“Vola solo chi osa farlo”. È con questa fantastica frase di Luis Sepulveda che ho intitolato la mia scelta di entrare in seminario. Una scelta che ha scombussolato la mia vita, mi ha cambiato i ritmi, mi ha preso e riportato nell’irrealtà reale della vita con Dio. Un sogno che si avvera dopo mesi e mesi di riflessioni e pensieri, intervallati soltanto dalla pausa preghiera. La chiamata io la definisco strana. Strana: non comune, straordinaria! Strano deriva dal latino mirus che in lingua corrente si traduce con strano E, bada, E con straordinario. Guarda caso…
“Com’è straordinaria la vita”.
È con questa fantastica frase di
Dolcenera che ho intitolato la mia vita di seminario. Ogni giorno un’esperienza nuova. Ogni giorno trovo tra le sue strade monete e perle con cui un giorno costruirò il mio tesoro. Un tesoro enorme e incalcolabile, fatto di fatiche, gioie, sorrisi, amicizie, parole, riflessioni, lacrime, pensieri, giochi, preghiere. Preghiere! La vita cambia con la preghiera! La preghiera sposta le montagne! Basta saper pregare. Pregare non vuol dire recitare le 3 ave Maria della sera e i 3 padre nostri per tenersi buono “il capo”. Pregare vuol dire saper applicare gli impegni della vita. Le
Ave Maria sono solo la parte teorica, la chiacchierata con Dio. Poi, con
il segno della croce che, guarda caso, inizia la preghiera, si passa dallo studio della vita alla vita vissuta. La vita è straordinaria solo se la si sa vivere, e per farlo ci vuole lo studio, sennò finisce che a fine anno ti ritrovi la bocciatura fuori di casa. E questa volta non si viene rimandati…
“Buon viaggio della vita” È con questa fantastica frase di
Claudio Baglioni che mi aspetto il mio futuro in seminario. E con la stessa frase vi auguro il vostro. Perché se osiamo a vivere, se intuiamo la sua strana straordinarietà, non ci resta che prendere il treno e partire. E un treno in corsa non lo ferma nessuno.
Io non me ne vado dicendovi che il seminario è fantastico e lo dovete provare. Io non vi auguro di entrare in seminario. Ma non perché è brutto! Bensì perché la chiamata è una cosa personale. Ognuno ha la sua e ognuno deve sentirsela. Io non vengo a raccontarvi la mia storia.
Oscar Wilde diceva:
“Le cose più comuni diventano straordinarie se appena si sappia nasconderle”. In altre parole anche la cosa più piccola se la tengo per me diventa enorme. Figurarsi una vocazione che enorme lo è già, cosa può diventare. La mia testimonianza sta nel fatto che io oggi sono venuto qua a parlarvi di Dio per farvi capire che il Cristianesimo di oggi non è più il Cristianesimo dell’abitudine ma il Cristianesimo dell’innamoramento! Il Cristianesimo di un Dio che è un tale
figo che io ho lasciato tutto, ho preso la mia croce e l’ho seguito! Nel Vangelo di oggi Gesù dice ai suoi discepoli vi farò pescatori di uomini. Io da bambino avevo un sogno: diventare medico. Dio mi ha detto
“Sì, tu resti medico ma facciamo meglio: tu sarai medico di anime”. E con un Dio così grande c’è ancora chi dice che oggi Dio è morto... E’ risorto se noi oggi, e domani e dopodomani e il giorno dopo ancora sappiamo passare al meglio e applicare la parte pratica. Dio è risorto se noi oggi usciamo dalla chiesa e ci accorgiamo di essere Cristiani, e lo dimostriamo.
Perchè se finiamo la “chiacchierata” indifferenti, che senso ha ascoltare e non cambiare?