo. Nel frattempo vi proponiamo il resoconto di un’interessante iniziativa proposta da alcuni studenti universitari padovani. (Compagnia delle Opere)
I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba,Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice. Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:
1) l’incapacità del governo italiano a garantire la possibilità di espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonché Vescovo di Roma e guida spirituale di un miliardo di persone. Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e desidera;
2) la fatiscenza culturale dell’università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.
Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.
15 gennaio 2008
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