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Tuesday, February 05, 2008 - ore 18:28
Processi a pagamento
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tempi duri per le aule di tribunale italiane. Mentre il Paese si ferma per l’ennesimo pit-stop governativo - foratura della visione anteriore sinistra della politica; brutto affare -, chi non si ferma affatto sono giudici e magistrati. Non bastavano le pile di scartoffie per richieste di divorzi politici e cause per diffamazione televisiva ad affollare le scrivanie delle toghe nostrane. Clemente Mastella, già ministro di scarsa grazia e assai poca giustizia, e la sua famiglia, hanno dato non pochi grattacapi alla magistratura di Caserta. E, di riflesso, ne hanno dati anche agli italiani, facendo cadere il governo Prodi come un sassolino che fa crollare una diga. Fortuna che ci ha pensato Berlusconi ad alleggerire il lavoro dei magistrati. Mentre l’ex-ministro dell’Udeur si dimetteva perchè gli avevano spiegato che, se fosse caduto Prodi, avrebbe dovuto svolgere almeno "l’ordinaria amministrazione", il Cavaliere si assolveva da solo per falso in bilancio beneficiando di una legge che lui stesso fece approvare durante il suo governo. Intanto, i Pm de Magistris e Forleo venivano presi per un orecchio e cacciati nell’angolo, le banche che spalleggiarono la Parmalat si giravano le dita in giudizio, e i due assassini della strage di Erba venivano processati sotto l’occhio feroce delle telecamere. Si dice che qualcuno fosse anche disposto a pagare per essere lì in aula ad ascoltare le fragili difese di Olindo e Raffaella.
Periodo complicato. E, purtroppo, non solo per la magistratura. Il Paese è senza un governo, e con ogni probabilità si andrà a votare in aprile. La classe politica vuole rimettersi al giudizio degli elettori; passare attraverso il processo delle urne. E’ uno strano Paese quello in cui in molti pagherebbero per essere in aula durante il dibattimento di una strage, ma farebbero di tutto per non esprimere il proprio giudizio alle prossime elezioni-porcate. Evidentemente, in molti sentono che la sentenza per il nostro Paese è già arrivata, e nessuno crede più al colpo di scena.

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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
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