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lunedì 4 febbraio 2008 - ore 15:42
Capelli ribelli e altre storie
(categoria: " Riflessioni ")
Forse è esagerato dare un taglio esistenziale a una riflessione sulla natura dei propri capelli..ma oggi mi gira così ( e poi non ho proprio voglia di lavorare adesso

). Ammetto che probabilmente il mio sogno di capelli lisci e fluenti senza nemmeno un’ondina è condizionato da ciò che costantemente ci viene proposto da pubblicità, giornali, trasmissioni televisive e adesso pure Carla Bruni ( bellissima e con capelli liscissimi ) che imperversa per tutti i telegiornali

.
Va da sè che i miei capelli mossi, con ogni ciocca che ha una propria opinione su come deve stare mi creano un poco di stress quando è il momento di pettinarli..stress che aumenta nei giorni come oggi in cui l’umidità è del 120% e la malefica chioma è un groviglio inestricabile. E così inizio a darci dentro per domarli e dargli una forma... oggi ho mollato il colpo. Sono uscita di casa senza pettinarmi..e che diamine! ma quando il mio collega mi ha chiesto se mi era successo qualcosa mi è venuto qualche dubbio...forse era meglio se mi pettinavo.
Non sono solo io che ho la fissa dei capelli lisci in realtà...è una croce comune a molte donne, una ci ha perfino scritto un articolo sul Corriere della Sera ( che ovviamente conservo con cura religiosa

).. mi chiedevo se questa fissa di domare-tirare-piastrare-lisciare non sia anche ( non sempre ma a volte ) un cercare di essere, o almeno di sembrare, ciò che non si è. Un livellarsi e un disciplinarsi, stirando con i capelli anche la propria natura. E a questo proposito mi viene da citare una battuta da un film che adoro, "Tutto su mia madre" di Pedro Almodovar :
"Una donna è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa" ... dunque..dove sta il giusto? Cercare di avvicinarci più possibile all’idea che sognamo di noi stesse..oppure
essere noi stesse? E che differenza c’è tra le due cose? ..magari nessuna?
Forse esagero nell’attribuire tanta importanza a una innocua fissa estetica...e però anche l’aspetto è importante. E’ quello che per primo parla di noi..la prima cosa che parla di noi..e sono convinta che anche la persona meno attenta al proprio look in realtà usa, più o meno consapevolmente, il proprio apparire per dire qualcosa. In questo senso credo che l’abito fa il monaco.
Eccome.
Io mi rendo conto perfettamente di quanto può cambiare la "considerazione" che si può avere di me a seconda che sia vestita in jeans e scarpe da ginnastica oppure in gonna e tacchi... Se devo parlare a un congresso ci vado con la seconda mise..perchè l’occasione lo richiede? Anche..ma soprattutto perchè sono consapevole dell’impressione che posso fare... e che quel tipo di abbigliamento oltre ad attrarre di più comunque fa passare di me una certa impressione ( e mi fa anche sembrare un poco più "matura" ) che poco ha a che vedere con quanto io sia effettivamente preparata, dato che il cervello è sempre lo stesso, ma che molto ha a che vedere con la considerazione per ciò che dico... Oppure..se vado fare lezione in jeans metà degli studenti mi prendono per una di loro, mentre questo non accade a una mia collega che ci va super tirata.
Non che questo mi piaccia...però è così.
E’ inutile..l’essenziale è invisibile agli occhi...ma anche ciò che è visibile agli occhi è essenziale. E anche per questo perdo del tempo ogni mattina a cercare di domare la mia capigliatura mossa... Cerco di sembrare una persona seria

Adesso che ho rubato al mio capo mezz’ora di stipendio torno alle mie sudate carte...
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