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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
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Tuesday, January 29, 2008 - ore 18:58
...VALE LA PENA VIVERE...
(categoria: " Riflessioni ")
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Charles Bukowski (1920-1994) ha scritto a riguardo dei fatti della vita: “Ma i guai ed i dolori erano ciò che teneva in vita un uomo. O che gli faceva cercare di evitare i guai ed i dolori. Era un lavoro a tempo pieno. E qualche volta non si riusciva a riposare nemmeno quando si dormiva”... per Bukowski ospedali, galere e puttane sono le università della vita: le avversità, le bassezze e le preoccupazioni sono il punto fondante dell’esistenza...
Gabriel Garcia Marquez (1928), a conclusione di un amore durato 53 anni, 7 mesi ed 11 giorni, fa dire alla protagonista, Fermina Daza, in L’amore ai tempi del colera: “E’ incredibile come si possa essere tanto felici per così tanti anni, in mezzo a tante baruffe, a tante seccature, senza sapere se è amore o se non lo è”... per Marquez la vera vita è quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla: l’esistenza viene sublimata, trova senso e definizione solo grazie alla memoria, individuale e collettiva...
Simone de Beauvoir (1908-1986) nella sua biografia, arrivata al successo, fa questa considerazione: “Penso alla mia vita, di cui sono profondamente soddisfatta. Penso alla felicità; per me era soprattutto un modo privilegiato di afferrare il mondo. Se il mondo cambia al punto da non poter più essere afferrato in questo modo, la felicità non ha più importanza”... per Simone de Beauvoir l’appagamento è dato da come si riesce a essere parte del mondo, da quanto si riesce a lasciare un segno: nel momento in cui non si capisce più la società in cui si vive, subentrano infelicità e insoddisfazione...
Quindi, si deve vivere senza ritegno e senza pudore, ci si deve guardare indietro per imparare da quel che si è stato e da quel che si è fatto, ci si deve impegnare per lasciare un segno, per difendere quello in cui si crede, per esprimersi come persona e per essere d’aiuto agli altri... Così si deve vivere, solamente così vale la pena vivere...
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