
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
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MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, January 28, 2008 - ore 22:26
Amicismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da piccola avevo un amico immaginario. Poi si è suicidato. In realtà non so se abbia posto fine alla sua vita volontariamente o se si sia trattato di un tragico incidente. Per qualche tempo ho sospettato che qualcuno me l’avesse farlo fuori, ma l’ipotesi del suicidio è rimasta sempre la più plausibile.
Avevo non più di 7 anni. Provate a immaginare cosa significhi per una bambina di 7 anni perdere un migliore amico immaginario in un’occasione così tragica e improvvisa. Un suicidio non è cosa da niente. Un suicidio se sei una bambina fragile e paranoica com’ero io non è una cosa da niente. O forse sono diventata fragile e paranoica in conseguenza di questo drammatico avvenimento. Però non si può sottovalutare l’impatto emotivo. Un amico immaginario che ti si suicida così, senza lasciare un biglietto di spiegazioni, senza dirti addio.
Gli amici immaginari dovrebbero fare quello che gli dici, e stare con te sempre e per sempre. E sparire con l’arrivo dell’adolescenza, o con i primi innamoramenti, o con l’arrivo di amici veri. Io grandi amici a quell’età non ne avevo, eppure il mio amico immaginario mi ha lasciata sola.

Forse il mio non voler approfondire la questione è stato indicativo, forse per me era una soluzione ottimale, forse mi ero stancata di lui e il suo suicidio non mi ha ferita poi molto. Forse sono stati i miei, forse mi hanno spinta loro a liberarmi del mio amico immaginario perché mi avrebbe resa strana agli occhi degli altri bambini. Certo, mentre dire a tutti che si era suicidato mi ha fatta passare per un’intellettuale. Forse volevo che mi lasciasse sola, per poter fare nuove amicizie. Forse avevo bisogno di cambiare aria, di fare nuove esperienze, forse lui mi limitava, forse era troppo geloso e mi voleva solo per se. Forse quindi ho fatto sparire io il corpo, e ho rimosso l’evento traumatico come nel miglior testo di psicanalisi infantile. Forse l’ho davvero ucciso io, e allora si spiegherebbero un sacco di tare mentali che mi torturano attualmente. Non sono molto sicura di ciò che la mia psiche partoriva nell’era pre-adolescenziale, ma credo fermamente che si sia trattato di suicidio. Non avrei mai potuto fargli del male, e non avrei permesso a nessuno di fargliene. Era l’unico di cui mi fidassi davvero. L’unico con cui parlavo. Avevo bisogno di lui, un bisogno infinito. Poi purtroppo mi ha lasciata, si è tolto la vita perché non mi sopportava più, lo so, l’ho sempre saputo. E ho sofferto tantissimo. Mi ha lasciata volontariamente. Inutile girarci intorno. Si è ucciso pur di non stare con me. Per una bambina è un trauma immenso, grande come mille cieli e i loro mille mari.
Non ricordo il suo nome, non ricordo il suo volto, ma ricordo che mi faceva stare bene.
E oggi come mai mi manca da morire.
Non potete immaginare quanto bisogno ne avrei ora.
Mi manchi.
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