
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, January 27, 2008 - ore 11:41
Scrittorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri è successa una cosa bellissima.
L’iniziativa è partita da
Mauro Covacich su L’Espresso, ed è stata accolta con grande entusiasmo da una dozzina di scrittori triveneti. Si sono riuniti in
Piazza dei Signori, il centro civico di Treviso, per esprimere un disagio non solo loro nei confronti della Giunta Comunale e di ogni forma di razzismo.
Uguaglianza, dignità, rispetto. Non dovrebbero nemmeno essere messe in dubbio parole del genere, non ci dovrebbero essere dubbi su concetti come questi, invece di questi tempi bisogna ribadirne il significato e il valore. Brutto mondo.

Opinabile la scelta degli scrittori di venire a Treviso, o per lo meno di trattarci come se fossimo un grande popolo di razzisti tutti quanti, ma spero che adesso useranno questa forma di protesta colta, letteraria, civile e umana per altri scopi, che ritengo importanti quanto quello per cui si sono riuniti ieri. Hanno ottenuto un grande consenso di pubblico, non devono fermarsi. Si sono messi in gioco, devono continuare. Io li sosterrò, spero non si fermino ora, che hanno vinto e hanno visto che Treviso non finisce lì.
Mille persone, grandi e piccoli, giovani e anziani, ma potevano essere molti, molti di più: la nota stonata è stata l’infelice scelta di non usufruire di impianti professionali. I tempi di Dante sono passati, e se nel ‘300 non c’erano altre soluzioni per parlare alla folla, nel 2008 ci sono strumentazioni che consentirebbero di farsi udire da tutti quelli che davvero vogliono capire, approfondire, ascoltare, e che sono venuti perchè c’è stata una campagna pubblicitaria sul web e sui giornali da far sì che gente arrivasse da ogni punto della provincia.
Io ho raccolto i suggerimenti dati ieri, e sono andata a rileggermi la
Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Acquisterò alcuni dei libri da cui hanno estratto i brani, cercherò gli autori che si sono presentati in piazza e leggerò anche loro. Sperando che non si fermino. E’ bello vedere che la cultura e la letteratura servono ancora a qualcosa. Non solo a far arricchire Moccia e a far lavorare Raoul Bova.
Quel cerchietto in mezzo sono io, con il mio registratore vocale e il libretto per prendere appunti. Sì, sono davvero io. Non si capisce ma sono io. Giuro.
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