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Tuesday, January 29, 2008 - ore 11:55
GENERAZIONE ANNI ’80...
(categoria: " Accadde Domani ")
LHO COPIATO SPUDORATAMENTE (errori ortografici e non) DA UN BLOG..... SOLO PERCHE ESSENDO NATO NEL 1980 SONO TORNATO INDIETRO NEGLI ANNI.... IN UN NOSTALGICO RICORDO DI GIOVENTU.....
Lo scopo di questa è di rendere giustizia ad una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno.
Di queeli che vedono la casa acquistata dai loro genitori valere oggi 20/30 volte tanto, e che pagheranno la loro fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la guerra, nè abbiamo visto lo sbarco sula luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo,
nè abbiamo votato il referendum per l’aborto
e la nostra memoria storica inizia dai mondiali del ’90.
Per non aver vissuto direttamente il ’68, ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanta sapranno mai i nostri fratelli minori.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedavamo, però ci si sente dire tutt’ora che abbiamo avuto tutto, nonostante che quelli che sono venuti dopo di noi sì hanno avuto tutto,
ma nessuno gli e lo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie,
a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre stella,
e allo stesso tempo i primi ad aver giocato con i videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento
o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta: la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 12 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 Novembre era tutti i Santi, non Halloween, quando ancora si veniva bocciati; siamo stati gli ultimi a fare gli esami alle medie e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come generazione X e abbiamo dovuto subirci Sentieri e Beverly Hylls. Abbiamo pianto per Candy Candy, ci siamo innamorati dei fratelli Georgie, abbiamo riso con spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca co Pollon.
Siamo la generazione che ha visto Maradona fare le campagnie contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazione improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;
quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq); abbiamo gridato NO NATo, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 Settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina e il piccolo mugnaio bianco e del Drive-In.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe,
e gli ultimi ad usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o alla ricerca dell’arca perduta.
Mangiavamo le Big Bubble e la cassiera al suparmercato ci dava le acramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione delle Crystal Ball, delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei puffi, di Holly e Benji, dell’incredibile Hulk, di Poochie, di Kiss-me Lichia, delle micro machine, di Big Jim e della casa di Barbie di cartone, ma con l’ascensore!
La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere
che l’Italia 2006 è la favorita.
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag, facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turistica.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco nè protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene eran odi ferro con gli spigoli vivi
e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in un acartella che, raramente,
aveva gli spallacci imbottiti, e tantomeno le rotelle!!!
Mangiavamo dolci e bevavamo bibite, ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettavamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri risolvevano lavandoci i capelli con l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64. videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-sorround, cellulari, cmputer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi.
E le ragazze si intortavamo facendo il gioco della bottiglia e quello della verità, non in una chat con :-/ :-O.......
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
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