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Wednesday, February 06, 2008 - ore 20:34
*** -V- SINFONIE ***
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Amore e guerra suonano come note stonate nel pentagramma del mio mondo una vena, il suo richiamo irresistibile, regolare, dettato dalle pulsazioni, mi chiama
tardi ,,,quanto ho ammirato quei vampiri, quanto desiderai d’essere tra loro -questione d’immagine- è così magica la mia, racchiude dannazionee tormento, amore e morte, vita eterna e prigionia ,,, in eterna lotta ,,,
-V-ampiRozzo il richiamo di quella vena, entra nei miei occhi il sangue bolle, regolare mi sussurra dolci parole, prendimi! prendimi! voce dettata dalle pulsazioni mi avvicino ammaliato, condotto da questo sirenico canto odoro i suoi capelli pronto per rispondere alla chiamata ora il mio bacio ,,,dei fiori,,,furono il mio primo regalo, le fleur du mal , fiori speciali scritti sulla carta ma se innaffiati con un paio di gocce di: TI VOGLIO BENE ,,,cambiano,,,
,,,Il mio diletto è bianco e vermiglio, lo riconosci fra mille e mille. Il suo capo è oro puro, e i riccioli grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi okki assomigliano a colombe su ruscelli di acque trasparenti e i suoi denti,bagnati di latte, a una gemma incastonata. Le sue guance come aiuole di balsamo e di erbe profumate, le labbra sono gigli ke stillano mirra e le mani anelli d’oro con gemme di Tarsis. Il suo petto è d’avorio, tempestato di zaffiro. Le sue gambe, colonne d’alabastro, posano su basi d’oro puro. Il suo aspetto è magnifico come i cedri del Libano. Dolce è il suo palato; egli è tutto delizie!
-dal CANTICO DEI CANTICI V sec. a. C.-
PER QUESTA LOTTA COMINCIATA CONTRO IL SISTEMA E LEGATA DAL FATO AL QUALE NON MI POSSO SOTTRARRE, HO DECISO DI INDOSSARE UN’ARMATURA DALLE SEMBIANZE DI
DONNA . ,,,le mie femminili vesti,,,hanno cambiato anche i miei incontri,,,e il mio occhio,,,
Strani amori nascono nelle ombre notturne di sinistri personaggi che i loro incontri rendono unica ogni vita di notte. Vedremo uscire da una vekkia porta di legno una signora normale alla vista superflua ma se si presta attenzione sfregiata in volto e nel corpo a cui un seno le è stato privato, in una finestrella, bieca luce di lanterna scorgeremo un grosso signore, rozzo, sporco in canotta d’origine bianca ma ora rosastra alla vita un grembiule lucido, ceruleo solcato da coagulati rigoli di sangue in mano un affilatissimo coltellaccio, il piede in strada su un angolo un vecchietto sdentato sogghigna e ne prova ribrezzo alla nausea del suo lugubre alito aspetta anke lui la puttana del lampione, la sua casa si illumina come solito un pavone fare orrenda bellezza dissacrata, venduta simile a conati di vomito lo scorrere di parole interrotte dai passi veloci dei miei amici topi, losche creature anche noi apparteniamo alla notte. I nostri passi simili a quelli degli zombie tra la comune gente le nostre carni putride esalano odore di morte morte che ci rifiuta con ribrezzo ci rinnega come suoi figli siamo il più macabro degli eserciti ma anche il più libero. E tu cavaliere, stessa è la tua sorte la morte ti evita mai vorrebbe un così nobile vessillo nel suo regno la luce porteresti e con essa la fine della nera signora. CERCATE, CERCATE,,,E POI SIATE UMILI, PENSATE A CIò KE VOLETE DIRE,,,E UNA VOLTA KE AVETE APRITO BOCCA SIATENE ORGOGLIOSI.