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mercoledì 19 maggio 2004 - ore 13:11
Si stava meglio quando si stava peggio
(categoria: " Pensieri ")
L’altra settimana se n’è andata un’altra delle voci storiche del calcio: il buon Nando Martellini.
E tutto ciò mi ha fatto venire a mente la mia fanciullezza; quando “90° Minuto” era il programma più bello della domenica. L’ultima cosa che mi interessava, prima di rimettermi nell’ordine d’idee che il giorno dopo dovevo riprendere una settimana di studio.
Allora sì che il calcio era il calcio. Quando c’era Cuccureddu e Graziani e quella gente lì; quando gli stranieri erano per lo più un fatto di prestigio, ed i giocatori tenevano la stessa maglia per almeno un paio di stagioni, senza dovermi disintegrare la testa con i cambi nell’album Panini. Ah … l’odore delle figurine!!!
Adesso del calcio non me ne può fregare una fava. E non perché lo sport in se mi piaccia meno. E’ per come l’hanno martoriato che non lo posso più sopportare.
Che sotto ci siano interessi economici che neppure il calcio stesso può più gestire è oramai chiaro a tutti, anche ai profani come me. Ma quello che mi rode di più è che tutto un mondo in cui ci si poteva credere, ed investire (intendo la lealtà sportiva, l’agonismo, la forma fisica, il divertimento, le discussioni da bar, l’infarto per le partite agguerrite ma oneste) non ci sia più.
Adesso che è tutto mediatizzato l’importante è la nuova acconciatura di Beckham o i malumori di Vieri.
Così, io che ogni tanto ci ricasco e sintonizzo la tv su questo sport, devo inevitabilmente cambiare canale e inveire contro questo andazzo.
E mi rivedo in mio padre, che - quand’ero piccolo - mi martoriava gli zebedei con le sue storie “…eh, mi ricordo che ai miei tempi…” Beh, io adesso sono come lui.. solo che il babbo adesso non dice più niente, forse s’è rassegnato o ha raggiunto un nirvana che io, al momento, non mi posso permettere.
Ritorno con i miei pensieri al 1978 quando trasmettevano Goldrake, alle mie partite sottocasa e sempre in ritardo con i compiti, ai bigliettini “d’amore” delle mie compagne delle elementari, alle festine per i compleanni, ai piatti di pasta che mi faceva la nonna, alle corse con la mia mega bici da cross “Torpado” (col cambio sul canotto come le automobili)... e me ne sto zitto per i fatti miei.
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