
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, January 31, 2008 - ore 09:30
Annismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi chiedono:
quanti anni hai? E prima che io possa rispondere si guardano complici, sornioni, rapaci, con la faccia di chi ha capito tutto prima - molto, molto prima.
Ne hai ventidue, no? No, di più, mi rabbuio in un lampo. Allora dalle retrovie giunge baldanzoso il furbo della situazione, quello che ne sa ancora di più degli altri, il quale, col sopracciglio inarcato e la voce impostata, candidamente commenta: ve lo dicevo io, è più grande si vede,
ne ha 24.
No, ne ho 27 fra un mese, e vado per i trenta. Le facce che mi circondano si fanno interrogative.
Ma se non hai nemmeno una ruga! Scusi eh, ho detto 26, non cinquanta.
Ma sei giovane, perché dici vado per i trenta? Perché quando arrivi a 27 ti rendi conto che gli enta sono a un tiro di schioppo.

Gli anni fra il 27 e il 30 servono solo a prolungare un’agonia annunciata, ormai sono vecchia, me ne rendo conto non dovete proteggermi da nulla: sono consapevole del mio declino. Dopo i ventisei è una lunga discesa ripida. Sai che stai cadendo, e non puoi fare niente per fermarti. Sono gli anni in cui viene automatico tirare le somme di una vita che arriva
“nel mezzo del cammin”, quando i tuoi compagni del liceo si sposano o fanno figli, le tue maestre sono tutte in pensione, il tuo fratellino adolescente beve havana cola e il tuo libretto con gli esami universitari non è ancora completo. Tutti si laureano tranne te, tutti hanno un lavoro tranne te.
Gli uomini ti dicono che le donne sono al loro massimo splendore a 25, le donne ti dicono che le donne sono al massimo splendore dopo i 40. Volendo ascoltare entrambe le parti, sono in un
limbo di terrorismo psicologico.
Sono vecchia per essere attraente, sono giovane per essere una bomba sexy. Sono troppo giovane per la maturità intellettuale ma troppo vecchia per sapermi divertire. Sono in un limbo, e il limbo sta alla fine di quella cazzo di lunga discesa oliata e imburrata, dalla quale non si risale. Almeno non fino ai
40 anni, quando risalirò orgogliosamente la china e l’esplosione degli anta mi riporterà ai massimi livelli di appetibilità. Tutti a consolare le donne che arrivano a 40, e non le ragazze che arrivano a 30. E’ un trauma anche questo, perché si passa dalla spensierata giovinezza all’età delle responsabilità. Vedo più che trentenni comportarsi e vestirsi come ragazzine, e per quanto io apprezzi questi tentativi di eterna giovinezza interiore beh, il sorriso mi scappa e non voglio trattenerlo, perché c’è un’età per tutto e tu mi fai davvero sbellicare, vecchia mia. E vecchia mia lo dico apposta, perché io spero di rimanere giovane dentro, ma giovane fuori come cerchi di fare tu è un po’ eccessivo.
Ho
quasi 27 anni, stanno proprio lì dietro l’angolo, e non posso tirare le somme perché mi mancano i numeri.
Non lo dico con la rassegnazione di un anziano, di chi si sente sconfitto dal destino e con il pessimismo di un suicida si scaglia contro il fato implorando e imprecando. No, non sono tipo.
Mi sto rendendo conto che in queste mani ci sono i segni di una vita impegnata, di una dura lotta lavoratrice, di una Silvia che si moltiplica studentessa, cameriera, donna delle pulizie, barista, commessa, scrittrice, promoter, giornalista, regista, intervistatrice, venditrice, odalisca, attrice, babysitter. Segni di viaggi, di conquiste, di crescita. Ma a cosa serve, dico io, se poi tutti stanno a guardare quelli che si sposano a 23 anni come fossero eroi.
Senza nulla togliere a chi si sposa a 23 anni, per carità, ma se fossimo tutti uguali addio concorrenza, conviene a tutti che esistiamo anche noi,
pecore nere. No?
Cacchio, trenta sono veramente tanti.
E me ne preoccupo ora che manca ancora un mese ai 27.
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