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Monday, January 28, 2008 - ore 22:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Si è spento alletà di 82 anni Celestino Celio, interno destro biancoscudato ai tempi di Nereo Rocco.
Con la sua scomparsa, il Padova perde unaltra dolorosa fetta di ricordi e rimpianti: quarto nella classifica di tutti i tempi per le presenze (261), e una carriera che gli ha regalato lonore di indossare la maglia della nazionale maggiore in un match amichevole a Roma con lArgentina (2-0), davanti a 80.000 spettatori. Era il 5 dicembre 1954: in quella squadra azzurra, allenata da Alfredo Foni (tre stagioni al Padova negli anni Trenta), figuravano, tra gli altri, miti come Schiaffino e Boniperti.
Con la maglia biancoscudata, la soddisfazione maggiore è legata a una incredibile partita a Milano con lInter di Herrera, 19 marzo 1961. Assedio dei nerazzurri in un clima turbolento, e a sorpresa va in gol Milani su rigore al 28 della ripresa. Nuovo assedio, e pareggio di Gatti al 36, ma in pieno recupero segna nuovamente Milani. Il giorno dopo, Celio, intervistato nella sua abitazione di Rovigo (era nato a San Martino di Venezze), alla domanda del cronista "quando vi siete accorti di avere in pugno la partita?" rispondeva con la sua proverbiale sottile arguzia: «Stamattina, leggendo il giornale. In doccia a San Siro ci davamo dei pizzicotti per constatare se eravamo veramente svegli e non fosse solo un sogno». Quel match, per la cronaca, è finito a sassate contro i biancoscudati. Con il Padova, che lha prelevato dal Badia Polesine, Celio ha giocato dal campionato 1946-47 al 1950-51, e poi dal 1958-59 al 1961-62, mettendo a segno 24 reti. In totale, 10 campionati, di cui 8 di serie A. Altri momenti di straordinaria gratificazione sono venuti dalle prestigiose maglie che Celio ha indossato: Milan, Roma e Inter.
La sorella Anil, apprezzata poetessa e scrittrice, ricorda: «Mio fratello è morto con il sogno di vedere il Padova in serie A. Lo diceva che lo meritava per i tanti tifosi che hanno sempre sostenuto la squadra. Qualche mese fa mi ha detto: "Ai miei tempi le maglie biancoscudate erano solo sudate, oggi con amarezza mi danno la sensazione di essere solo pagate».
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