Nel mio silenzio anche un sorriso... può far rumore. L.Battisti
STO ASCOLTANDO
Voci meravigliose...che con poche note ti scaldano il cuore...
...semplicemente indescrivibile...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
il mare della Sardegna
STO STUDIANDO...
TROPPO
OGGI IL MIO UMORE E'...
very good very nice!!!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) ... la paura di aprire gli occhi e ritrovarsi soli, senza + nulla tra le mani, senza amore o voglia di vivere, la paura di deludere gli altri e x primi se stessi, la paura di non farcela in questa strana vita, la paura di perdere ciò x cui lotti da sempre, ciò in cui in credi, fino in fondo, la paura di perdere l'unica cosa giusta che una persona può avere, la propria libertà!
MERAVIGLIE
1) un sorriso e una parola solo per te...da una persona speciale 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) Perdersi in uno sguardo.. 4) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... 5) un abbraccio senza parole..solo solo un abbraccio....
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Monday, January 28, 2008 - ore 21:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ROMEO:...due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno. E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l’etere di un tale splendore che gli uccelli comincerebbero a cantare, credendo finita la notte. ... Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! foss’io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia! ... Essa parla. Oh, parla ancora, angelo sfolgorante! poiché tu sei così luminosa a questa notte, mentre sei lassù sopra il mio capo come potrebbe esserlo un alato messaggero del cielo agli occhi stupiti dei mortali, che nell’alzarsi non mostra che il bianco, mentre varca le pigre nubi e veleggia nel grembo dell’aria.
GIULIETTA: Che significa "Montecchi"? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. Oh, mettiti un altro nome! Che cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave; così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, conserverebbe quella preziosa perfezione, che egli possiede anche senza quel nome. Romeo, rinunzia al tuo nome, e per esso, che non è parte di te, prenditi tutta me stessa.
ROMEO: Io ti piglio in parola: chiamami soltanto amore, ed io sarò ribattezzato; da ora innanzi non sarò più Romeo.
GIULIETTA: Chi sei tu che, così protetto dalla notte, inciampi nei miei piu’ segreti pensieri?
ROMEO: Con un nome io non so come dirti chi sono. Il mio nome, è odioso a me stesso, poiché è nemico a te: se io lo avessi qui scritto, lo straccerei.